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UNESCO : settimana sull’istruzione scolastica con i cellulari , Parigi, 17-21 febbraio 2014

 

La rivoluzione dei TIC è fatta. L’informatica è già nelle tasche o nelle cartelle degli allievi. E’ ora che le scuole aprano gli occhi. 

 

Non c’è più tempo per tergiversare. Che lo si voglia o no, le nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione sono già nelle mani degli alunni e degli studenti. Cosa aspettano ancora le scuole per adeguarsi ? Come adeguarsi ? Cosa cambiare ? In ogni modo il servizio d’istruzione non può più fare a meno di tenere conto di questa situazione. 

Cosa occorre ( per riuscire a generalizzare l’uso delle TIC nelle scuole) ?

Fiducia, Continuità, Contenuti, Cultura dello smacco o del fallimento

Si riportano alcune affermazioni di quattro responsabili nazionali delle TIC nel servizio d’istruzione :

La segretario generale del consiglio dell’istruzione della Thailandia, Sasithara Pichaichannarong, ha ricordato che il ministro dell’istruzione thailandese ha già distribuito 1,6 milioni di tavolette nella scuola dell’obbligo. Il progetto “One Tablet Per Child (OTPC)" [1] permette di sostituire i manuali cartacei con manuali digitali nella lingua Thaï, in inglese, per la matematica, le scienze e le discipline sociali. Il programma comprende pure la generalizzazione della rete Wi-Fi gratuita per tutte le scuole e la formazione di 50.000 insegnanti. Il progetto è entrato nel suo secondo anno. Le valutazioni provano che il 45% degli studenti utilizzano le tavolette almeno una volta al giorno. Inoltre ci vuole continuità. "In due anni abbiamo dovuto affrontare una montagna di problemi. Ci vuole costanza, non cedere, riprendere da capo".

Ron Camuel, presidente dell’Associazione canadese dell’istruzione [2] si è chiesto come innovare nelle scuole. "Le organizzazioni che innovano sono quelle che valorizzano la collegialità e il rischio".

Mario Franco, dirige il progetto di diffusione delle TIC nelle scuole portoghesi [3]. Franco ha ricordato che le autorità responsabili della scuola, i dirigenti, i politici che decidono, gli insegnanti, devono sviluppare una cultura dell’insuccesso. "E’ l’insuccesso che permette di migliorare il sistema scolastico".

 

Per Ricaud Auckbur  del Ministero dell’Istruzione dell’asola della Riunione  [4] la politica è determinante. Non si possono aspettare i risultati da sperimentazioni pilota. Le TIC in ogni modo s’imporranno nella scuola per cui occorre attrezzare le scuole per fare in modo di consentire ai giovani di vivere nel 21esimo secolo. "La generalizzazione è fatta. Non ci si può fermare. Si deve avanzare. Questa formula conclude la settimana . "In un anno si è passati dalla discussione sulle modalità di sfruttamento dei cellulari nella scuola a quella della generalizzazione delle TIC. Spesso la scuola rifiuta di vedere e di accettare la realtà e moltiplica le proibizioni". 

 

 

Resoconto ripreso dal sito francese "Le café pédagogique" (clicca quipr accedere alle pagine in francese) fortemente riadattato e modificato.

 

[1] "Una tavoletta per ogni bambino"

[2] ndr. : Quale sia la sua rilevanza in Canada è difficile dirlo ma ciò conta poco per l’UNESCO

[3] ndr. : Anche in questo caso l’UNESCO non pesca tra grandi esperti

[4] ndr. : Sarebbe utile sapere come l’UNESCO ha scelto i suoi portaparole