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 In un post del 26 novembre scorso pubblicato nel blog dell’OCSE dedicato all’istruzione, il direttore del CERI all’OCSE nonché capo della Divisione delle Innovazioni e delle misure in seno alla Direzione dell’Educazione , Dirk Van Damme, spiega come si fa a comparare tra loro sistemi scolastici diversi ( diversi in apparenza, diversi per le famiglie, per gli studenti, diversi per gli insegnanti, ma in realtà non molto diversi tra loro). Il post in inglese può essere consultato qui.

La classificazione internazionale standard dell’istruzione [1]

Per farlo occorre uno strumento che permetta di convertire in un linguaggio unico che le compara tra loro le varie strutture scolastiche. Questo strumento si chiama ISCED [2] oppure CITE [3].

Questo strumento è stato messo a punto dall’UNESCO ed è approvato dall’Assemblea generale dell’UNESCO che riunisce ogni due anni tutti i rappresentanti dei sistemi scolastici del mondo. Si tratta dunque di uno strumento rilevante, ufficiale, che serve per comparare tra loro i sistemi scolastici. 

La storia della classificazione dell’educazione o dell’istruzione

Il primo tentativo per produrre uno strumento del genere avvenne nel corso degli anni 80. Allora l’UNESCO aveva un servizio eccellente di statistica scolastica e raccoglieva la gran parte delle statistiche scolastiche nazionali [4]. Pero’ la pubblicazione delle statistiche nazionali della scuola non serviva a gran che se mancava un criterio di comparazione che permettesse di equiparare i titoli, i gradi di formazione, i livelli di istruzione. L’UNESCO quindi si lancio’ in una operazione molto difficile: la produzione di uno strumento per tradurre sistemi scolastici che apparivano nella loro peculiarità come se fossero molto diversi tra loro. Per esempio come si sarebbe chiamata una matricola italiana nella terminologia scolastica inglese o tedesca? La matricola è la persona che si inscrive all’università. Come è definita l’università nei vari sistemi scolastici? Come si reperisce nelle statistiche la prima iscrizione? Ecco alcuni problemi connessi a questa semplice dimensione. SI capisce subito che non si possono prendere tale e quale le statistiche scolastiche prodotte dai responsabili dei vari sistemi scolastici.

Operazioni tecniche e diplomatiche

Per un decennio circa la CITE o l’ISCED furono trascurati. Del resto i lavori iniziali , molto difficili, furono interrotti e il primo strumento rimase incompleto. Nel 1997 la classificazione fu rivista ma non fu completata. Era necessario rilanciarla anche perché nel frattempo l’educazione comparata si era risvegliata ed era uscita dal letargo in cui era caduta da decenni. Una buona occasione fu la pubblicazione da parte dell’OCSE dell’insieme di indicatori internazionali dell’istruzione [5] nel 1992. Quell’insieme fu reso possibile grazie all’esistenza di ISCED [6]. Lo strumento esisteva ma nessuno se ne serviva. Il settore della statistica scolastica all’UNESCO era in crisi e solo la tenacia di alcuni esperti e il lavoro dell’OCSE avevano indotto le organizzazioni internazionali a occuparsi della classificazione internazionale dell’istruzione. La revisione del 97 pur parziale ma permise di classificare meglio le forme di istruzione a livello dell’insegnamento secondario di secondo grado e la formazione post-secondaria. Le grandi organizzazioni internazionali come EUROSTAT , la Banca Mondiale, l’OCSE, l’UNESCO spinsero assai per ottener uno strumento di comparazione delle statistiche nazionali che fosse utile, che permettesse confronti non equivoci e che definisse i in modo unico e comprensibile i livelli di istruzione. L’OCSE continuo`a produrre il proprio insieme di indicatori , EUROSTAT adotto` l’ISCED per le proprie statistiche scolastiche, l’UNESCO se ne servi`per produrre il proprio rapporto mondiale sullo stato dell’istruzione e per fare capire ai sistemi scolastici dei paesi in via di sviluppo che occorreva disfarsi delle statistiche grossolane [7] poco utili per i confronti e per le politiche scolastiche, la Banca Mondiale rimase soddisfatta perché finalmente aveva a disposizione uno strumento che permetteva di calibrare meglio i prestiti ai governi destinati alla promozione dei sistemi scolastici. L’alleanza tra queste potenze mondiali ha rilanciato l’ISCED. Ritocchi sono stati effettuati nel 2009 e nel 2011. La versione di ISCED-2011 è stata adottata nel novembre 2011 dall’Assemblea Generale dell’UNESCO e in questo modo è diventata operativa. Questa versione è ormai lo strumento base per produrre le statistiche scolastiche mondiali. Le statistiche scolastiche italiane sono generate dal MIUR, inviate all’OCSE che è l’organizzazione operativa e all’OCSE vengono riadattate in funzione dell’ISCED. Dopo l’operazione di traduzione le statistiche sono rinviate al MIUR che deve verificare la correttezza delle modifiche effettuate con le tabelle dell’ISCED e dopo l’accordo del MIUR le organizzazioni internazionali possono pubblicare i dati nazionali rivisti perché si ritiene che siano comparabili tra loro. Quindi le operazioni sono davvero delicate e comportano sia una dimensione tecnica che una diplomatica.

