Risposte alle domande formulate dall’ADi su disuguaglianze sociali, mercato del lavoro, valore legale dei titoli di studio, confronto tra Francia e Italia, merito scolastico.

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Conviene studiare?

I sistemi scolastici ovunque tendono ad espandersi per sopravvivere e quindi vendono l’idea che più si studia meglio è, più la popolazione è istruita, migliore sarà l’economia. Forse è anche vero a condizione che si precisi cosa vuol dire "più si studia" e "cosa si studia".

Il mercato del lavoro delle economie occidentali soffre ; ci sono professioni in piena crisi a tutti i livelli perché mancano specialisti qualificati oppure perché gli autoctoni non vogliono più svolgere certe professioni . Il diploma scolastico non è però una sinecura per trovare un lavoro ben retribuito e soddisfacente. Se poi tutti conseguono una laurea, le lauree non valgono più niente. Occorrerà studiare ancora di più e in questo modo si ricreerà una selezione sociale tramite l’istruzione perché non tutti potranno permettersi studi prolungati. Di cosa ha bisogno una società per essere giusta, prospera e per permettere a tutti i suoi membri di dare il meglio di sé e di vivere in condizioni decorose, di ricevere stipendi e salari giusti ? Cosa può fare la scuola a questo proposito ? Questi i temi affrontati da François Dubet al convegno dell’ADI tenutosi a Bologna il 25 e 26 febbraio 2011 e ripresi in parte in questo contributo.

 

Testo pubblicato nel sito dell’ADI (clicca qui)

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