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Anche in Francia, per l’inizio dell’anno scolastico i responsabili scolastici si rivolgono agli insegnanti.

In Italia lo ha fatto il ministro dell’istruzione Giuseppe Fioroni [1]] il quale non ha mancato di porre l’accento sulla centralità della persona "che è il soggetto e l’oggetto del nostro nuovo percorso formativo". Si vorrebbe capire, in termini pratici e di gestione della scuola, cosa ciò significhi.

In Inghilterra, è il ministro Ed Balls che si è rivolto con una lettera ai direttori di scuola. Si veda l’informazione apparsa pubblicata da BBC News in questo sito.

In Francia, è il presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy, che ha inviato ai 900 000 insegnanti francesi non una lettera ma un manifesto di 32 pagine intitolato "Lettera agli educatori". [1] Per il presidente francese " La cultura comune che si trasmetteva da generazione in generazione pur tuttavia arricchendosi del contributo di ognuna si è sbriciolata al punto che è diventato sempre più difficile parlarsi e capirsi. L’insuccesso scolastico ha raggiunto livelli inaccettabili. La disuguagkianza di fronte al sapere ed alla cultura è cresciuta".  [2]

Il manifesto educativo del presidente ha ricevuto ampio risalto sulla stampa d’oltralpe. Il quotidiano Le Monde parla di "Una nuova "filosofia", senza nostalgia di un’età dell’oro (Le Monde del 4 settembre 2004), il quotidiano Libération in modo ironico mette in evidenza la promessa fatta agli insegnanti di rivalorizzare i loro stipendi se lavorano meglio. I temi preferiti dal presidente sono martellati senza tregua in questo messaggio: premiare il merito, sanzionare e punire chi non fa il proprio dovere, il rispetto della morale e delle regole basilari del vivere insieme, l’acoraggio della scuola con il mondo reale.

Il sito francese l’Expresso del 5 settembre , un sito che è portavoce delle opinioni sindacali e del mondo della pedagogia francese dopo avere presentato le idee salienti del manifesto le critica aspramente.

[1] L’integralità della lettera si trova nel sito del Café Pédagogique indicato in calce.

[2] "La culture commune qui se transmettait de génération en génération tout en s’enrichissant de l’apport de chacune d’entre elles s’est effritée au point qu’il est plus difficile de se parler et de se comprendre. L’échec scolaire a atteint des niveaux qui ne sont pas acceptables. L’inégalité devant le savoir et devant la culture s’est accrue"( Sarkozy, Lettre aux enseignants, 2007).