In Italia manca una nutrita comunità di esperti nel settore della valutazione. Prima di intraprendere un programma ambizioso di valutazione della scuola, dell’istruzione e della formazione (questi concetti non sono sinonimi) occorre preparare gli specialisti in grado di svolgerlo, pilotarlo e discuterlo. Nell’articolo propongo una moratoria di cinque anni di qualsiasi valutazione su scala nazionale, di utilizzare questo lasso di tempo per preparare una comunità scientifica indipendente con la quale impostare un programma di valutazioni su basi solide.

Version imprimable de cet article Version imprimable

Le traversie dell’INValSI (Istituto Nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione)

La direttiva 649 del 25 agosto 2006 sull’INValSI ritocca i compiti di questo neo-costituito istituto di stato sulla valutazione dell’insegnamento. La missione che il ministro attribuisce all’INValSI resta ambigua come lo era nella legislazione precedente, non risolve la questione della valutazione della scuola in Italia, di come è organizzata ed effettuata, obera l’istituo di valutazione di compiti che non dovrebbero essere di competenza di un istituto di valutazione. L’articolo non è che una prima reazione alla direttiva emanata a fine agosto 2006, dopo pochi mesi dall’entrata in carica del ministro, ed è un commento redatto per rispondere a sollecitazioni rivoltemi dall’ADI e dal Riformista .

Les documents de l'article

Valutazioneannozero.pdf