Nota prodotta nell’ambito di un’indagine USA sulla "governance" dei sistemi scolastici nella quale si rileva come si possano limitare e boicottare i margini di rinnovamento del sistema scolastico.

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Amministrazione scolastica

Il problema della "governance" delle scuole è cruciale. Le leggi vigenti consentono all’apparato amministrativo della scuola di sabotare , frenare, impedire sperimentazioni non volute, modelli alternativi di scolarità come per esempio quello delle "charter schools" che è apparso una ventina di anni fa negli USA. Per migliorare la produzione scolastica, per rendere più giusto il sistema scolastico statale, si devono effettuare esperienze su vasta scala e per consentire che queste esperienze siano utili è necessario rendere flessibile l’amministrazione scolastica statale e per rendere flessibile l’amministrazione scolastica si devono adottare nuove regole di gestione ossia di "governance" oltre che promuovere la ricerca scientifica sulla scuola e quindi raccogliere molti dati sulla scolarizzazione.

Governo e gestione delle scuole nel 21esimo secolo

Qualcosa cambierà di sicuro nei prossimi decenni : le scuole diventeranno sempre più autonome, avranno il dovere di rendere conto di quel che fanno e di quel che conseguono, i programmi scolastici uniformi per tutte le scuole di un paese o di una regione scompariranno e la valutazione delle scuole, degli insegnanti e non solo degli studenti diventerà la regola con tutte le conseguenze del caso. In altri termini "la governance", come ormai si usa dire anche in italiano, delle scuole muterà. Non ci sono scappatoie. La trasformazione richiederà un bel po’ di tempo perché tra l’altro si dovranno preparare insegnanti con un profilo nuovo e dirigenti scolastici con caratteristiche e abitudini inedite ma ad un certo punto la mutazione sarà inevitabile.

 

Si affronta questa questione in un documento di Adam Emerson [1]. La nota è prodotta in una ricerca scientifica sulla governance dei sistemi scolastici in corso negli USA a cura della Fondazione Fordham e del Centro per il progresso americano [2]. Il documento di Emerson è  allegato nella versione originale in inglese.

Modalità obsolete di governance del sistema scolastico

L’autore  analizza le modalità di governance del sistema scolastico in atto negli USA alla luce di quanto successo con le "Charter Schools", ossia le scuole pubbliche che fruiscono di una franchigia rispetto alle norme e ai regolamenti che regolano la vita delle scuole statali tradizionali. Il documento ovviamente tratta in maniera dettagliata la situazione negli USA ma la questione della "governance" delle scuole è universale e se ne parla anche in Italia. Se si instaura un sistema scolastico che riconosce autonomia agli istituti scolastici, le modalità di "governance" all’interno del sistema scolastico devono cambiare. Il fallimento della legge sull’autonomia scolastica in Italia è una prova lampante che non si può cambiare regime delle scuole senza modificare le modalità di governance. Orbene in Italia la governance del sistema scolastico non è affatto mutata ed è rimasta quella di un sistema scolastico senza autonomia scolastica.

Quanta libertà lasciare ai singoli istituti ?

Come coordinare la scolarizzazione in un sistema di scuole autonome ? Come rispettare un curricolo comune ? Come formare gli insegnanti delle prossime generazioni ? Questi sono alcuni dei problemi da affrontare e che sono apparsi come altrettanti ostacoli da superare nell’esperienza delle "Charter Schools".

Quando due decenni fa sono apparse le prime “charter schools”, ci si rese subito conto che la novità imponeva un ripensamento della "governance"del sistema scolastico. “Le charter schools” avrebbero dovuto fruire della piena indipendenza delle scuole private pur restando nell’ambito del sistema statale e rendere pertanto conto alle autorità scolastiche che le avevano autorizzate a condizione che la loro gestione (il micro-management) non fosse più tarpato da regolamenti e da norme amministrative dettate dalla burocrazia scolastica e spesso decise dopo aspri e folclorici negoziati con i sindacati. In altri termini, l’autonomia si sarebbe ottenuta in cambio della responsabilizzazione, dell’obbligo di rendere conto (in inglese "accountablity"). Ma proprio questo punto è stata la buccia di banana che ha fatto quasi [3].

