Nel blog dell’OCSE, il direttore dell’educazione Andreas Schleicher riassume la perizia dell’OCSE sulla riforma scolastica svedese: secondo l’OCSE "rien ne va plus" in Svezia.

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Lezioni dell’OCSE alla Svezia

Finalmente l’OCSE svela le sue carte: la buona scuola e’ quella del passato , e’ una scuola selettiva perché chi lavora duro, chi studia, chi e’ rigoroso riesce in quella scuola, indipendentemente dalla classe sociale d’apparenza. Questo e’ un aspetto secondario per l’OCSE, anche se il ritornello e’ sempre lo stesso ed e’ subito cantato all’inizio della perizia: l’eccellenza si coniuga con l’uguaglianza. Si può, e’ vero, si può ma in quale tipo di scuola? L’OCSE non se lo chiede e raccomanda alla Svezia il modello scolastico di Shanghai e quello di Singapore per ritrovare lo splendore di un tempo. Forse i parametri di confronto potrebbero essere diversi e le classifiche anche, ma l’OCSE crede fermamente che i suoi siano perfetti e immutabili. Molto più interessante da questo punto di vista e’ l’articolo di Eva Baker su Teachers College che riflette sul significato di validità’ dei test e che sogna un tipo di test diverso, ossia che accetta il modernismo pedagogico per cercare la chimera della validità (si veda una recensione di questo articolo in questo sito).

Nostalgia? Ritorno al passato? Quasi di sicuro se si considera il titolo del post di Andreas Schleicher , capo della Direzione dell’istruzione all’OCSE, nel blog dell’OCSE che recita: "How Sweden’s school system can regain its old strength", ovverossia come il sistema scolatico svedese puo’ ricuperare il proprio splendore di un tempo. Questa perizia dell’OCSE sul sistema scolastico svedese e’ esemplare perche’ illustra assai bene il gioco delle relazioni internazionali e il funzionamento delle politiche scolastiche nazionali ( Il blog , in inglese, si puo’ consultare cliccando qui)

Prima di entrare in materia ossia prima di presentare e riassumere il post di Schleicher vale la pena fare tre premesse: riprendere il comunicato stampa del 4 maggio scorso nel quale il governo svedese presenta il documento dell’OCSE; riprendere la presentazione di questa perizia fatta in Francia nel sito l’Expresso e infine spiegare come si svolgono queste perizie.

Il comunicato stampa del governo svedese

Nel primo paragrafo, il comunicato stampa spiega come è nata questa perizia. Si afferma che l’attrice è stata avviata per via della diminuzione dei punteggi dei quindicenni svedesi nell’indagine PISA dall’OCSE. Il lavoro è iniziata nel marzo 2014. L’OCSE ha presentato le sue conclusioni preliminari a Stoccolma nel dicembre dello scorso anno e ha sottoposto al governo svedese il rapporto finale in questi giorni, più esattamente il 4 maggio. Nell’aprile 2015 il governo nominato 1 commissione scolastica presieduta da Anna Ekström.

Ben due ministri esprimono un succinto parere in questo comunicato stampa. Si ha l’impressione che il documento dell’OCSE non sia stato ben digerito dalle autorità svedesi e dalla maggioranza al governo che è una coalizione di centro-sinistra guidata da un primo ministro socialdemocratico. Tuttavia, in mancanza di informazioni più dettagliate, non si può confermare quest’impressione. In ogni modo, nelle cancellerie e negli ambienti diplomatici si farà di tutto per attenuare il contrasto se questo esiste. Per capire meglio la situazione dopo la presentazione del comunicato stampa ci saranno alcune informazioni sulle elezioni legislative recenti in Svezia e sulle maggioranze politiche che hanno governato il paese dopo il 2010. La costituzione di una commissione scolastica alla quale si è chiesto di commentare le raccomandazioni dell’OCSE è già di per sé una manovra di questa strategia mirante a ridurre le tensioni. Il documento dell’OCSE molto esplicito ed è probabilmente non molto gradito da una parte del governo. Quale sia la posizione del partito socialdemocratico che la forza principale della coalizione al governo non è dato di sapere finora.

