Come si governano le scuole in un sistema scolastico; modalità di regolazione delle scuole impostate sui risultati; il problema della valutazione delle scuole autonome

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I problemi di una valutazione al servizio delle scuole

L’autonomia delle scuole costituisce una sfida rilevante per i sistemi scolastici. L’argomento principale sfoderato dai responsabili scolastici si basa sul criterio del miglioramento dei risultati scolastici. Le politiche scolastiche imperniate sull’autonomia sono infatti sorte allorché si è passati da una regolazione dei sistemi scolastici focalizzata sulle risorse stanziate per la scuola ad una politica impostata sui risultati. L’autonomia attribuita alle scuola, in proporzioni diverse a seconda dei sistemi scolastici, alimentò la speranza di un miglioramento del servizio scolastico in tutti i sensi. Questo principio blandiva le suscettibilità degli insegnanti la cui professionalità veniva valorizzata dalla fiducia riposta nelle scuole per trovare modalità efficaci d’apprendimento per il tipo di allievi che le frequentano. Il miglioramento tuttavia va misurato e questo è un primo problema non di poco conto da risolvere. L’autovalutazione delle scuole non è la soluzione che dà le garanzie di una valutazione oggettiva, non condiscendente, coerente in tutte le scuole statali di uno stesso sistema scolastico. Per altro, l’autonomia riconosciuta alle scuole pone un secondo problema: quello del rendere conto di quanto si fa e si ottiene nelle scuole finanziate con i soldi dei cittadini. In questo articolo, Angela Martini affronta alcune di queste questioni. Va rilevato in questa sede che in Italia la legge attribuisce margini d’autonomia rilevanti alle scuole, ma ben poco si sa di come nell’esercizio quotidiano le scuole sfruttino questi margini nonché quali risultati siano conseguiti.

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