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La Francia , con gli Stati Uniti, è stato uno dei primi pasi a dotarsi di un sistema di valutazione del sistema scolastico e a mettere a punto un elaborato insieme di indicatori della scuola per pilotare l’evoluzione del sistema.

 

Nella tradizione borbonica, centralista e razionalista dell’amministrazione statale francese la valutazione del sistema fu affidata ad una direzione apposita del Ministero dell’Istruzione pubblica, la celebre DEP (acronimo per "Direction de l’Evaluation et de la Perspective"). La direzione della DEP si è sempre opposta ai progetti di affibbiare a enti indipendenti, autonomi, la valutazione della scuola discussi in sede internazionale e applicati in diversi sistemi scolastici.

 

In questi ultimi anni però il clima è cambiato perché il controllo del potere politico sulle valutazioni è diventato vieppiù pesante e invadente.

 

Nessuna valutazione è oggettiva e neppure nessun insieme di indicatori lo è. ma c’è sempe un punto di equilibrio o di rottura da considerare che rende accettabile o inaccettabile una valutazione o un insieme di indicatori. E’ appunto questo punto di rottura che è saltato in Francia: la valutazione non ha più potuto essere esercitata con un minimo di autonomia e indipendenza critica. Il ministro e il suo gabinetto hanno messo più volte il bastone tra le ruote e bloccata la pubblicazione di diverse indagini. Le prime avvisaglie apparvero quando la sinistra era al potere ma la situazione è degenerata con Sarkozy presidente e messo in evidenza i limiti di un modello governativo di valutazione, tra l’altro quello adottato in Italia, probabilmente anche sotto l’influenza del modello francese. I direttori della DEP furono spesso ricevuti dai ministri italiani della Pubblica Istruzione e furono sovente invitati da un ente influente come TRELLLE. A lamentarsi in Francia ora non non è solo la sinistra ma anche la destra e segnatamente il partito del presidente.

 

Un comunicato sorprendente

Un gruppo di lavoro composto di deputati del partito del presidente ha pubblicato martedì 20 ottobre un documento sulla valutazione del sistema scolastico nel quale si auspica una "migliore associazione della comunità scolastica" all’organizzazione delle future valutazioni della scuola primaria nonché l’adozione di iniziative appropriate per diffondere tra il personale scolastico in primo luogo e poi nell’opinione pubblica una cultura della valutazione della scuola.

 


Cambiare le modalità di valutazione nel corso della terza e quinta elementare

 

Questa presa di posizione assai insolita è la reazione dei deputati alle numerose critiche formulate all’inizio di quest’anno contro l’iniziativa promossa dal ministero della pubblica istruzione di organizzare una valutazione nazionale in terza e quinta elementare a metà dell’anno scolastico. Come abbiamo avuto modo di segnalare in questo sito una parte del corpo insegnante, particolarmente nel sud-ovest dalla Francia, ha boicottato la valutazione per svariati motivi tra i quali la fretta con la quale è stata preparata e la visibile ingerenza del ministero in tutta questa operazione.

Creare una cultura della valutazione di sistema

Il gruppo di deputati di destra non si oppone al principio della valutazione della scuola ma esige prima di proseguire su questa strada un bilancio di tutta l’ iniziativa nonché l’adozione di misure che permettano di migliorare la valutazione del sistema e di attenuare l’incomprensione e l’ostilità di una parte del personale scolastico.

Operare una concertazione sistematica di tutti gli operatori scolastici

"Una concertazione sistematica con l’insieme degli attori è indispensabile" affermano i deputati. Orbene, questa concertazione è mancata lo scorso anno e per questo motivo il gruppo propone di organizzare localmente riunioni di informazione che spieghino la natura e l’obiettivo della valutazione. Inoltre, il gruppo chiede che si comunichino con largo anticipo, "parecchi mesi d’anticipo" le date della valutazione. Manifestamente i deputati sono preoccupati da considerazioni elettoralistiche e reagiscono di fronte alla violenza della rivolta del corpo insegnante

 

Il metodo di valutazione deve essere "incontestato e incontestabile" affermano i deputati , ciò che non è stato affatto il caso quest’anno.

La valutazione di sistema deve essere indipendente

Infine il gruppo propone di "costituire un sistema indipendente incaricato della valutazione del sistema scolastico e d’ istruzione, che sostituisca gli enti nonché la direzione centrale incaricata di di svolgere questa missione".

 

La sinistra francese è paralizzata, non ha alternative ed è ora presa a contropiede

Quest’ultima proposta è una novità assoluta in Francia dove l’amministrazione statale la fa da padrone e dove il centralismo scolastico è ancora fortemente ancorato nella mentalità dell’opinione pubblica e della classe dirigente. La proposta viene dalla destra e prende a contropiede tutta la sinistra francese che non è stata capace in questi anni di elaborare una politica scolastica nuova, che corregga i numerosi difetti ampiamente denunciati e dimostrati del sistema scolastico francese. Anche la sinistra francese è fortemente centralizzatrice nell’ambito scolastico non solo per motivi filosofici come ha dimostrato lo splendido libro di Denis Meuret di cui si è reso conto in questo sito, ma anche e soprattutto per ragioni di calcolo meschinamente elettoralistico. Nonostante i discorsi solenni che rivendicano l’equità e l’uguaglianza di fronte all’istruzione, la sinistra francese ha sempre difeso fino a questo momento un sistema scolastico iper selettivo che ha il pregio indubbio di formare una élite eccellente ma che ha anche il difetto di trascurare la formazione di base delle classi popolari e dei ceti emergenti prodotti dalla popolazione d’oltremare e dall’immigrazione recente.