Il ministro per la formazione terziaria ossia della formazione post secondaria e della formazione degli adulti Aida Hadzialic ha dichiarato nel comunicato stampa:

“Accogliamo il documento dell’OCSE che ora trasmettiamo alla commissione ascolta si la quale sottoporrà le sue proposte per migliorare i risultati dell’apprendimento, insegnamento e l’equità nelle scuole svedesi basandosi in parte sulle raccomandazioni dell’OCSE. La commissione presenterà le sue proposte entro gennaio 2017”.

Prosegue il comunicato stampa; 

Le raccomandazioni dall’OCSE pongono l’accento su 3 priorità: le condizioni per promuovere la qualità e l’equità nelle scuole svedesi, la strategia delle risorse umane a lunga scadenza per costruire le capacità necessarie per migliorare l’insegnamento e l’apprendimento, il rafforzamento della politica scolastica per guidare il sistema scolastico e l’autonomia (“accountability”) in funzione del miglioramento. [1].

“Il governo stanzia già molteplici risorse nella direzione delle raccomandazioni dell’OCSE. Per esempio, il governo ha annunciato di prestare molta maggiore attenzione alla scuola primaria con l’obiettivo di concentrarsi sull’inizio della scolarizzazione e con l’intenzione di impostare una strategia a lunga scadenza per rendere più attraente la professione di insegnante che contempla anche un aumento delle loro retribuzioni, la creazione di un istituto di ricerca pedagogica e l’adozione di tutta una serie di provvedimenti per ridurre l’onere amministrativo degli insegnanti” ha dichiarato il ministro per l’istruzione che comunemente si dice anche ministero per l’educazione, Gustav Fridolin.

Commento

In questo momento non sappiamo quale sia l’appartenenza politica dei due ministri, ad eccezione di Fridolin che e’ un ecologista, ossia un verde, e quale dei due conti di più dal punto di vista politico. In ogni modo è interessante rilevare che in questo comunicato stampa si esprimono punti di vista diversi ed inoltre si tenta di tranquillizzare l’opinione pubblica attenuando l’importanza ed il significato delle critiche dell’OCSE, perché di critiche si tratta più che di proposte o raccomandazioni, formulate dall’OCSE al sistema scolastico svedese. La Svezia tollera male la concorrenza con la Finlandia e da sempre ha trattato con disdegno il paese vicino assunto agli onori della cronaca mondiale grazie all’OCSE e ai punteggi dei quindicenni finlandesi nelle prove PISA. Occorre tenere presente questa dimensione per capire una delle variabili in gioco. Adesso occorrerà attendere le reazioni degli Svedesi per vedere se accettano la sfida finlandese e la lezione dell’OCSE. Da notare anche che fino agli inizi degli anni Settanta la Svezia teneva un ruolo di primo piano nelle politiche internazionali sulla scuola. Il la era dato dalla Svezia. Il posto della Svezia e’ stato occupato in seguito per circa due decenni, fino agli inizi degli anni Novanta, dall’Inghilterra che la faceva da padrone anche a Bruxelles, nell’Unione Europea. Poi l’Inghilterra si e’ tirata da parte e il suo posto e’ stato preso dalla Finlandia che gode dell’appoggio dell’OCSE e che soprattutto opera nel quadro dell’Unione Europea. In sottofondo ci stanno gli Stati Uniti che sono la vera potenza mondiale nel settore scolastico. Probabilmente in questo contesto il governo svedese non intende ritrovare la ’grandeur’ di un tempo e fara’ di tutto per attenuare la lezione dell’OCSE.

Le elezioni legislative in Svezia dopo il 2010 e le recenti maggioranze politiche in Svezia

