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"Chi va piano va sano e va lontano" : il proverbio potrebbe esemplificare bene la strategia messa in atto dai sistemi scolastici confrontati al dilagare delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Questa volta il caso è israeliano ed è segnalato dal Jerusalem Post del 2 febbraio 2013 in un articolo firmato da Danielle Ziri (per l’originale in inglese cliccare qui). Il ministero israeliano dell’istruzione ha annunciato che intende avviare col prossimo anno scolastico un esperimento in 100 scuole primarie nelle quali i manuali cartacei della quinta elementare e della sesta saranno sostituiti da quelli informatici.

In Israele si procede però con i piedi di piombo perché i manuali informatici saranno adottati solo in talune discipline e secondo determinate procedure, mentre il collega ministro dell’educazione della Corea del Sud ha annunciato già lo scorso anno che entro il 2014 tutti i manuali della scuola primaria non potranno più essere cartacei e entro il 2015 anche quelli della scuola secondaria.

Caratteristiche dell’esperimento

L’articolo del Jerusalem Post non precisa in quali scuole primarie si svolgerà l’esperimento né quali criteri sono adottati per scegliere le scuole, in particolare i criteri etnici e socio-culturali. Nondimeno vale la pena soffermarsi sulla procedura che sarà seguita per evidenziare da un lato la cautela con la quale si muove il Ministero israeliano e dall’altro le difficoltà che probabilmente incontreranno anche altri sistemi scolastici che hanno a che fare con un contesto sociale e tecnologico diverso da quello coreano, probabilmente con un livello di cultura informatica diversa del corpo insegnante.

  • I manuali informatici saranno adottati soltanto in tre materie : inglese, matematica e una terza materia a libera scelta della scuola. I manuali saranno accessibili anche in formato.pdf per permettere agli insegnanti di modificarli, di fare aggiunte, di aggiornarli.
  • In classe una parte degli alunni potranno accedere ai manuali scolastici e servirsene con i loro computer, mentre altri compagni privi di computer li utilizzeranno nell’ambito delle lezioni tradizionali durante le quali si ricorrerà al proiettore.
  • L’aspetto più interessante riguarda gli insegnanti che partecipano all’esperimento. Per loro si prevede un’adeguata formazione : 30 ore durante l’anno scolastico sull’uso dei manuali informatici e 30 ore sull’uso delle nuove tecnologie nella materia che insegnano.

 

Nell’articolo non si precisa come l’esperimento sarà valutato ma il ministro Gideon Sa’ar ha già annunciato che il passaggio ai manuali informatici sarà ineludibile e che il sistema scolastico dovrà adattarsi alla realtà che cambia. Questa sarà la musica che si suonerà ovunque nei prossimi anni all’interno dei sistemi scolastici. Si prende atto che il mondo esterno alla scuola, che i comportamenti e la cultura degli alunni e degli studenti sono cambiati e quindi si conclude che ci si deve adattare. Ogni sistema farà poi i conti con la propria infrastruttura, con la cultura degli insegnanti, con le risorse che avrà a disposizione. In ogni modo all’interno dei sistemi scolastici emerge un apparato ed una strategia appositi per fronteggiare la sfida lanciata dall’evoluzione delle TIC.