Version imprimable de cet article Version imprimable

Non è necessario essere laureati per fruire di rimunerazioni vantaggiose. Lo dimostra un’indagine della Georgetown University ripreso in un articolo di Occorrerebbe però analizzare più da vicino la situazione.

 

 

 

La stima è stata effettuata dal Centro di ricerca sull’istruzione e la manodopera della Georgetown University di Washington D.C. La proporzione corrisponde a un posto di lavoro ogni cinque. Stipendi superiori ai 50 000 dollari/annui sono erogati per circa 11 milioni di posti di lavoro. Grosso modo, la metà di questi posti di lavoro ben pagati anche a titolari privi di lauree sono posti d’ufficio, un terzo si situano persino al livello di manodopera ed il resto riguarda attività nel servizio sanitario oppure nel settore tecnico. Gli uomini hanno più accesso a queste posizioni che non le donne.

Nondimeno il titolo conta

In ogni modo l’indagine conferma quanto risaputo, ossia che senza un titolo universitario lo svantaggio nella ricerca di un posto di lavoro è maggiore. Nel corso della crisi economica negli USA , è stata ricuperata meno della metà dei posti di lavoro persi durante la recessione ma quasi tutti i posti di lavoro ricuperati esigono una forma o un’ altra d’ istruzione post-secondaria, secondo l’indagine della Georgetown University.


Anche nel settore manufatturiero ed in quello della costruzione, i disoccupati privi di un diploma o di un titolo di studio dell’insegnamento secondario superiore ha incontrato grandi difficoltà a trovare un lavoro. Le principali vittime della disoccupazione si trovano in questa categoria, ossia tra coloro con un livello d’istruzione debole. Quasi un quarto dei giovani in possesso soltanto di un diploma rilasciato alla fine dell’insegnamento secondario superiore [1] sono disoccupati comparati al 7% dei giovani con una laurea. Secondo il centro d’indagine sull’istruzione, l’occupazione e il lavoro della Georgetown University nel 2020, due terzi di tutte le professioni negli USA esigeranno una formazione e un’ istruzione di livello terziario [2]. La parte della classe media negli alti salari è calata : nel 1970 il 74% della classe media USA possedeva un diploma di insegnamento secondario superiore oppure terziario, ma nel 2007 questa proporzione era del 39% . Cala quindi il livello di vita della classe media, mentre quello delle classi sociali popolari stenterà a crescere fin che non migliorerà il livello medio d’istruzione di questo settore della popolazione. Resterà però comunque da dimostrare che le porte delle vie delle formazioni prestigiose resteranno aperte a questa popolazione, il che non è affatto detto. Mancano per ora i dati per confermare una simile dolce prospettiva.

Effetti della globalizzazione : la scuola non può fare gran ché.


“La concorrenza mondiale ha messo in difficoltà la manodopera americana. La competizione mondiale ha inciso in modo significativo sui salari dei lavoratori ed ha accentuato la pressione sulla manodopera meno qualificata. Molte aziende americane hanno deciso di trasferire la loro produzione altrove per fruire di una manodopera meno costosa e per migliorare i margini di profitto”, si afferma nell’indagine USA. Questo panorama lo si osserva anche in Europa.


Un livello d’ istruzione basso significherà in futuro un potere d’acquisto ridotto e quindi una vita più dura. La classe media USA sta già pagando questo prezzo, ma anche quella europea. L’indagine raccomanda quindi a tutti coloro che hanno un livello di istruzione basso e che cercano un posto di lavoro di migliorare il livello di istruzione e formazione in un modo o in un altro e di perfezionare la formazione professionale. Presto detto !

Intanto, a coloro che sono bravi ma che hanno optato di non andare all’università si consiglia di cercare un posto di lavoro ben pagato che retribuisca le loro competenze. Di posti come questi nel mercato del lavoro ce ne sono. Non è la scuola che li crea.

 

 

 

 

 

[1] In Italia sarebbe la maturità o il diploma finale di un istituto tecnico/professionale

[2] ndr. : Questa è la teoria propagandata dall’OCSE ma non si specifica il livello, la qualità, la configurazione di questa formazione