Anche questo aspetto conta perche’ guardando le date si capisce che la perizia OCSE non e’ stata richiesta dal governo socialdemocratico in carica che l’ha ricevuta come una patata bollente ma dal governo precedente che era un governo moderato, non socialdemocratico, uscito dalle elezioni legislative del 2010. Le ultime elezioni legislative per la nomina dei membri del parlamento [2] hanno avuto luogo il 14 settembre 2014 e sono state vinte dalla sinistra. Il governo anteriore era un governo minoritario condotto dal primo ministro Frederik Reinfeldt del partito moderato alla testa di una coalizione di centro destra. Reinfeldt ha perso le elezioni del settembre 2014 vinte da Stefan Löfven , un ex leader sindacalista che ha preso in mano il partito socialdemocratico svedese. Cio’ nonostante la socialdemocrazia svedese non e’ riuscita a conseguire la maggioranza assoluta ed ha dovuto costituire una alleanza con i verdi e con l’estrema sinistra per formare un governo di maggioranza. E’ questo governo che ha ricevuto la perizia esplosiva dell’OCSE che fu concordata dal governo moderato minoritario presieduto da Reinfeldt. Infatti l’accordo con l’OCSE e’ del marzo 2014 quando il governo Reinfeldt era ancora in carica. Sara’ davvero interessante vedere come reagirà’ la maggioranza attuale posta di fronte ad un documento assai critico nei riguardi della scuola svedese. La sinistra accetterà’ le raccomandazioni oppure le rinvierà’ al mittente e rifiuterà’ di modificare, ovverosia di riformare il sistema scolastico attuato nel 1991 nonostante le perdita di posizioni nelle classifiche OCSE? In altri termini , il governo socialista svedese accetterà’ di sfidare la Finlandia , Shanghai e Singapore come lo invita l’OCSE o rifiuterà’ una simile sfida? La Svezia non fa parte dell’Unione Europea come invece lo e’ la Finlandia che fa il bello e brutto tempo in Europa imponendo la propria concezione della scuola per farsi un nome e sfrutta secondo il proprio punto di vista le scarse risorse destinate all’educazione nell’Unione Europea. Probabilmente la Svezia lascerà’ fare il vicino. Dopo tutto la Svezia e la socialdemocrazia svedese hanno altre gatte da pelare e si puo’ benissimo trascurare la competizione internazionale nel settore scolastico. Sarebbe uno schiaffo all’OCSE e al capo della direzione dell’educazione dell’OCSE Andreas Schleicher formato tra l’altro da una delle figure prestigiose della scuola svedese degli anni Sessanta, Torsten Husén.

La procedura per la perizia

Per sommi capi si tratteggia la procedura che sfocia nella decisione di realizzare una perizia sulla politica scolastica di un paese. Siccome questi documenti diventano oggetto di discussione e’ utile conoscere come nascono. I dettagli della procedura seguita per la perizia svedese sono spiegati nel documento integrale della perizia prodotto dall’OCSE, documento allegato.

La metodologia delle perizie e’ consacrata da tempo, ossia da più’ di un ventennio, ed e’ descritta a pagine 15 del documento dell’OCSE. Per ulteriori informazioni sulla metodologia cliccare qui.

Dunque la perizia di solito e’ sollecitata da un governo che la paga. Comporta diverse fasi (almeno cinque) che sono le seguenti:

  • Definizione dello scopo della perizia ( con intense trattative tra le autorità’ governative e l’OCSE);
  • Visite preliminari e raccolta di informazioni sul sistema scolastico del paese che chiede la perizia. Il paese si impegna a produrre un proprio documento di descrizione della situazione nazionale e dei problemi che lo angustiano e che vorrebbe risolvere;
  • Composizione di un gruppo di esperti internazionali che visita il paese. La composizione del gruppo e il programma della visita sono concordati con le autorità’ nazionali. In questo caso tutto cil’ e’ stato deciso con il governo minoritario. La visita dura in genere una o due settimane. Nel gruppo di esperti che ha visitato la Svezia c’erano due professori universitari e tre esperti dell’OCSE. Di solito la visita inizia con un incontro con il ministro. Nel caso svedese gli esperti hanno incontrato i due ministri, quello delle scuole e quello delle università;
  • Redazione del documento dell’OCSE con le raccomandazioni. Una versione preliminare delle raccomandazioni e’ presentata al ministro in carica. Si sa che l’OCSE ha presentato questa versione a fine 2014. La versione definitiva e’ stata resa pubblica il 4 maggio 2015. Probabilmente ci sono stati ritocchi del documento;
  • Presentazione pubblica e diffusione del documento.
La visita del gruppo di esperti e’ avvenuta per quanto riguarda il caso svedese dal 13 al 22 ottobre 2014 . Gli esperti hanno incontrato il 13 ottobre i nuovi ministri che non erano più’ quelli del governo che ha chiesto la perizia. Non ci sono informazioni sull’andamento di questo incontro.E’ probabile che l’OCSE si sia trovata intrappolata in una situazione non prevista, a meno che il nuovo governo socialdemocratico abbia pure ritenuto che la riforma scolastica del 1991 doveva essere rivista e corretta. Tutto e’ possibile.
 
