Textes 2014

Lavorare duro a scuola, la chiave del successo per l’OCSE

Date de rédaction : 8/05/2015

Finalmente l’OCSE svela le sue carte: la buona scuola e’ quella del passato , e’ una scuola selettiva perché chi lavora duro, chi studia, chi e’ rigoroso riesce in quella scuola, indipendentemente dalla classe sociale d’apparenza. Questo e’ un aspetto secondario per l’OCSE, anche se il ritornello e’ sempre lo stesso ed e’ subito cantato all’inizio della perizia: l’eccellenza si coniuga con l’uguaglianza. Si può, e’ vero, si può ma in quale tipo di scuola? L’OCSE non se lo chiede e raccomanda alla Svezia il modello scolastico di Shanghai e quello di Singapore per ritrovare lo splendore di un tempo. Forse i parametri di confronto potrebbero essere diversi e le classifiche anche, ma l’OCSE crede fermamente che i suoi siano perfetti e immutabili. Molto più interessante da questo punto di vista e’ l’articolo di Eva Baker su Teachers College che riflette sul significato di validità’ dei test e che sogna un tipo di test diverso, ossia che accetta il modernismo pedagogico per cercare la chimera della validità (si veda una recensione di questo articolo in questo sito).

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Lavorare duro a scuola, la chiave del successo per l’OCSE

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