Version imprimable de cet article Version imprimable

Boicotto e sabotaggio del test nazionale di quinta elementare.

 

Gli insegnanti francesi sono più ribelli e sono meno remissivi di quelli italiani ?

Valutazione censuaria in quinta elementare boicottata in Francia

Il test nazionale diagnostico di quinta elementare predisposto dal s Ministero dell’istruzione [1] è stato boicottato alla grande in Francia. Nella settimana dal 17 al 21 gennaio 2010, a 800 000 alunni di quinta elementare è stato somministrato un test di francese e matematica. Il quaderno del test era di 25 pagine. Un test serio, importante, che non ricalca il test PISA ma che è impostato con criteri metodologici analoghi.

A cosa serve?

In linea di massima un test di matematica e francese a metà anno dovrebbe avere un valore diagnostico e fornire agli insegnanti e alle famiglie (questo lo sostengono le autorità scolastiche) elementi per correggere il tiro, punti di riferimento per ricuperare debolezze e insufficienze e indicazioni per rispettare gli standard che si suppone debbano essere conseguiti per essere ammessi in giugno alla scuola media. Ci sarebbero insomma sei mesi di tempo per ricuperare.

Purtroppo molti non credono a questa teoria, parecchi insegnanti e specialisti ritengono prematuro o tardivo un test a metà gennaio, perché molti items del test non sono in sincronia con i ritmi scolastici. In genere pongono questioni che nel curricolo non sono stati ancora trattati, perché metà gennaio, subito dopo le vacanze natalizie, è ancora troppo presto. Una valutazione più avanti nell’anno sarebbe tardiva, non avrebbe più un valore diagnostico. In altri termini il ministero non rispetta l’autonomia degli insegnanti, li costringe ad accelerare il trattamento di certi problemi, a concentrarsi sulla matematica e la grammatica francese nel primo quadrimestre dell’anno, a falsare il curricolo. Una stonatura su vasta scala. Una valutazione di questo tipo non serve a niente.

 

Sabotaggio?

Il ministero parla di sabotaggio. Associazioni di genitori e gruppi di insegnanti hanno infatti pubblicato su internet il test di matematica e di francese prima dello svolgimento o nel corso della settimana di somministrazione iniziata il 17 gennaio.

Un altro sito di insegnanti ha proposto un’applicazione che filtra gli items dei test e permette di scegliere solo quelli il cui argomento è stato trattato in classe.

 

Non è la prima volta che questo succede. Nel 2009 i quaderni degli items del test [2] erano già stati pubblicati su Internet. Le alterazioni dello svolgimento della valutazione erano state talmente massicce da costringere il ministero a correggere i risultati con un coefficiente di correzione che ne aveva azzerato qualsiasi valore scientifico. Nel 2010 la valutazione era andata meglio. Quest’anno invece di nuovo un boicotto massiccio. I sindacati di insegnanti chiedono che la valutazione della quinta elementare sia puramente e semplicemente annullata.

Ambiguità dell’opposizione

Non si capisce bene se i sindacati e gli insegnanti francesi rifiutano per principio qualsiasi valutazione empirica con prove strutturate oppure se si oppongono al tipo di valutazione impostato dal ministero. Le obiezioni degli oppositori appartengono soprattutto a questa seconda categoria ma si può sospettare che la cultura dominante nel mondo insegnante sia totalmente ostile alla valutazione esterna con prove strutturate. L’opposizione è di principio e non solo metodologica. Gli argomenti metodologici o didattici sono solo pretesti e scuse per rigettare qualsiasi valutazione, per rendere impenetrabile alla valutazione esterna il mondo della scuola. 

 Il colpo di grazia?

 I tre principali sindacati di docenti francesi che rappresentano in totale il 77% degli insegnanti di scuola elementare chiedono l’abbandono della valutazione così come è proposta dal ministero in terza e quinta elementare.

Tra l’altro le due valutazioni censuarie costano 25 milioni di euro in totale. Il santo non vale la candela, è il caso di dire.

Grande diffidenza della base verso il ministero

In realtà la strategia del ministero non è affatto limpida ed anzi è assai ambigua. La contestazione della procedura è alimentata da errori di comunicazione e gestione. Il ministero ha più volte promesso per esempio che i risultati della valutazione nazionale di quinta elementare svolta a metà gennaio non saranno comunicati alle scuole medie dove sbarcheranno tra pochi mesi gli alunni, che i risultati saranno comunicati solo alle famiglie o ai genitori, nonché agli insegnanti, ma un’altra circolare del ministero contraddice questa informazione perché prevede la trasmissione dei risultati anche alle scuole medie che accoglieranno gli studenti.

Oppure, il ministro ha affermato che saranno resi pubblici i risultati scuola per scuola (il che permetterebbe di effettuare confronti tra scuole, di promuovere la libertà di scelta delle scuole e di stimolare la concorrenza tra istituti, ossia di condurre una politica ben vista dalla maggioranza politica che governa il paese) ma poi si è ravveduto, troppo tardi però. Il male era fatto.

La resistenza è talmente viva e generalizzata da chiedersi se il Ministero potrà proseguire sulla via fin qui seguita senza un cambiamento radicale del modello di valutazione, il che è senz’altro possibile. All’interno del mega-ministero francese dell’istruzione sembra che non tutto fili liscio tra le varie direzioni generali. Forse qualcuno dovrà perdere la faccia ma questo è il prezzo da pagare per agire con rigore e serietà, nel rispetto degli standard di qualità della valutazione. In Francia si combinano pasticci nell’amministrazione il che è una manna per tutti coloro , e sono tanti, che osteggiano le valutazioni esterne e empiriche.


 

 

[1] Ministère de l’ Education Nationale

[2] Non spieghiamo cosa sono i quaderni dei test. Per chi non è al corrente basti sapere che si tratta di una modalità di somministrazione dei test