Le perizie durano in genere un anno.
 
La nota di Andreas Schleicher , capo della Direzione educazione dell’OCSE, nel blog dell’OCSE

Siccome e’ probabile che il governo svedese in carica non abbia bene accolto la perizia, a Schleicher non rimane altro da fare che strombazzarla. Non ne sappiamo molto, ma il conflitto e’ aperto. E’ questo il senso che si potrebbe dare al blog che il direttore firma e che qui riportiamo in parte in libera traduzione. Il blog sembra un colpo di mano da parte dell’OCSE per passare in forza con le sue certezze e i suoi dati. Il blog del direttore che svela le raccomandazioni e le critiche che l’OCSE rivolge al sistema scolastico svedese, le stesse che nel 2000 dopo la pubblicazione dei risultati del primo ciclo di test PISA l’OCSE ha rivolto alla Germania e’ del tutto inabituale. Ci si può’ chiedere: la Svezia reagirà’ come la Germania oppure resisterà al diktat dell’OCSE ? La Svezia resisterà? La risposta arriverà l’anno prossimo.

Ecco per ora una parziale scelta di passaggi del blog dell’OCSE intitolato :" Come il sistema scolastico svedese puo’ ritrovare il suo antico splendore " (libera traduzione). Gia’ il titolo di per se’ e’ eloquente:"ritrovare l’antico splendore"! Vi si denuncia un peggioramento della qualità’ dell’istruzione e si invoca un ritorno al passato. Schleicher non ha peli sulla lingua. Quanto disse alla Germania, il suo paese d’origine, adesso e’ rivolto alla Svezia.

I sottotitoli sono nostri.

 

 

Assenza di una concezione globale e di una strategia coerente di sviluppo della scuola

 

« Poco dopo l’inizio del 21º secolo, il sistema scolastico svedese sembra abbia perso il suo splendore. Le scuole cominciarono a competere tra loro non solo per produrre risultati scolastici migliori, ma per offrire ai loro studenti edifici lussuosi talora inseriti nei centri commerciali oppure la possibilità di ottenere il permesso di guida invece di fornire un insegnamento migliore. Gli insegnanti, anno dopo anno, davano voti sempre più alti ai loro studenti mentre i confronti internazionali fornivano un quadro sempre più allarmante dei risultati degli studenti svedesi che declinavano progressivamente. In realtà in nessun altro sistema scolastico partecipante all’indagine PISA si è constatato un declino altrettanto rapido di quello che si è visto in Svezia. Inoltre, la disciplina scolastica è peggiorata. Per esempio, gli studenti svedesi erano più propensi ad arrivare in ritardo a scuola che non gli studenti di altri sistemi scolastici.

 

Passare in testa al plotone dei migliori sistemi scolastici

Adesso, il sistema scolastico svedese ha la possibilità di riprendere la testa dei sistemi scolastici mondiali. Infatti, il sistema scolastico svedese tra le altre cose ha una caratteristica che pochi sistemi scolastici del mondo occidentale possono offrire: la credenza unanime degli Svedesi nel potere dell’istruzione per trasformare la vita, generare prosperità e promuovere l’inclusione sociale. Questa variabile culturale e’ un fondamento condiviso da tutto lo spettro politico e consente di sostenere qualsiasi sforzo per fornire a tutti i i bambini la conoscenza, le competenze e i valori necessari per riuscire nel mondo di domani.

Le raccomandazioni dell’OCSE in dettaglio

Detto questo però ci sono alcuni provvedimenti urgenti da prendere per cambiare il sistema scolastico vigente. 

 

Elevare gli standard

 

In testa alla lista si colloca l’esigenza di elevare gli standard e le aspirazioni degli studenti. Il fatto che gli studenti Svedesi ritengano di essere buoni mentre invece i loro risultati scolastici sono mediocri e privilegia la necessità di un significativo rigore accresciuto e di imperniare la vita scolastica attorno a standard coerenti. Una simile necessità impone una revisione dei metodi d’insegnamento> Per esempio, secondo gli strumenti dell’indagine PISA, la maggioranza dei problemi di matematica inclusi nello strumento d’indagine (il test ) propone compiti che esigono una debole competenza conoscitiva. Inversamente, i problemi che richiedono una conoscenza concettuale approfondita e modalità complesse per risolverli sono assai rari. [3]

