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Impressiona constatare la cecità delle organizzazioni internazionali tra loro solidali per imporre un modello di scolarizzazione su scala mondiale dopo il 2015, modello già ora obsoleto. Né l’organizzazione dei sistemi scolastici esistenti né i programmi in voga sono aggiornati, non permettono di neutralizzare le discriminazioni socio-culturali nell’istruzione scolastica e non prefigurano la società dell’informazione.

L’Ocse ha deciso di adattare gli strumenti di PISA per renderli più confacenti alla situazione dei paesi in via di sviluppo. Questo è un bel esempio di espansionismo e di imperialismo pedagogico. Le intenzioni dell’OCSE sono descritte in un opuscolo che si può scaricare cliccando qui. L’iniziativa, di per sé non nuova perché si trascina da quindici anni, consacra un’alleanza con l’UNESCO e permette di decantare gli effetti portentosi dell’indagine PISA nonché la straordinaria capacità di adattamento e di sviluppo degli strumenti di questa indagine vorace.

L’indagine permetterà ai futuri cicli di PISA a partire dal 2015 di fornire ai paesi in via di sviluppo strumenti adeguati al loro contesto scolastico e quindi analisi e punti di vista sui risultati della scolarizzazione e dell’istruzione extra-scolastica migliori di quelli esistenti, più convincenti dunque. Finora un’operazione di siffatta natura, con questa ambizione, non era mai stata tentata. I paesi in via di sviluppo che aderivano alle indagini comparate internazionali dell’IEA ed anche di PISA correvano il rischio di utilizzare strumenti del tutto inadeguati per i loro sistemi scolastici e quindi di ottenere informazioni sulla scolarizzazione e l’istruzione per loro fuorvianti. Lo staff di PISA ha deciso di modificare questo scenario. Raccoglierà consensi sia nei paesi di sviluppo che scimiottano i modelli di scolarizzazione in voga nei paesi ricchi perché ciò facendo ricevono una valanga di soldi e l’OCSE sarà osannata dalle organizzazioni confratelle come l’UNESCO, la Banca Mondiale, il Brookings Institute a Washington con il suo  Center for Universal Education (CUE), l’UNICEF.