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In una società cosmopolita e pluriculturale le scuole statali composte in modo pressoché esclusivo di allievi appartenenti allo stesso gruppo etnico, linguistico o religioso devono essere smantellate e chiuse. Questa è la proposta formulata da una delle figure molto note ed influenti della scuola britannica, Sir Cyril Taylor. Quando c’è libertà di scelta della scuola (come esiste per esempio in Italia), il rischio di segregazione scolastica è elevato. Molteplici fattori concorrono all’apparizione graduale di scuole segregate all’interno del servizio pubblico dell’istruzione. La segregazione scolastica mette in pericolo la coesione sociale, incrementa le disuguaglianze, è un fattore di inequità, è un terreno fecondo per il relativismo culturale, genera un capitale sociale negativo, rinchiude i giovani nelle loro comunità, è una negazione dell’istruzione emancipatrice. Secondo Sir Cyril, occorre predisporre strategie adeguate per impedire l’apparizione di scuole ghetto e contemplare, se necessario, la chiusura di scuole con una popolazione scolastica omogenea dal punto di vista etnico, linguistico o religioso. Questo per lo meno nelle aree metropolitane, nelle megalopoli e nelle loro periferie.

Se la coesione sociale e l’integrazione dei gruppi minoritari in una società aperta sono un obiettivo da conseguire, occorre conoscere le possibili perversioni insite nel sistema scolastico, anticiparne gli effetti e coraggiosamente prendere disposizioni che impediscano l’apparizione di scuole segregate.

Il Dipartimento inglese dell’educazione e delle competenze (l’equivalente del MPI italiano) ha fatto sapere che non condivide le opinioni di Sir Cyril.