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La campagna elettorale per l’elezione del prossimo presidente della repubblica che si svolgerà in primavera è ormai lanciata. L’attuale presidente Nicolas Sarkozy con i suoi ministri è attivissimo e sfodera proposte e progetti a getto continuo. Anche sulla scuola. Quella francese è particolarmente ingessata ma ha si suoi difensori distribuiti su tutto l’ arco politico. Il sistema scolastico francese non affonda, tiene la rotta, produce una élite pubblica, dirigenti politici, scienziati senza soluzione di continuità. Il sistema è selettivo e gode anche del sostegno di quella parte dell’opinione pubblica che ne beneficia, "in primis" i docenti.

 

Dopo avere messo con le spalle al muro i sindacati degli insegnanti, adesso il presidente con il suo ministro dell’educazione Luc Chatel proseguono nel progetto di smantellamento del vecchio impianto scolastico e di rinnovamento della scuola francese. Di fronte hanno un oppositore, François Hollande, assai debole sui problemi scolastici, legato a filo doppio ai sindacati insegnanti che sono ultra-minoritari. Hollande propone di ricostruire quanto il presidente starebbe distruggendo, per esempio assumendo 60 000 nuovi insegnanti. Questa è una musica dolce alle orecchie dei sindacati di categoria ma non è detto che piaccia alla maggioranza della popolazione.

Svolta storica per la scuola in Francia ?

Presidente e ministro non esitano a parlare di svolta storica per la scuola in Francia, ma non è affatto detto che sia proprio così. Si toccano certi punti sensibili ma altri restano sacrosanti, come per esempio la maturità oppure la suddivisione tra università e scuole elitarie terziarie. La rivoluzione annunciata lascia intatto l’impianto scolastico, affronta alcuni aspetti che possono fare male lì per lì perché riguardano svariati gruppi d’interessi ma sullo sfondo nulla cambia. Nessuno parla dello zoccolo comune alla fine della scuola dell’obbligo. Dimenticato, accantonato. Dal punto di vista dell’autonomia scolastica, della decentralizzazione, del rendere conto ("accountability"), della valutazione che pilota la riforma si prendono iniziative più originali altrove, per esempio negli Stati Uniti o in Canada. L’impianto del sistema scolastico francese non muterà né sotto la sinistra né sotto la destra.

Novità e provocazione

La principale novità della politica scolastica francese risiede nel braccio di ferro tra il centro destra da un lato e i sindacati degli insegnanti dall’altro. Ministro e presidente hanno pubblicamente dichiarato che è finita l’epoca durante la quale i sindacati la facevano da padrone al ministero e regolavano con il ministro i problemi degli insegnanti. Tutto quanto riguarda gli insegnanti va dibattutto sulla piazza pubblica, è d’interesse collettivo e non si regola con gli insegnanti. Per questa ragione, il tema degli insegnanti, tema che include la formazione, l’abilitazione, le nomine, la carriera, la valutazione, le promozioni, il carico di lavoro, ecc. saranno un argomento della campagna elettorale. La sinistra è presa alla sprovvista. Non se l’aspettava e non è pronta a controbattere con proposte alternative convincenti. Difende solo lo "statu quo".

La sfida : la professione di insegnante

Il rinnovamento della professione di insegnante è diventato per la maggioranza politica di centro-destra il terreno di battaglia sul quale attaccare il candidato socialista. In occasione della conferenza stampa di fine anno, l’11 gennaio scorso, il ministro Luc Chatel ha annunciato di avere l’intenzione di sottoporre al popolo nella prossima primavera sia la questione della definizione del mestiere e quindi della formazione di insegnante che quella dei ritmi scolastici.
 "La famiglia politica alla quale appartengo ha una vera e propria visione del sistema scolastico. Sappiamo dove doveva andare. Stiamo trasformando in profondità il sistema scolastico francese. La scuola francese oggigiorno è a una svolta storica". Il ministro ha tenuto un discorso aggressivo sulla scuola, ma ovviamente ha anche difeso il proprio bilancio ed ha attaccato, sfidandoli, gli avversari politici sul terreno scolastico.

La questione di ritmi scolastici

Questa questione è come un serpente di mare che si trascina da legislatura in legislatura. Nessuno riesce a risolverlo per l’intreccio di troppi interessi di categoria . Per questa ragione il ministro ha annunciato che è ora di smetterla di giocare a rimpiattino e chi spetta ai Francesi decidere, facendo qui allusione alla campagna elettorale.

Il profilo degli insegnanti

Il profilo degli insegnanti francesi dipende da uno statuto che è stato adottato nel 1950 e che è del tutto obsoleto. "La società è cambiata e dunque anche il mestiere di insegnante è cambiato" ha precisato il ministro. "Un tempo, la sola missione dell’insegnante era l’istruzione. Già ora ed ancor più in futuro coloro che svolgeranno la professione di insegnante avranno anche altre missioni da assolvere come per esempio l’accompagnamento, il supporto, il lavoro in équipe, l’elaborazione di progetti pedagogici,... per questa ragione è indispensabile ormai aprire un dibattito davanti a al corpo elettorale. Non siamo i soli a pensarla in questo modo ed è giunto il momento di accordare gli atti con le parole. Le promesse non bastano più. È giunta l’ora delle decisioni".



L’intervento del presidente Sarkozy sulla scuola è quello del suo ministro il 5 gennaio shuttle hanno sollevato in questi giorni un gran polverone tra gli addetti ai lavori in Francia. Secondo il quotidiano Le Monde "autorità, autonomia, flessibilità costituiscono i pilastri del cantiere che Nicolas Sarkozy intende proseguire dopo il 2012 se i Francesi glielo consentono". Da questo punto di vista il progetto scolastico è caratterizzato dalla restaurazione dell’autorità della scuola repubblicana. Ovviamente, le forze sindacali e quelle di sinistra non concordano con questa analisi e la pensano diversamente.