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"Lascia in pace le mie cose"; "Proprieta privata": questi potrebbero essere gli avvertimenti esposti all’entrata dei palazzi nei quali si gestiscono i sistemi scolastici . Le classi politiche timorose, più attente ai propri interessi e a quelli della maggioranza elettorale che non a quelli del futuro del paese di fronte a cotali minacce fanno marcia in dietro, la coda tra le gambe.

 

Il liceo non si tocca. Questo è il messaggio perfettamente recepito dal presidente francese Nicolas Sarkozy nel corso di una cerimonia ridicola avvenuta ieri, martedì 13 ottobre, al palazzo dell’Eliseo, per annunciare la riforma dei licei. Nessuna riforma, in realtà ma solo qualche ritocco marginale. Tutto resta come prima. E’ la quarta o quinta volta che in pochi anni l’amministrazione francese tenta di ridisegnare il liceo ma senza nessun successo. Ogni volta, nonostante una quantità di indagini brillanti, il tentativo fallisce. Anche questa volta ci sono stati ben due relazioni alquanto interessanti, che hanno destato interesse e dibattiti stimolanti, ma non se ne è fatto nulla.

I progetti di riforma dei licei e della scuola secondaria di secondo grado abortiscono uno dopo l’altro come lo illustra in maniera esemplare la documentazione pubblicata dal sito francese "Le Café pédagogique".

 

I privilegi non si toccano e i privilegiati, ossia le classi agiate che si preoccupano di assicurare ai loro rampolli i posti di potere che da generazioni si sono trasmessi in famiglia, non solo sono ben decisi a difendere l’eredità scolastica e culturale ma hanno anche in mano tutti i mezzi di potere per condizionare l’opinione pubblica e farle che gli interessi di una classe sociale coincidono con gli interessi di tutti quanti , anche dei meno privilegiati.

 

Succede in Francia quel che capita in Italia: certe riforme scolastiche sono impossibili. Inutile sognare la terra promessa. Non si raggiungerà mai.Mettiamo nei cassetti i sogni.