Version imprimable de cet article Version imprimable

Ecco un’istituzione del tutto inesistente in Italia, nonostante i ripetuti inviti dell’OCSE da almeno un ventennio a questa parte per svilupparle : le università tecnologiche, oppure, come si chiamano in Germania, le università di scienze applicate ed in Francia gli IUT [1].

La Fondazione TRELLLE ha dedicato a questa question un quaderno [2] per spiegare di cosa si tratta. Il Ministro Luigi Berlinguer aveva inventato un compromesso ibrido, gli IFTS, con un’istituuzione per nulla comparabile a queste scuole professionali superiori nelle quali la ricerca applicata occupa un posto fondamentale nella formazione. [3]. In Italia fin qui non c’è stato nulla da fare. Il sistema scolastico ha bloccato qualsiasi possibilità per sviluppare un anello mancante fondamentale nella formazione e istruzione professionali.

Con la maturità in tasca o con un diploma degli istituti tecnici e professionali in Italia si può accedere solo alle università tradizionali o alle facoltà classiche. Le università italiane sono ingolfate di studenti, non reggono quasi più, ma continuano ad espandersi. La regola applicata in Italia è molto semplice : più studenti, più soldi, più posti di lavoro, più potere. Le università non sono pronte a mollarlo neanche a costo della qualità degli studi.

 

In altri sistemi scolastici invece sono state accostate alle università le scuole universitarie professionali [4].

Il 23 marzo 2011 nel supplemento educazione della BBC si dà la notizia che il cancelliere dello scacchiere del governo britannico George Osborne(ossia il ministro del tesoro nel governo di David Cameron) ha annunciato di raddoppiare il numero delle università tecnologiche [5] passando da 12 a 24. Questo vorrebbe dire che in Italia ci dovrebbero essere all’incirca 24 università tecnologiche, poiché la popolazione italiana è suppergiù dello stesso ordine di grandezza di quella inglese, invece non ce n’è neppure una.

 

Anche la soluzione inglese è ibrida e non è simile a quella tedesca, francese o scandinava perché contempla una parte di investimenti per gli under 19, ossia per studenti che non sono ancora adulti, che non hanno la preparazione per accedere a una università di scienze applicate, ma è un passo avanti per nobilitare la filiera professionale con un cappello scientifico di grande qualità che riserva grande attenzione alla ricerca scientifica a tempo pieno.

 

A quando qualcosa del genere in Italia?

[1] Institut Universitaire Technologique

[2] Clicca qui

[3] Non per nulla ora si chiamano università tecnologiche o di scienze applicate

[4] La terminolgia varia moltissimo a seconda dei sistemi scolastici, ma il concetto è ovunque il medesimo. Si tratta di scuole ultraspecializzate che accolgono non tanto gli studenti dei licei di cultura generale ma i diplomati degli istituti tecnici oppure gli studenti con una maturità professionale, che hanno cioè in mano una professione , che sono già qualificati professionalmente

[5] University technical colleges (UTCs)