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 Il bollettino no.14 dell’aprile 2014 della DEPP ( la celebre direzione del Ministero dell’"Education Nationale" , Direzione della valutazione , delle prospettive e dei risultati che comprende pressapoco 500 persone, ha pubblicato lo scorso anno un bollettino dedicato all’informatica scolastica nel quale si scopre che il sistema scolastico francese non è molto all’avanguardia in questo settore [1].

Nel bollettino in primo luogo si presentano alcuni grafici per livelli di istruzione forniti dal gruppo "European Schoolnet" che permettono di vedere quanti computer per 100 studenti c’erano nel 2006 e nel 2012 nei sistemi scolastici europei. L’Italia è sempre in coda al treno sia nell’insegnamento primario che in quello secondario; la Francia si ritrova in una situazione poco invidiabile per quel che riguarda la scuola primaria e la scuola media mentre invece è nel gruppo di testa per i licei tradizionali e i licei professionali. Quindi per quel che riguarda le attrezzature la Francia ha ancora da correre. Anche in Francia ci sono molte scuole, soprattutto nelle zone rurali, che non hanno nessun collegamento con la banda larga.

Computer a casa

La DEPP sfrutta anche i dati dell’indagine PISA 2012 sull’uso di internet e dei computer da parte dei quindicenni. I dati dell’indagine PISA provengono dai questionari degli studenti, ossia dalle risposte fornite dagli studenti quindicenni. Il 91% dei quindicenni francesi usa regolarmente il computer a casa, quando non è a scuola, dove i computer sono utilizzati regolarmente soltanto dal 45% dei quindicenni. Questa percentuale è eloquente. Ormai nella maggioranza dei Paesi più del 90% dei quindicenni si serve del computer quando non è a scuola. Solo in Turchia questa percentuale è ancora bassa e giunge al 77%.

Computer a scuola

Le informazioni concernenti l’uso dei computer a scuola fanno invece apparire disparità accentuate tra sistemi scolastici: in alcuni sistemi scolastici ci si avvia verso un uso generalizzato dei computer ( Danimarca, Olanda, Polonia, perfino Portogallo) già nella scuola media , almeno secondo quanto dichiarato dai quindicenni: l’80%. In Francia tale percentuale è del 45%, quindi assai bassa.Sorprende la percentuale molto bassa della Finlandia dove solo il 28% dei quindicenni dichiara che i computer sono utilizzati nella scuola media. Ciò non impedisce evidentemente ai Finlandesi di ottenere punteggi ottimi nei test sulla capacità di comprensione dei testi scritti, sulla cultura matematica e scientifica.Non si sa però se esista un rapporto di causa-effetto tra questi dati (i punteggi nei test e l’uso di internet a scuola) e neppure si sa se le risposte dei quindicenni finlandesi siano più sincere delle risposte degli altri studenti. Questi aspetti ci sfuggono.

 Formazione degli insegnanti

Il cuore del problema per la DEPP è la formazione degli insegnanti. In questo caso la DEPP sfrutta un’altra indagine europea sulle attrezzature delle scuole in informatica che si è rivolta direttamente alle scuole : " Les TICE en éducation" [2] svolta dall’ Eupean Schoolnet in collaborazione con l’Università di Liegi  [3].

Gli insegnanti francesi sono poco formati all’uso delle TIC nella scuola.Il 29% (dunque quasi un terzo) degli insegnanti della scuola primaria dichiara di non possedere nessuna formazione in informatica mentre la media europea è del 12%. Una proporzione quasi simile si ritrova negli altri livelli scolastici( il 22% francese rispetto al 10% media europea ). La stragrande maggioranza degli insegnanti francesi dichiara di formarsi per conto proprio, nel tempo libero. Una percentuale elevata di alunni e studenti (tra il 17% e il 29%) dichiara di essere inquadrata da insegnanti che non seguono nessuna formazione in informatica , né formale né informale. Pur tenendo conto che solo il 17% delle scuole ha partecipato a questa indagine, questi dati non sorprendono e rivelano il grande ritardo del personale d’insegnamento del servizio scolastico pubblico in materia di nuove tecnologie. La scuola perde terreno mentre gli studenti vivono in un altro mondo. Le scuse dei responsabili scolastici , in parte veritiere , accampano che gli studenti si servono delle nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione per giocare, per il tempo libero. Ma ciò facendo questi alunni e studenti apprendono a servirsi degli apparecchi e delle nuove tecnologie mentre una proporzione elevata dei loro insegnanti non sa nemmeno da che parte iniziare. Allora i responsabili scolastici parlano di educazione all’informatica e alla programmazione. Questa è una bella scappatoia.

 

[1] Il bollettino in francese si può consultare cliccando qui

[2] Questo è il titolo in francese. Oltre ad una versione inglese magari esiste anche un’edizione in italiano

[3] Il bollettino non fornisce nessuna referenza e non si è potuto trovare nessun rinvio bibliografico a questa indagine; Si tratta di un’indagine svolta per conto della Commissione Europea a Bruxelles e pubblicata nel 2013. L’indagine è stata condotta in 31 paesi tra gennaio 2011 e novembre 2012. La partecipazione delle scuole francesi a questa indagine è stata bassissima, pari allo 17%, per cui si devono prendere con cautela i risultati. In taluni paesi come la Gran Bretagna, la Germania, i Paesi Bassi o l’Islanda i tassi di risposta delle scuole furono talmente bassi da escluderli dalla pubblicazione finale