Presentazione dell’insieme d’indicatori internazionali dell’istruzione prodotti dall’OCSE nel 2011.
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A cosa servono gli indicatori dell’istruzione ?
Come ogni autunno , dal 1992, quasi senza nessuna soluzione di continuità, l’OCSE pubblica un corposo insieme d’indicatori sullo stato dei sistemi scolastici. Il volume, di quasi 500 pagine, è denso di dati, di statistiche, di note, di referenze. E’ diventato una bibbia dell’istruzione. Quella di quest’anno fotografa lo stato dei sistemi scolastici tra il 2008 e il 2009, a seconda dei dati a disposizione. Non è facile leggere queste informazioni che tentano di essere comparabili tra loro, il che rende il prodotto molto complicato, zeppo di sottigliezze, che vanno decifrate con calma e grande acume.

L’articolo qui allegato è stato preparato per il sito dell’ADI. Ha la pretesa di prendere per mano il lettore per decifrare tre indicatori che riguardano da vicino il sistema scolastico italiano :
- la spesa per gli stipendi degli insegnanti,
- la proporzione della popolazione adulta, sia quella anziana che quella giovane, con un diploma d’istruzione post-secondario, e
- la proporzione di giovani tra i 15 e i 19 anni inattivi, che non studiano, non si formano, non cercano un lavoro.
L’interpretazione è libera : l’OCSE offre la sua, ogni lettore deve farsi la propria, ma per giungere a questo punto occorre capire le tabelle e i grafici, il che non va da sé, come lo dimostrano i tre casi presi in considerazione.
E’ bene ricordare che nessun indicatore è neutro, neppure quelli che si presentano sotto una veste molto statistica e apparentemente "oggettiva".

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