Version imprimable de cet article Version imprimable

La strategia del pugno di ferro contro le scuole deboli e carenti

Resa pubblica in California la lista nominativa delle 187 peggiori scuole.

Con un gesto clamoroso e contestato, l’amministratore scolastica della California ha pubblicato la lista delle 187 scuole che da cinque anni sono cronicamente tra le peggiori scuole dello Stato [1].

Queste scuole saranno obbligate a chiudere oppure ad adottare provvedimenti drastici per cambiare rotta e migliorare.

La strategia della sorpresa

Solo i dirigenti delle scuole sono stati informati della pubblicazione con qualche giorno d’anticipo. La sorpresa è stata completa sia per gli insegnanti che per gli allievi, le famiglie, le autorità comunali. Lo Stato non ha esitato a ricorrere a misure estreme per venire a capo di un problema scolastico scottante, quello delle scuole che non riescono a emendarsi. La pubblicazione del nome delle scuole che cronicamente conseguono pessimi risultati nei test è una decisione durissima che mette le scuole e i suoi dirigenti con le spalle al muro.

Provvedimenti immediati da prendere

Le scuole alla berlina sono tenute ad adottare una delle quattro misure seguenti entro l’inizio del prossimo anno scolastico:


- sostituire il dirigente, e cambiare almeno la metà del personale scolastico, cambiare il programma d’insegnamento;


- chiudere i battenti e ripartire sotto forma di una scuola sotto franchigia [2];


- chiudere i battenti e trasferire gli allievi e gli studenti in una scuola migliore del provveditorato;


- sostituire il dirigente, aumentare l’orario di scuola e adottare altri cambiamenti.



Per realizzare queste riforme le scuole possono partecipare a un bando statale che stanzia un sussidio variabile tra i 50.000 e i 2 milioni di dollari per scuola.


Dissenso sugli indicatori

Nell’insieme degli Stati Uniti si stima che il numero delle scuole cronicamente deficitarie sia pari a 3759. Gli esperti non concordano però sulle modalità adottate per identificare queste scuole. In ogni modo la regola principale consiste a catalogare tra le scuole cronicamente deficitarie il 5% delle scuole più deboli di ogni categoria, indifferentemente dal criterio con il quale vengono definite queste categorie.

Impreparazione e conseguenze impreviste

Il provvedimento dell’amministrazione californiana sa di marcio. Taluni osservatori fanno notare che l’amministrazione scolastica della California si dà molto da fare per calmare i dirigenti i quali non solo protestano contro l’opacità dei metodi utilizzati per identificare queste scuole ma anche reagiscono violentemente contro le scadenze imposte per realizzare i cambiamenti. In California, per il momento, nessuno sa come una scuola che attualmente si trova nella lista potrebbe uscirne nel corso delle prossime settimane, prima della fine dell’anno scolastico. Eppure questa via di scampo dovrebbe essere concessa a tutte le scuole.

Una politica ambigua

 

I criteri di selezione delle scuole deficitarie sono stati liberamente fissati dall’amministrazione scolastica dallo Stato della California. Non si tratta di criteri federali. Lo Stato della California gioca a fare il buon allievo di fronte alle autorità di Washington. Si suppone che la pubblicazione della lista sia un’ operazione politica di basso livello, con la quale lo Stato della California tenta di attingere a diversi fondi federali nonché a diversi programmi dell’amministrazione federale americana elaborati per migliorare le scuole.

Impotenza e incompetenza dell’amministrazione scolastica

Se questo è il caso, si capisce allora la durezza e la violenza del provvedimento con il quale l’amministratore scolastica nella California interviene per mettere ordine nel proprio sistema. Questo atteggiamento per altro smaschera l’impotenza dell’amministrazione scolastica a risolvere problemi scottanti come quelli posti da scuole cronicamente deficitarie, che si trovano in generale in quartieri diseredati, nelle quali la maggioranza degli studenti non è di lingua materna inglese. Ci vuole altro per cambiarle. Il ricorso al pugno di ferro è un provvedimento che fa paura, che impressiona, che potrebbe anche essere efficace sul momento, ma che è molto difficile da gestire. Le scuole non si migliorano con metodi autoritari di questo tipo, ancorché, per ben cinque anni, queste scuole siano state avvertite che dovevano cambiare rotta ed hanno ricevuto diversi aiuti per trarsi d’impiccio. Chi va di mezzo in ogni modo sono i dirigenti, gli insegnanti, gli studenti e le famiglie. Il problema più complicato lo devono affrontare le famiglie, in genere appartenenti ai ceti meno abbienti, le quali saranno costrette, nel caso di una chiusura della scuola, a iscrivere i loro figli in altre scuole, con tutti i problemi di trasporto che un’organizzazione del genere implica.

 

Informazione pubblicata dal Mercury News.Com della Silicon Valley, San José, l’ 8 marzo scorso.

[1] La California ha una popolazione di circa 50 milioni di persone

[2] Charter School, ossia un modello di scuola statale che versa alla direzione della scuola il capitale equivalente al costo del funzionamento della scuola e concede alle scuola la libertà di fare quello che vogliono, di non applicare i regolamenti a condizione però di essere valutate