Version imprimable de cet article Version imprimable

 Per il 25esimo anno di fila il Ministero Francese dell’educazione pubblica in autunno prima del dibattito parlamentare sul conto preventivo dello Stato per l’anno seguente un opuscolo soprattutto destinato ai deputati con un insieme di una trentina di indicatori essenziali della scuola che stabiliscono un parallelo tra costi per l’istruzione, risultati e disuguaglianze. Il documento propone sempre quando è possibile confronti internazionali .

L’insieme di indicatori francesi è volutamente ridotto e non ha nessuna pretesa di completezza. Gli indicatori presentati sono scelti in funzione di criteri politici che sono assai stabili da un quarto di secolo. La Francia è stato il primo paese a produrre un insieme di indicatori della scuola e a farlo in funzione di criteri politici espliciti. L’obiettivo è quello di informare i deputati con criteri il più possibile oggettivi a disposizione di tutti quanti per permettere una discussione informata. Ognuno può interpretare i dati come intende ( l’opuscolo di 84 pagine è allegato).

La pubblicazione merita di essere segnalata sia per la qualità delle informazioni fornite che per il metodo adottato. L’insieme di indicatori francesi è molto più leggibile di quello dell’OCSE che esce pure in autunno.

Il 16 ottobre scorso l’insieme di indicatori francese è stato presentato nel sito "Le Café Pédagogique" ( cliccare qui per accedere alla presentazione che è in francese). Il commento si intitola "Panorama sur l’école inégalitaire" ossia "Panorama su un sistema scolastico ingiusto".

 

Opuscolo si può consultare in linea cliccando qui.

 

Caratteristiche del sistema scolastico francese

 

Costi 

Gli indicatori sulla spesa dell’istruzione sono quelli che hanno conosciuto una messa a punto molto spinta sul piano internazionale in quest’ultimo ventennio. Tutti ne hanno beneficiato: gli analisti, i commentatori, i politici, i sindacati, gli operatori scolastici, i media. La comparazione dei costi rimane pero’ ancora una faccenda assai ardua , non solo perché le amministrazioni che gestiscono i sistemi scolastici tendono a barare ma anche per ragioni oggettive intrinseche alla difficoltà di formulare definizioni non ambigue dei lemmi di spesa o di investimento. In ogni modo gli indicatori sui costi oggi sono molto più precisi di quelli di 30 anni fa.

La politica francese non lesina sulla scuola. Secondo gli ultimi dati disponibili ( 2014) la percentuale del PIL (il prodotto interno lordo) destinata alla scuola in Francia era pari al 6,8% per un totale di 148 miliardi di € annui. Questo importo è nettamente superiore a quello dell’Italia che ha una dimensione pressoché simile a quella della Francia.

Ovviamente la ripartizione di questo importo tra i diversi livelli d’istruzione è disuguale. Da molti anni la Francia spende molto per le scuole per l’infanzia che si possono frequentare dall’età di due anni e qualche mese e spende meno per le scuole primarie e per l’insegnamento terziario. Nel 1997 la spesa per bambino nelle scuole per l’infanzia fu superiore a quella procapite nella scuola primaria e nel 2014 la spesa procapite nella scuola per l’infanzia supera ancora quella nella scuola primaria ( rispettivamente 6240€ e 6050€). In questi ultimi anni gli investimenti scolastici sono stati rilevanti nel settore secondario ( scuola media, licei, formazione professionale). La spesa media procapite tra il 1980 e il 2014 nel settore primario ( scuola per l’infanzia e scuola primaria) e nel settore secondario è aumentata in modo impressionante ( rispettivamente del 91% e del 66%) mentre la spesa pro capite nel settore terziario è aumentata nello stesso periodo del 40%. 

Disuguaglianze

Il sistema scolastico francese resta un sistema fortemente ingiusto e molto disuguale. Le opportunità di formazione tra i vari strati sociali non sono distribuite in modo proporzionale. In questo quadro critico una novità: il sorpasso del numero delle donne nei confronti degli uomini tra i diplomati del settore terziario. Lo si vedeva capitare: nel 1990 il 33% delle ragazze e il 32% dei ragazzi conseguivano un diploma secondario; nel 2010 il sorpasso avviene nel settore terziario dove non c’è più nessun testa a testa: le ragazze che si diplomano sono il 50% e i ragazzi il 39% ( Indicatore 26).

In genere si nota che il sistema scolastico francese si avvicina sempre più a quello dei paesi nordici o oltre atlantico e si allontana dalla configurazione dei paesi latini.Nondimeno le prestazioni del sistema scolastico francese restano inferiori alla media dei paesi dell’OCSE ( media che tiene conto anche dei risultati dei paesi "deboli") per la fascia d’età compresa tra i 25 e i 34 anni con un diploma di fine dell’insegnamento secondario. Questo dato mette in evidenza la debolezza dell’investimento francese nel settore terziario.