 

Le difficoltà delle "Charter Schools"

 

Nel corso di questi ultimi vent’anni di storia l’esperienza delle “charter schools” è andata in una direzione. spesso né voluta né desiderata e il sistema scolastico USA [4] è pure cambiato ed ha saputo in in un certo senso controllare e castrare le novità rappresentate dei tentativi di creare un insieme di “chartes schools” negli USA. Uno degli aspetti cruciali subito delineatosi nel conflitto virulento tra scuole statali tradizionali e “charter schools” fu quello delle modalità di governance del sistema scolastico. La revisione delle modalità digovernance è diventata un campo di battaglia ed è questa battaglia che i tradizionalisti hanno vinto obbligando le "charter schools" a rinunciare a molti ideali ma anche a rivedere molti miti che erano stati evocati per crearle e giustificarle. 

 

Un effetto inatteso : lo sviluppo di ditte specializzate nella gestione delle scuole

 

Se si prende in considerazione unicamente quanto è successo con le “charter schools”, occorre prestare attenzione al fenomeno dello sviluppo di enti e società specializzate nella gestione delle scuole. In generale, le “charter schools” non sono scuole private e non sono nemmeno enti sorti a scopo di lucro, ma le compagnie private che gestiscono [5] hanno invece una finalità lucrativa e si sono sviluppate a macchia d’olio quando si ci si è accorti che la maggioranza degli insegnanti dei dirigenti scolastici delle "charter schools" dopo avere ottenuto la piena autonomia di gestione delle scuole non avevano però le competenze sufficienti per gestirle dal punto di vista contabile e non ero nemmeno in grado di profilare la scuola autonoma con caratteristiche didattiche allettanti ed efficaci. A questo punto sono apparse le EMO e la loro presenza ha significato la fine dello spirito originale delle “charter schools”, ossia di comunità scolastiche indipendenti e libere. Le EMO hanno colmato una lacuna e i più furbi o i più intraprendenti hanno immediatamente occupato il posto vuoto. Il sistema scolastico statale, in particolare l’amministrazione scolastica statale, che ovunque negli Stati Uniti ha avuto l’incombenza di autorizzare l’apertura delle "charter schools", non ha reagito a questa evoluzione, ha preso atto di questo cambiamento della governance, ha lasciato fare, ha chiuso un occhio di fronte alle EMO perché in un certo senso questa presenza conveniva perfettamente all’apparato amministrativo della scuola. 

 

L’amministrazione scolastica non è più all’altezza del compito

 

Nel documento qui presentato (allegato) si riassumono le interviste realizzate da Adam Emerson a due dozzine di specialisti interessati allo sviluppo delle “charter schools". Nessuno ritiene che i principi e le norme di governance della scuola siano adeguate e confacenti alla realtà. In tutti i casi le "charter schools" sono indigeste e rigettate. Nel documento si esplorano diverse vie per aggiornare i criteri di governance dei sistemi scolastici e renderli compatibili con l’autonomia delle scuole.

 

Questa questione non è banale poiché mette in gioco non solo l’organizzazione e il funzionamento dei servizi scolastici statali ma anche i rapporti di poteri annidati dentro l’appartato amministrativo della scuola. Considerate le dimensioni del sistema scolastico USA, il settore delle “charter schools’” è per ora ancora assai marginale, ma il significato dell’ esperienza è rilevante e l’originalità della proposta merita un’ osservazione attenta dei problemi che sorgono e dei risultati che si conseguono. L’innovazione può essere banalizzata e frustrata. E’ quanto succede. Gli apparati scolastici del servizio statale d’istruzione boicottano con ogni mezzo l’innovazione. Bastano del resto alcune regole per farlo. Il diavolo si nasconde nei dettagli.

 

 

[1] Direttore presso l’Istituto Thomas B.Fordham che da anni è in prima linea per la promozione delle "Charter Schools"

[2] "Center for American Progress"a Washington , due enti che nell’ambito politico, secondo una terminologia europea, si collocherebbero al centro-destra

[3] Il "quasi" è d’obbligo perché nonostante le numerosissime valutazioni non si sa ancora se il modello delle "charter schools" consegue gli obiettivi auspicati oppure se è fallito

[4] E’ in questo sistema scolastico che il modulo delle “charter schools" è apparso

[5] Acronimo EMO, che sgnifica "Educational Management Organisation"

Les documents de l'article

Governance-in-the-charter-school-sector-time-for-a-reboot-FINAL.pdf