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Scuole senza note, senza classi, senza esami

Grande ottimismo tra i partecipanti all’incontro "Learning 2030" che si è svolto all’inizio dell’autunno in Canada. L’idea principale era quella di riflettere sullo scenario della scuola media e dei licei, in altri termini sull’insegnamento secondario del 2030. L’orizzonte temporale era quindi il 2030 una scadenza piuttosto ravvicinata per una riforma scolastica ambiziosa. Ormai c’è da disperare sulle possibilità di rinnovare entro tempi brevi, secondo le procedure democratiche, i sistemi scolastici statali. Questi stanno tra l’altro organizzandosi in modo eccellente per difendersi e per impedire qualsiasi trasformazione radicale. Nonostante tutto la questione è sul tappeto e occorre arrendersi all’evidenza : le trasformazioni tecnologiche in corso, ma non solo quelle, obbligano ad immaginare e a programmare un servizio scolastico statale del tutto diverso da quello che è stato fondato nel corso dell’Ottocento e di quello in vigore oggigiorno il quale non è più come quello ottocentesco ma gli assomiglia alquanto. Vale pertanto la pena riprendere le conclusioni essenziali di questo incontro rese pubbliche sul sito francofono Infobourg.com. Si tratta di un contributo interessante che presenta spunti di riflessione originali ben diversi da quelli timorosi sugli scenari del futuro elaborati dalle grandi organizzazioni internazionali le quali devono fare i conti con i gruppi di potere che per ora controllano e dominano i servizi scolastici statali.

L’incontro si è svolto dal 29 settembre al 3 ottobre di quest’anno con la partecipazione di 33 rappresentanti di una decina di paesi al mondo i quali si sono riuniti a Waterloo, nell’Ontario, in Canada, per il summit "Equinox Learning 2030", un titolo assai pomposo per un gruppetto di specialisti che volevano immaginare la scuola media di domani. Il sito francofono "infobourg.com" del Québec ha pubblicato i temi principali del modello d’apprendimento raccomandato da questi esperti. La versione in francese può essere consultata e scaricata cliccando qui.

 

Un modello d’insegnamento secondario alternativo

 

Non è la prima volta che si tratteggia un modello radicalmente nuovo d’insegnamento secondario. Ormai si sa che la maggioranza degli studenti dell’insegnamento secondario ne sanno di più della maggioranza degli adulti e che forse si potrebbe fare a meno dell’insegnamento secondario .“Dimenticate le note e gli esami e non preoccupatevi affatto se gli studenti di una stessa classe non hanno tutti la stessa età”. Ecco quanto raccomanda il gruppo di esperti internazionali deel settore dell’istruzione scolastica secondaria. L’intesa tra loro non è stata difficile : occorre creare scuole medie che accordino la priorità alla soluzione dei problemi, al pensiero critico e all’innovazione [1].

Le raccomandazioni radicali di quest’incontro [2] molto originale e non particolarmente celebre invitano pure ad eliminare le classi del liceo, cioè quelle che accolgono gli studenti tra il nono e il 12º anno di scuola, per sostituirle con gruppi di studenti suddivisi secondo le loro capacità e i loro interessi di studio.

Oggigiorno si continua a ritenere che la classe ideale sia quella composta di un gruppo di una trentina di studenti dello stesso livello, di un insegnante e di quattro mura. “Ma che cosa succederebbe se si eliminasse questo modello ?” Ha chiesto Greg Butler , fondatore di "Collaborative Impact" e ex-direttore di partecipazioni strategiche mondiali nel settore dell’istruzione per Microsoft. “Il modello attuale dei livelli scolastici e della ripartizione degli studenti per età comporta lacune. Dobbiamo fare progredire gli studenti dell’insegnamento secondario non secondo la loro età ma secondo la tappa nella quale si trovano”.

Ricuperare le motivazioni e gli interessi degli studenti

“Gli studenti esprimono un’ energia molto negativa per quel che concerne i loro studi secondari” ritiene per conto suo Zainah Ramahi, studente in scienze dell’educazione all’università di Waterloo. “Il mondo ha bisogno di studenti entusiasti che siano sedotti dalle proprie scuole”.

 

Il comunicato finale

 

Il comunicato finale di questo Summit assai poco noto che si può consultare in inglese qui raggruppa le raccomandazioni dettagliate dei partecipanti al Summit. Queste raccomandazioni riguardano diversi temi come per esempio l’uso delle nuove tecnologie in classe con il ricorso a metodi che permettano la partecipazione degli studenti, la formazione degli insegnanti ed i vantaggi che si possono trarre da un’ autonomia della scuola a livello locale.

“Da decenni si tenta di riformare il servizio scolastico e purtroppo occorre constatare che nulla cambia. Se si auspicano risultati diversi e migliori dalla scolarizzazione si deve ripensare integralmente tutto il servizio e ristrutturarlo nel suo insieme. [3]. Queste idee si concretizzano già nei successi conseguiti da talune ma poche scuole innovatrici” spiega Jennifer Groff, ricercatrice al MIT e vicepresidente dell’ente che ha organizzato l’incontro.

I 33 partecipanti al summit "Learning 2030" ospitato dal Waterloo Global Science Institut (WGSI) rappresentavano diverse discipline e appartenevano a diverse generazioni di una decina di paesi tra i quali il Regno Unito, l’Australia, Singapore, la Finlandia, il Quatar, diversi paesi africani, gli Stati Uniti e il Canada.

 

Gli interventi registrati in video delle sedute plenarie ed i riassunti delle riunioni che si sono svolte a porte chiuse dalle quali è emerso il comunicato finale possono essere consultati in inglese all’indirizzo seguente.

 

 

[1] ndr : Ma per realizzare questo progetto occorre radicalmente modificare la scuola media, quella tuttora in vigore laddove esiste, per esempio in Italia, in Francia, in Spagna, in Svizzera, nel Quebec

[2] Si possono consultare le conclusioni in inglese cliccando qui

[3] ndr : In altri termini è necessario elaborare una strategia radicale di riforma. I ritocchi non bastano più come non bastano i restauri minuscoli per cercare di mascherare le fessure e le numerose incrinature che rendono quanto mai instabile e poco efficace il servizio scolastico