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E’ uscita la 19esima versione di l"Etat de l’école", l’attesissimo insieme d’ indicatori del sistema scolastico francese.

Si tratta di una pubblicazione storica, di straordinario valore, perfezionata anno dopo anno nei dettagli per rendere precisi e attendibili gli indicatori prodotti. L’insieme contiene 30 indicatori essenziali sullo stato della scuola, pubblica e paritaria, con i debiti confronti internazionali. Questa fotografia della scuola francese, realizzata da una direzione generale del Ministero dell’Istruzione Pubblica [1] è destinata principalmente ai deputati della Camera (Assemblée Nationale) e del Senato.

 

La si trova qui http://www.education.gouv.fr/pid271/l-etat-ecole.html

 

L’edizione 2009 appena uscita contiene una serie di indicatori che inducono a riflettere sull’evoluzione del sistema scolastico francese e forse anche su una tendenza generale concernente tutti i sistemi scolastici. Questa tendenza è apparsa, ma non in modo così evidente, nell’insieme di indicatori internazionali pubblicati dall’OCSE nel settembre scorso che aveva colto un rallentamento generale della spesa per l’istruzione. Alla luce di questi dati ci si può chiedere se l’espansione dei sistemi scolastici, che si è svolta senza soluzione di continuità lungo tutto l’arco del secolo scorso e che è proseguita anche nel corso del primo decennio del 21º secolo, non sia giunta al termine e se non sia iniziata una fase di contrazione e di riduzione.

La crescita dei sistemi scolastici, che sembrava illimitata sembra subire un rallentamento, almeno in Francia. Dal 2000 al 2009, in Francia sono spariti circa 140.000 posti di insegnanti. Si è passati da un totale di 1.124.389 a 985 mila 573 insegnanti in pressoché un decennoio. Nel 2009 si è scesi sotto la soglia del milione. Parallelamente, la spesa globale per l’istruzione è calata ed è passata dal 7,6% del PIL nel 1998 alle 6,5% nel 2008, con una diminuzione pari all’1,1% in un decennio. La spesa per gli allievi è invece rimasta stabile, con l’eccezione di quella per gli studenti che invece è considerevolmente aumentata da due anni a questa parte, a comprova dello sforzo considerevole che la Francia sta facendo per migliorare la qualità dell’insegnamento terziario ed in particolare delle università.

La frenata francese non sembra isolata. Basta prendere in considerazione i segnali che provengono dagli indicatori europei. Da questo punto di vista, quanto succede in Italia non pare essere un fatto fuori dal comune, bensì sembra la manifestazione di un fenomeno di fondo internazionale che coinvolge diversi sistemi scolastici.

[1] Ministère de l’Education Nationale