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Maggiore autonomia per le scuole: questa è la proposta che il presidente Bush sviluppa nel progetto di revisione della legge "No Child Left Behind Act" che il Congresso ed il Senato avevano approvato nel gennaio 2002 con un voto quasi unanime e che ora devono rinnovare ri-autorizzare. Con la nuova maggioranza politica questa operazione rischia di essere una gara ad ostacoli per il presidente.

Cosa fare con quasi 10000 scuole che non riescono a rispettare gli standards stabiliti dal NCLB Act e con le 1800 scuole elementari e scuole medie che dovebbero esere chiuse per manifesta insufficienza od incompetenza? Il presidente propone di autorizzare le autorità locali a chiudere queste scuole ed a sostituirle con scuole date in appalto a vari enti (le Charter Schools). Le scuole in appalto sono scuole statali, finanziate con denaro pubblico, che però beneficiano di una franchigia che li esenta dal rispettare i regolamenti imposti alle scuole statali "normali". Questo tipo di scuola fruisce dunque di grande autonomia. Il presidente ritiene dunque che l’autonomia scolastica e l’esenzione dall’obbligo di rispettare i programmi ed i regolamenti statali sia uno strumento valido per migliorare la qualità delle scuole.

L’informazione è riportata in un articolo del New York Times del 25 gennaio scorso.