Blog dell’OCSE "educationtoday" nel quale si stabilisce una correlazione tra attrezzatura delle scuole e punteggi nell’indagine PISA 2012

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Opportunity to Learn

Si riprende qui nell’originale in inglese la pagine del blog dell’OCSE "educationtoday" perché vi si affronta un tema molto rilevante, quello delle opportunità d’istruzione (in inglese : "opportunity to learn", acronimo OTL) che non sono uguali in tutte le scuole di uno stesso sistema scolastico e men che meno tra sistemi scolastici. Nell’articolo si sono associati i risultati nell’indagine PISA 2012 sulla cultura matematica con le opportunità d’istruzione descritte nel questionario destinato ai dirigenti scolastici. In questo caso , l’OCSE estende il suo campo d’azione. Senza svolgere una indagine specifica sulle OTL sfrutta le informazioni raccolte nell’indagine PISA. Il tema delle OTL fu affrontato agli inizi delle valutazioni su vasta scala e poi fu abbandonato . Ora l’OCSE lo tratta a suo modo con i dati che ha a disposizione e che si dovrebbero spulciare. I responsabili dell’indagine PISA prestano molta fiducia alle risposte dei dirigenti scolastici ed è su questo punto tra l’altro che si dovrebbe indagare.

 Introduzione o presentazione in italiano

Ecco un’altra pagina interessante del blog dell’OCSE "educationtoday". Questa volta è dedicato alle opportunità d’istruzione, concetto che non è nemmeno menzionato nel testo, anche se si parla di questo. Il commento invece è tutto impregnato di preoccupazioni , del resto corrette, per l’equità. L’indagine PISA che è sfruttata fino all’osso proprio perché costa molto, avrebbe rivelato che ci sono grandi ingiustizie tra scuole, che in uno stesso sistema scolastico esiste una enorme varianza tra tra scuole dotate di tutto e scuole povere, prive dell’essenziale. Le scuole ricche sono ovviamente le scuole frequentate dai figli delle famiglie bene mentre le scuole povere sono quelle frequentate dalla maggioranza o dalla totalità dei figli di immigrati, delle minoranze etniche, della povera gente. Ci sono scuole benestanti e scuole scalcinate. Il Paese nel aule la varianza è massima sarebbero gli Stati Uniti. Chi conosce un poco le scuole USA non è affatto meravigliato da questo risultato.

 

Va da sé che le scuole dotate di opportunità d’apprendimento di ogni genere sono anche quelle nelle quali si apprende meglio e nelle quali gli studenti conseguono i migliori punteggi nei vari test di valutazione applicati oggigiorno.

Giustizia ed ingiustizia scolastica

Agli inizi delle valutazioni su larga scala , si parla qui degli anni Sessanta del secolo scorso, si è tentato di misurare e comparare le opportunità di apprendimento poi non se ne è più fatto nulla perché non è semplice misurare queste opportunità ( per esempio la distanza dell’alloggio dalla scuola che si frequenta). Adesso i responsabili dell’indagine PISA che sono molto voraci riprendono la questione sotto altri veste e scoprono con prove alla mano che questa parità di opportunità non esiste sebbene in un sistema scolastico ben gestito dovrebbe esserci. Purtroppo non è così. Dal punto di vista metodologico si dovrebbe dire che non bastano i questionari sottoposti ai dirigenti scolastici , agli studenti o alle famiglie per fotografare ben bene la situazione. Occorrono indagini apposite o strumenti più adeguati. Forse verranno. I responsabili di PISA fanno quel che possono o quel che vogliono perché per ora non hanno concorrenti : comparano le risposte ai questionari da parte dei dirigenti scolastici con i punteggi conseguiti dagli studenti quindicennio nel test di matematica. Vale la pena ricordare che l’indagine PISA non è nata con questo scopo, ma il successo incontrato e la bravura degli specialisti che lavorano, ben retribuiti, per PISA, rendono possibile queste evoluzioni.

Si riproduce qui nell’originale inglese il testo dell’OCSE che invita a distribuire in modo equo gli strumenti didattici, i manuali, i laboratori tra tutte le scuole del sistema scolastico.

 

Il Blog 

 

Spread the wealth, reap the benefits

Posted : 14 Oct 2014 02:14 AM PDT

by Marilyn Achiron, 

Editor, Directorate for Education and Skills

 

Quick : Who has more up-to-date textbooks : students in wealthier schools or students in poorer schools ? Actually, it depends where you live. As this month’s PISA in Focus explains, not only are some countries better than others in allocating their educational resources more equitably across schools, but students in these countries generally perform better in mathematics.

PISA 2012 asked school principals to report whether teacher shortages, or shortages or inadequacy of physical infrastructure or instructional materials, like textbooks, hindered their school’s ability to provide instruction. PISA found that while disadvantaged schools benefit from investments in smaller classes, they are also more likely to suffer from teacher shortages and inadequate instructional materials than advantaged schools. In general, schools with more socio-economically disadvantaged students tend to have less adequate resources than schools with more advantaged students.

It may come as a surprise, but according to PISA data, the United States is the second least-equitable OECD country, after Mexico, in the allocation of educational resources. One in four disadvantaged students in the United States attends a school whose principal reported that a shortage or inadequacy of science laboratory equipment hindered – to some extent or a lot – the school’s capacity to provide instruction. Meanwhile, only around one in seven advantaged students in the United States attends such a school. The differences between advantaged and disadvantaged schools are even starker among Latin American countries, including the OECD countries Chile and Mexico. For example, fewer than one in two disadvantaged students, but more than three in four advantaged students, in Mexico attend schools that have adequate instructional materials.

Apart from making a huge difference to individual students, inequity in resource allocation has an impact on a country’s overall performance in PISA. After taking into account countries’ relative wealth, 19% of the variation in mathematics performance across all the countries and economies that participated in PISA 2012 can be explained by differences in principals’ responses to questions about the adequacy of science laboratory equipment, instructional materials, computers for instruction, Internet connectivity, computer software for instruction, and library materials. At least 30% of the variation in mathematics performance across OECD countries can be explained by how equitably resources are allocated across all schools.

PISA has consistently found that, when it comes to education, money isn’t everything, and that beyond a certain minimum level of expenditure per student, how the money is spent is more important than how much money is spent. When money is translated into such tangibles as up-to-date textbooks, reliable Internet access, and a school library full of books, spreading the wealth evenly across all schools, regardless of their socio-economic profile, gives all students, not just those in the wealthiest schools, the nourishment they need to succeed.

Links :
PISA 2012 Findings
PISA in Focus No. 44 : How is equity in resource allocation related to student performance ?
PISA in Focus No. 44 (French version)