Relazione presentata al seminario di formazione per i dirigenti scolastici sui temi della riforma della scuola organizzato dall’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia a Milano il 24 febbraio 2011 presso l’I.S. "Cavalieri", via Olona, 14, Milano

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Organizzare l’istruzione è un nuovo mestiere

Da ormai una trentina d’anni si ammette che la leadership è un ingrediente determinante per ottenere una buona scuola. In questo periodo però l’interpretazione della leadership è cambiata totalmente. Fino ad una ventina d’anni fa si riteneva che la leadership scolastica dovesse essere soprattutto pedagogico-didattica oppure psicopedagogica. In quest’ultimo decennio c’è stata una virata di bordo completa. Oggigiorno si ritiene che il leader scolastico non deve immischiarsi di questioni didattiche e di programmi, che debba essere un organizzatore dell’istruzione, un coordinatore di tutti gli attori che operano in una scuola, un catalizzatore di energie e di forze.

La relazione si sofferma sulle caratteristiche della leadership alla base, nelle scuole, sulle caratteristiche principali di questa figura professionale che si delinea con maggiore chiarezza di anno in anno. La leadership alla base è fondamentale per ottenere buone scuole e quando una scuola va male oppure quando non riesce a galleggiare la prima valvola che dovrebbe saltare è proprio il dirigente scolastico.

 

Nella presentazione vengono elencate le competenze di cui dovrebbe fruire un dirigente per governare non una scuola ma l’istruzione. Nella scuola dell’autonomia come è regolamentata in Italia talune di queste competenze sono già disponibili ma altre che sono ritenute essenziali mancano, come per esempio la competenza di scegliere i collaboratori, di licenziarli, di offrire condizioni di lavoro attraenti. Un altro passo decisivo per permettere ai nuovi leader di operare con efficacia consiste nella riduzione delle dimensioni di una scuola: le mega-scuole, gli istituti simili a aziende, con più di 1000 studenti e più di un centinaio di insegnanti, vanno proscritti e vanno sostituiti da piccole scuole.

 

Infine, un buon dirigente deve sapere organizzare una banca dati su misura della scuola, usare statistiche chiare che forniscono una radiografia della scuola. Senza buoni dati, senza dati trasparenti, non si governa una scuola, non si può organizzare l’istruzione.

 

 

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