 

Cambiare le mentalità’: non conta il talento ma il lavoro

 

Ugualmente importante è la credenza nella capacità di successo scolastico di ogni bambino. I sistemi scolastici migliori riescono in questo compito con gli studenti normali e fanno sì che questi sembrano possedere talenti straordinari grazie a una pedagogia personalizzata. Il fatto che la maggioranza degli studenti quindicenni Svedesi che hanno partecipato all’indagine PISA ritengono che il successo in matematica sia attribuibile al talento piuttosto che a un duro lavoro suggerisce che la Svezia [4] dovrebbe tentare di diminuire il livello di tolleranza di fronte all’insuccesso e aumentare invece il senso di responsabilità degli studenti per l’apprendimento. Quando infatti si interrogano gli studenti di Singapore o di Shanghai su questa stessa questione, quasi tutti rispondono che se si lavora duramente e se si ha fiducia nei propri insegnanti, si riesce a scuola e si ottengono risultati positivi. [5].

 

Il sostegno pedagogico per gli immigrati

 

Il sistema scolastico svedese dovrebbe pure ridivenire a un suo antico punto di forza: il sostegno fornito ai deboli. Questa tradizione dovrebbe includere un maggior impegno per promuovere le competenze linguistiche degli studenti nonche’dei genitori provenienti dal mondo dell’immigrazione; inserire assistenti nelle classi; migliorare l’accesso delle famiglie povere alle informazioni scolastiche. Questo obiettivo non riguarda soltanto i bambini poveri che risiedono in quartieri periferici ma molti bambini che risiedono in qualsiasi zona. L’indagine PISA ha dimostrato che il 10% degli studenti meno favoriti a Shanghai conseguono risultati superiori a quelli del 10% degli studenti svedesi provenienti dalle famiglie più benestanti.

 

La qualità’ degli insegnanti

 

Anche la qualità degli insegnanti va curata maggiormente. Nonostante la soddisfazione per il proprio mestiere che si riscontra in Svezia, soltanto il 5% degli insegnanti svedesi ritiene che la loro professione sia prestigiosa sulla base delle risposte fornite nell’ indagine TALIS 2013 realizzata dall’OCSE. I migliori sistemi scolastici prestano una grande attenzione alle modalità di selezione e di formazione degli insegnanti. Tentano di attirare verso l’insegnamento i migliori talenti e soprattutto prestano attenzione alle modalità per migliorare le prestazioni degli insegnanti dove queste sono esitanti. Inoltre, in questi sistemi scolastici si prevedono modalità’ di carriera per il personale scolastico. Tutto cil’ e’ assente nel sistema scolastico svedese. La Svezia è stata in questo campo in passato un paese pioniere, ma molto deve essere ancora fatto per passare da una concezione industriale ad una professionale dell’insegnamento che incoraggi gli insegnanti ad adottare pedagogie innovative e creative, a migliorare le proprie prestazioni nonché quelle dei loro colleghi, a lavorare in gruppo per identificare le buone pratiche.

 

I dirigenti scolastici

 

C’è molto da fare nel sistema scolastico svedese per installare una leadership condivisa. Questo non è il caso oggigiorno ed è necessario promuovere una maggiore cooperazione tra insegnanti e dirigenti nonché investire maggiormente nello sviluppo professionale dei dirigenti e degli insegnanti. A questo scopo sarebbe auspicabile creare un Istituto nazionale per la qualità degli insegnanti e dei dirigenti scolastici. Un passo del genere permetterebbe di migliorare il reclutamento e la qualità degli insegnanti e della leadership nel sistema scolastico.

