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Campanello d’allarme

 

Secondo un comunicato dell’Agenzia di stampa "Associated Press" del 14 settembre gli errori nelle prove strutturate svolte negli USA sono comuni [1]. Quindi prima di lanciarsi in una politica sfrenata di valutazione con prove strutturate sarebbe opportuno andarci piano.

Una prova strutturata, ossia un test, non si costruisce in poche settimane e non può essere sviluppato da chicchessia. Occorre avere una formazione apposita, essere degli specialisti che hanno l’occhio e la mano nello sviluppo di questi strumenti che sono molto delicati da maneggiare soprattutto se vengono usati per trarre conclusioni drastiche sulla carriera scolastica e professionale. Gli insegnanti non hanno la formazione per svolgere questo lavoro. I test non possono essere sviluppati dagli insegnanti nelle loro classi. Anche questo è un campanello d’allarme.

Comunicato dell’Associated Press in libera traduzione

Errori di calcolo, domande ambigue ed altri errori nella costruzione dei test sono un luogo comune nelle scuole statali Usa, secondo un’ indagine svolta dal quotidiano The Atlanta-Journal Constitution.

Negli Stati Uniti nel corso di questi ultimi anni si è molto discusso di quanto succedeva nelle scuole dello Stato della Georgia. Si sapeva che in questo Stato del Sud degli Stati Uniti le valutazioni con i test nelle scuole statali non erano del tutto ortodosse. Il quotidiano di Atlanta ha denunciato i taroccamenti nelle prove strutturate scoperti nella Georgia ma ha anche svolto un’ indagine a tappeto in tutti gli Stati Uniti ed ha scoperto che ovunque ci sono ripetuti errori nelle misure del controllo della qualità degli apprendimenti. In taluni casi, le conseguenze sono state assai grave perché a seguito di questi errori ci sono stati studenti ai quali è stato rifiutato il diploma finale od addirittura ai quali è stata rifiutata l’iscrizione nel corsi accademici [2].

Disagi e abusi nella preparazione e nello svolgimento dei test

 

I risultati di questa indagine sollevano problemi scottanti per quel che riguarda le riforme scolastiche imperniate sui risultati e sui ponteggi dei test. Non è la prima volta che il quotidiano di Atlanta attira l’attenzione sui problemi posti dallo sviluppo e dalla diffusione delle prove standardizzate ed è stato questo giornale che ha denunciato i taroccamenti nei test somministrati nelle scuole statali della Georgia.

Una piaga generalizzata

L’indagine svolta nel 2012 dal quotidiano ha rivelato che in quasi 200 distretti scolastici USA esiste un’ alta concentrazione di punteggi sospetti nei test. Nell’anno scolastico che si è concluso a metà del 2013, il quotidiano ha esaminato migliaia di pagine di test prodotti ed utilizzati dalle agenzie statali. Il quotidiano ha esaminato più di 100 errori scovati nei test ed ha ottenuto documenti statistici sulla qualità dei test nei quali si discutono più di 92.000 domande sottoposte agli studenti del corso di questi ultimi due anni in 42 Stati dell’Unione nonché nel territorio nazionale di Washington D.C. la capitale.

La ricerca ha rivelato che in quasi un test su 10 c’erano blocchi significativi di domande ambigue o difettose. La presenza di queste domande è tale da falsificare i punteggi finali perché la loro densità superiore al 10% è tale da mettere in dubbio l’imparzialità delle prove.

Il consulente di questa indagine è il professore Matthew Johnson del Teachers College di New York il quale ha affermato che in taluni Stati non c’è nessun controllo di qualità dei test somministrati nelle scuole. Il problema non risiede soltanto nei servizi statali ma anche in quelli privati. In molti enti privati specializzati nella costruzione e nella somministrazione di test si compiono ripetuti errori, si usano misure inadeguate o si applicano procedure errate per prevenire gli errori. Quindi, la soluzione non consiste nel dare in appalto ad enti privati l’ elaborazione , lo svolgimento e l’analisi dei test. Del resto, anche l’Inghilterra e l’OCSE hanno compiuto lo stesso errore affidandosi ad enti privati per impostare i celebri test PISAo le indagini PISA.

Non si può fare a meno della valutazione

Tutto ciò non significa che non si debbano applicare test nelle scuole per valutare gli apprendimenti scolastici ma che occorre prendere le contromisure necessarie per evitare l’accumulazione degli errori. La valutazione è indispensabile, anche quella con le prove strutturate ma non è un gioco a mosca cieca. Il verdetto dei test non è insindacabile e prima di essere usato occorre verificare in modo rigoroso la procedura di valutazione, la pertinenza dei test, i calcoli dei punteggi.

[1] Articolo in inglese che si può ritrovare cliccando qui

[2] ndr.