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 L’Istituto francese dell’educazione [1] situato presso la Scuola Normale Superiore francese che si trova a Lione, ha pubblicato un documento interessante intitolato in francese "Le changement, c’est comment?" (cliccare qui per accedere al documento in francese) nel quale si avvia una riflessione sui fallimenti delle riforme scolastiche intraprese dopo il 1980 circa nel mondo occidentale. Larry Cuban, studioso USA scomparso recentemente, ha affermato che i cambiamenti proposti e programmati dalle politiche scolastiche non hanno intaccato le pratiche scolastiche. Ciò non è totalmente vero. In ogni modo il problema sussiste. Le politiche scolastiche fanno molta fatica a cambiare il sistema scolastico e il mondo della scuola.

 

Il documento si china su questa questione e si chiede come mai? Per rispondere si analizzano non tanto i contenuti delle riforme scolastiche quanto le procedure adottate, ossia come le riforme scolastiche sono state concepite, come sono state attuate , come si è tenuto conto delle peculiarità dell’organizzazione amministrativa, dell’apparato burocratico, della struttura delle organizzazioni sindacali o delle organizzazioni rappresentative del personale scolastico. In fondo si tratta di formulare una teoria del cambiamento scolastico, questione scottante in Italia dove la legge detta della "Buona Scuola" fa scorrere fiumi di inchiostro e dove da decenni il sistema scolastico annaspa e non evolve.Lo si può riformare? Come fare? La teoria del cambiamento secondo la presentazione del documento dell’IFE ondeggia tra riforme volontariste imposte all’alto ( questo è appunto il caso italiano) a attori che resistono e riproduzione sterile di pratiche locali per rispettare ancorate abitudini locali o soluzioni di tutto comodo, iniziative che dovrebbero venire dalla base ma che invece non compaiono all’orizzonte.

[1] Acronimo IFE, cliccare qui per maggiori informazioni