 

 La spesa per l’istruzione

 

Nel corso degli ultimi decenni, la Svezia ha speso molto per l’istruzione scolastica, ma le risorse finanziarie da sole non bastano per migliorare le prestazioni del sistema scolastico. Nei sistemi scolastici dall’OCSE si è constatato che non esiste una correlazione tra la spesa pro capite per studente e la qualità degli apprendimenti. In altre parole, due sistemi scolastici con un livello di spesa simile possono produrre risultati molto differenti. Quindi, per quanto riguarda la Svezia non si tratta tanto di un questione che riguarda il livello di spesa per l’istruzione ma di come sono spese le risorse stanziate per la scuola. Per esempio, si dovrebbe operare una scelta tra classi piccole oppure un insegnamento migliore. Ovviamente, le risorse dovrebbero essere indirizzate verso quest’ultimo obiettivo. Quindi, le autorità svedesi dovrebbero rivedere le modalità di finanziamento del sistema scolastico. I meccanismi esistenti di finanziamento non sono appropriati per migliorare gli obiettivi della qualità dell’istruzione senza danneggiare l’equità. Ci sono differenti opzioni da contemplare per garantire un buon funzionamento delle scuole mirante a conseguire risultati apprendimento soddisfacenti senza pregiudicare l’equità del sistema scolastico.

 

 

Forse la sfida più difficile consiste nel fatto di attuare 1 strategia di miglioramento delle scuole nazionale e coerente. 1 sistema scolastico è qualcosa di più che non alcune migliaia di scuole autonome. La valutazione delle scuole e l’autonomia (accountability) dovrebbero essere potenziate in modo da fornire alle scuole, alle famiglie agli insegnanti criteri chiari e consistenti per rendersi conto di quanto conseguono le scuole e di come possono migliorare. Questo significa che il sistema di ispezione delle scuole svedesi dovrebbe fornire alle scuole 1 servizio molto migliore e aiutarle a passare da una concezione burocratica amministrativa a una impegnata sulla responsabilità per conseguire risultati migliori. »

L’interpretazione da parte del sito francese l’Expresso, firmata dal redattore capo François Jarraud.

Occorre precisare che questo sito e’ notoriamente schierato su posizioni scolastiche d’avanguardia e su indirizzi politici di sinistra.

Il parere del sito francese "L’Expresso"( cliccare qui per accedervi)

"La Svezia e’ magari andata troppo lontana con la decentralizzazione del suo sistema scolastico? La Svezia è il paese campione della de-statalizzazione della scuola ed è invitata dall’OCSE ad effettuare un’ altra riforma scolastica ma questa volta innestando la marcia indietro. L’Organizzazione internazionale suggerisce alla Svezia di riformare in profondità il proprio sistema scolastico per migliorare il livello di competenze degli studenti stabilito secondo le classifiche delle varie indagini internazionali realizzate dall’OCSE e per ridurre le disuguaglianze. Un invito che condanna la riforma scolastica più liberale dei paesi dell’OCSE.

 

È un campione della riforma scolastica che è preso di mira dall’OCSE. Negli anni 90 del secolo scorso, la Svezia è stato un paese-faro per le riforme scolastiche nel clima del “New Management”. In pochissimi anni il paese ha cambiato il proprio sistema scolastico ed e’ passato da un sistema iper-centralizzato ad uno fortemente decentralizzato [6]. Allora, gli insegnanti sono diventati da un giorno all’altro, mentre erano in vacanza in estate, impiegati comunali. Le scuole divennero istituti guidati dai capi di istituto che avevano una totale libertà di gestione d’intesa con le autorità municipali [7] e che fruivano di una larga autonomia pedagogica [8]. Lo Stato attribuiva ai comuni un sussidio per il servizio scolastico ritenuto una compensazione per il servizio reso. Le famiglie potevano iscrivere i loro figli nella scuola di loro scelta, da loro preferita all’interno del comune. Le famiglie che optavano per questa soluzione ricevevano un buono scuola perché potevano scegliere anche di scolarizzare i figli in una scuola privata. [9].

Il triste bilancio della riforma

20 anni dopo la riforma, la diagnosi effettuata dall’OCSE rileva alcuni punti forti. Nonostante il buono scuola [10] le differenze tra scuole in Svezia sono rimaste deboli. Inoltre, le relazioni tra professori e studenti sono buone. Ma l’OCSE mette in evidenza nella sua perizia i punti deboli nella scuola svedese, in primo luogo il basso livello di competenze degli studenti secondo i punteggi conseguiti dai quindicenni nell’indagine internazionale comparata PISA. Da 15 anni a questa parte i punteggi degli studenti svedesi continuano a diminuire. Per l’OCSE questo deriva in parte dalla mancanza di disciplina nelle classi: gli studenti svedesi sono spesso in ritardo. Inoltre questi punteggi decrescenti sono causati anche dal sistema di formazione degli insegnanti, molto disperso, e delle modalità di reclutamento. Gli insegnanti infatti sono assunti dalle autorità municipali. Tutto ciò permette all’OCSE di imputare la scadenza dei risultati scolastici svedesi al debole livello dello statuto sociale degli insegnanti: soltanto il 5% degli insegnanti svedesi ritiene che la professione è valorizzata nella società, una percentuale assai simile a quella che si rileva in Francia. Infine l’OCSE denuncia la mancanza di chiarezza nell’amministrazione della scuola e nella definizione degli obiettivi.

