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L’estrazione a sorte degli iscritti: una pratica legale che si diffonde sempre più


Un numero crescente di scuole secondarie inglesi ricorre all’estrazione a sorte per scegliere gli studenti da accogliere al momento dell’ iscrizione . Questa è una delle conseguenze della libertà di scelta della scuola che in Italia si è installata in sordina con l’abrogazione dei bacini d’utenza. 

Stando a uno studio pubblicato dal Ministero inglese della pubblica istruzione la proporzione di scuole che applicano l’estrazione a sorte tra i candidati che vorrebbero iscriversi ad una scuola è aumentato di sei volte in pressoché 10 anni, ossia da quando nel 2001 il provvedimento è stato autorizzato dal governo per combattere la selezione sociale operata dalle scuole al momento dell’iscrizione, ed è passato dall’1% al 6% delle scuole. Non gran che , ma insomma un aumento c’è. L’estrazione a sorte fu presentata nel 2001 come un’arma per neutralizzare pratiche discriminanti e per ottenere che popolazione scolastica di una scuola fosse socialmente equilibrata, evitando che gli studenti dei ceti meno abbienti fossero esclusi dalle scuole migliori.

Fatta la legge trovato l’inganno

Un’indagine parallela a quella del Ministero condotta da Anne Wolf, notissima ricercatrice britannica alla London School of Economics di Londra, dimostrerebbe che la pratica dell’estrazione a sorte funziona sì e no. In certi casi ha permesso di rompere i privilegi di certe classi sociali rispetto all’istruzione, però in altri casi queste stesse classi sociali con l’aiuto delle scuole hanno inventato sistemi per neutralizzare gli effetti dell’estrazione a sorte, che è meno casuale di quanto dovrebbe esserlo. Secondo il Ministero invece,che a sua volta ha elaborato un rapporto-bilancio sull’applicazione di questa modalità, questa pratica ha permesso di rendere equilibrata la composizione sociale degli studenti di una scuola.

Come evitare il responso della fortuna bendata per i propri rampolli

Al momento dell’adozione della libertà di scelta della scuola, le classi medie superiori hanno immediatamente reagito e si sono date da fare per acquistare appartamenti fittizi con falsi indirizzi nei pressi delle scuole che fruivano di buona reputazione. In questo modo le classi benestanti potevano far valere un diritto prioritario all’iscrizione dei propri figli nelle buone scuole in base al principio della vicinanza del luogo di domicilio alla scuola. Il governo, per contrastare questa pratica ha dunque legalizzato l’estrazione a sorte tra gli iscritti. Secondo il Ministero questa questa procedura ha conseguito buoni risultati e ha permesso di correggere le perversioni apparse quando la libertà di scelta della scuola non era disciplinata. L’estrazione a sorte ha permesso di spezzare il sistema invalso tra le classi superiori per accaparrarsi i posti nelle scuole migliori.



L’indagine svolta dei ricercatori della London School of Economics rivela che le scuole usano l’estrazione a sorte in modo molto disuguale. In certi distretti e in certe zone urbane vi si ricorre regolarmente per favorire l’accesso degli studenti provenienti dalle minoranze etniche quando tutti gli altri criteri sono stati rispettati. L’estrazione a sorte non è però applicata in modo indiscriminato come unico criterio, senza tener conto del domicilio degli studenti. La tombola è corretta da altri parametri che abilitano a partecipare all’estrazione a sorte oppure il verdetto dell’estrazione è corretto tenendo conto di altri fattori, come per esempio la presenza nella scuola di un fratello o di una sorella oppure di un cugino, la pratica di uno sport, il possesso di un’attrezzatura particolare, ecc. Questo modo di applicare l’estrazione a sorte continua ad avvantaggiare le classi superiori. Vale a questo riguardo la celebre espressione latina "incauta venendo". Il sito francese "Le Café pédagogique" del 22 ottobre rende conto delle due ricerche contradditorie e le commenta in questo modo:

"Au départ, il s’agissait de faire barrage aux familles aisées qui contournaient la carte scolaire en achetant ou louant un appartement près de l’école de leur choix. Mais ce qui devait assurer le brassage social a aujourd’hui mauvaise presse. Le tirage au sort serait souvent utilisé pour éliminer des jeunes indésirables en l’appliquant en complément d’autres critères.

 

Cet épisode rappelle une loi scolaire : la capacité des groupes dominants à récupérer des mesures, même bien intentionnées, pour leur profit."