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Il quodidiano del Texas "Dallas Morning News" ha avuto tra le mani un documento di 227 pagine prodotto dalle autorità scolastiche texane nel quale si afferma che gli alunni di terza elementare nel Texas ormai non fanno altro che matematica e lettura. Nei test dello Stato, il celebre "Texas Assessment of Knowledge and Skills", gli alunni di terza elementare conseguono eccellenti punteggi in matematica e lettura ma sono invece in grave ritardo in tutte le altre materie, talora perfino di un anno. Si può accedere direttamente all’articolo del quotidiano, in inglese, cliccando qui.

I test rispecchiano la realtà. Da questo punto di vista sono impietosi. Ci si trova qui davanti a una situazione preannunciata da tempo, ad un effetto perverso della valutazione usata male, impostata con test attendibili unicamente in matematica e lettura, i cui risultati sono utilizzati o per valutare le scuole oppure per valutare gli insegnanti. L’interesse degli allievi è accantonato. 

Gli insegnanti adeguono l’insegnamento, tagliano parti del programma che ritengono superflue nelle circostanze nelle quali si trovano, insistono solo su quanto è tenuto in considerazione con il macchinoso apparato della valutazione così come è impostata ora nel Texas e come forse succederà più tardi anche da noi.

Il quotidiano texano riferisce che nel rapporto si afferma pure che gli alunni di terza elementare fanno ormai per tutto l’anno solo matematica e lettura.

Nel documento d’inchiesta che si può leggere in inglese cliccando qui, si afferma pure che molti insegnanti hanno falsificato i test degli alunni. Taluni insegnanti sono stati sospesi dal servizio per violazione flagrante dell’etica professionale.

 

Tutto questo non vuol dire che si debbano buttare al macero i test. I test servono come lo comprovano molte altre indagini, ma vanno costruiti, svolti, organizzati e trattati in modo appropriato.

Questi indizi dovrebbero servire a ragionare su come impostare le valutazioni. Prima di buttarsi a capofitto in operazioni rischiose perché non se ne sono bene ponderati gli effetti, sarebbe opportuno vagliare cosa fare e come, ossia ragionare con tutte le parti in causa sulla procedura di valutazione e non scordare mai che la valutazione deve avere come obiettivo principale l’apprendimento degli studenti.