Ritorno a una modalità’ di statalizzazione della scuola 

L’OCSE invita la Svezia a rivedere le modalità di finanziamento della scuola e stima che le risorse stanziate per la scuola siano insufficienti. Ciò rimette in questione la scelta operata negli anni 90 di adottare il buono scuola [11]. L’OCSE invita pure la Svezia a rivedere la formazione degli insegnanti e a statalizzarla con la creazione di un Istituto nazionale per la formazione degli insegnanti.La decentralizzazione ha infatti frantumato le modalità di formazione degli insegnanti con la moltiplicazione degli istituti di formazione che a sua volta ha indirettamente generato un calo del livello di formazione degli insegnanti. Inoltre l’OCSE, nella prospettiva di migliorare la professione di insegnante e il suo statuto sociale, raccomanda di modificare la gestione degli istituti e di condividerla con il dirigente, ciò che mi mette in discussione la municipalizzazione delle scuole. Infine, l’OCSE invita la Svezia ad effettuare uno sforzo maggiore per migliorare le prestazioni scolastiche degli studenti che provengono dal mondo dell’immigrazione con un potenziamento dell’insegnamento dello svedese".

Commento finale

Il commento francese si conclude con un paragrafo nel quale François Jarraud che è il redattore capo del sito effettua un confronto tra la Svezia e la Francia. Sbagliando di grosso, Jarraud ritiene che i difetti denunciati dall’OCSE nella perizia sulla riforma scolastica svedese sono assai simili ai difetti della scuola francese. L’autore del commento non ritiene il fatto che la riforma scolastica svedese è stata voluta da una maggioranza socialista ed imputa invece i difetti ad una politica neo-liberale che avrebbe fallito e che sarebbe simile a quella che le maggioranze di destra in Francia tentano di imporre al sistema scolastico francese. La situazione è alquanto buffa: l’OCSE denuncia la politica di sinistra nel sistema scolastico svedese; i Francesi adottano le stesse critiche per denunciare la politica scolastica dei governi di destra. In questo modo, la sinistra francese non vede i limiti ed i difetti della perizia dell’OCSE.

 

 

 

[1] Questo paragrafo inserito nel bel mezzo del comunicato stampa e delle dichiarazioni dei due ministri inquadra le preoccupazioni del governo di fronte alla serie di raccomandazioni formulate dall’OCSE e sembra che serva per distogliere l’attenzione del pubblico dal pacchetto delle raccomandazioni giunte dall’organizzazione internazionale

[2] In svedese: Riksdag

[3] ndr.: Quindi e’ falso ritenere che i quesiti del test di matematica siano insormontabili

[4] ndr.: Qui si intende il sistema scolastico statale svedese

[5] ndr.: Qui ci si basa sulle risposte degli studenti fornite nel questionario a loro rivolto

[6] Questa riforma scolastica fu effettuata nel 1991 da un governo socialdemocratico

[7] ndr.:In Svezia ci sono circa 250 comuni

[8] ndr.:Per esempio, i dirigenti scolastici potevano licenziare gli insegnanti

[9] ndr.:A quei tempi, il sistema scolastico svedese era ritenuto un modello della autonomia scolastica. Il potere centrale un tempo dominante aveva mantenuto con questa riforma pochissime competenze tra le quali quella della valutazione delle prestazioni. Questa riforma fu effettuato in un tempo record ed anche questo aspetto divenne oggetto di investigazioni

[10] Ossia la libertà di scelta della scuola da parte delle famiglie

[11] ndr.: Troppi soldi vanno ai privati e pochi alle scuole statali. indirettamente si raccomanda di ridurre l’importo dei buoni scuola

Les documents de l'article

Perizia_OCSE_sulla_Svezia.pdf
Improving-Schools-in-Sweden.pdf