L’edizione testé uscita di "Educarion at a Glance" [8] con l’insieme di indicatori internazionali 2015 dell’istruzione prodotti dall’OCSE è la prima collezione di dati statistici comparati che utilizza la nuova versione di ISCED , quella del 2011.

 Aspetti diplomatici

La classificazione dei sistemi scolastici è un soggetto molto sensibile. Tutte le autorità politiche tengono a fare bella figura anche perché è ancora molto diffusa l’idea che non c’è nulla di meglio delle soluzioni nazionali , locali, dal punto di vista dell’istruzione. In quasi tutti i sistemi scolastici si ritiene he il proprio sistema scolastico sia il migliore al mondo, il che non è affatto vero. 

ISCED-2011 fornisce un linguaggio comune ai responsabili politici e agli utenti delle statistiche scolastiche e degli indicatori scolastici. I cambiamenti recenti hanno raffinato la classificazione ai due estremi dell’offerta scolastica, ossia nel settore dell’istruzione pre-scolastica e in quello post-secondario. Si può ora dire che per quel che riguarda i livelli di istruzione lo strumento è quasi a punto. Si vedrà nei prossimi anni se ciò basterà e se le ambizioni dei curatori di ISCED si limiteranno ai livelli di istruzione o andranno oltre. Il campo delle classificazioni internazionali o della nomenclatura tipo fu visitato una cinquantina d’anni fa e poi fu lasciato all’abbandono. Forse a distanza di tempo ci sarà qualcuno che lo vorrà almeno in parte ripercorrerlo e coltivarlo. Per ora sarebbe buona cosa se a livello nazionale, si fa qui allusione all’Italia ma ciò`vale anche per la quasi totalità dei sistemi scolastici, se ne parlasse un poco di più.

[1] ISCED in inglese, CITE in francese

[2] Acronimo inglese che sta per "International Standard Classification of Education"

[3] Acronimo francese che sta per "Classification Internationale type de l’éducation" che i Francesi chiamano anche nomenclatura tipo o standard dell’istruzione

[4] La statistica scolastica è sempre stata un prodotto di primo piano delle politiche scolastiche da quando si sono sviluppati nel corso dell’Ottocento i sistemi scolastici nazionali

[5] Acronimo INES

[6] In Italia è questa la designazione generalizzata abitualmente usata quando si cita la classificazione standard internazionale

[7] Per esempio i tassi lordi di scolarizzazione nell’istruzione primaria

[8] In francese "Regards sur l’éducation"