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Nel blog odierno dell’OCSE (Educationtoday del 21 gennaio 2015), un analista dell’OCSE, Alfonso Echazarra scrive un testo dedicato alla questione del miglioramento. Questo concetto è incapsulato nei desideri e nelle aspirazioni di moltissimi responsabili scolastici e politici. Quando furono pubblicati i primi risultati dell’indagine PISA nel dicembre 2002 che hanno rivelato le deludenti prestazioni degli studenti tedeschi, in Germania si è mosso qualcosa nel campo scolastico. I vari Länder si sono riuniti ed hanno deciso di prendere provvedimenti per migliorare i risultati scolastici. [1] . Ed ecco apparire sulla scena il concetto di miglioramento. La stessa cosa è successa in Svizzera, un altro paese che come la Germania ha un sistema scolastico federalistico, quindi non un unico sistema scolastico come è il caso in Italia o in Francia, ma molteplici sistemi scolastici. Ed anche qui, nonostante gli stipendi molto elevati degli insegnanti, i risultati scolastici dei quindicenni furono in media deludenti. Gli Svizzeri si aspettavano di più ed allora decisero che si doveva fare qualche cosa per migliorare i risultati dell’istruzione. Ancora una volta riappare la preoccupazione del miglioramento. L’autore del blog cita anche il Galles che ha realizzato recentemente una riforma scolastica su vasta scala allo scopo diventare un paese che nel 2015 si sarebbe trovato tra i migliori 20 al mondo per quel che riguarda le competenze in lettura. Siccome non esiste una via sicura z un solo modo per migliorare l’istruzione, l’OCSE insiste su un messaggio positivo: ogni paese può migliorare le proprie prestazioni e l’equità scolastica, per di più in modo assai veloce.

Continua l’analista:


« Questo significa che i miglioramenti dei punteggi nell’indagine PISA non sono condizionati né dalla geografia, né dalla ricchezza nazionale, né dall’eredità culturale, né dal punto di partenza per conseguire i livelli d’eccellenza secondo l’indagine PISA. Per esempio, Singapore, una città stato relativamente ricca del mondo asiatico(al secondo posto per quel che riguarda la cultura matematica dell’indagine PISA del 2012) ha migliorato il proprio punteggio medio di quattro punti ogni anno-come il Brasile, uno dei paesi più grandi dell’America Latina, dove due studenti su tre non conseguono il livello due nel test di cultura matematica. Sistemi scolastici diversi come quelli del Cile, della Germania, di Israele, dalla Malesia, del Qatar e della Romania hanno ottenuto miglioramenti significativi nei punteggi del test sulla cultura matematica in pochi anni [2].


I risultati dell’indagine PISA hanno dimostrato che si può cambiare assai rapidamente e questa è una buona notizia per i governi che si prefiggono obiettivi ambiziosi. Si guardi per esempio alla Polonia: i punteggi dei quindicenni polacchi in lettura, in matematica e scienze hanno progredito in modo spettacolare dopo la prima indagine PISA-più di 25 punti in ciascuno dei tre temi indagati-ed ora il sistema scolastico della Polonia si colloca tra i 10 migliori paesi dell’OCSE nell’indagine PISA . Anche altri paesi e sistemi scolastici hanno fatto balzi in avanti considerevoli [3].


Ci sono molte altre buone notizie: per esempio, il miglioramento dei punteggi raramente si realizza a spese dell’equità nell’istruzione. Quando un sistema scolastico consegue un miglioramento nei punteggi dei quindicenni, questo capita di solito perché il sistema scolastico è riuscito ridurre la proporzione degli studenti deboli. Per esempio, ciò è successo con i punteggi nel test di matematica nel Messico, in Tunisia e in Turchia. I sistemi scolastici di questi paesi [4] avevano un punteggio molto al di sotto della media che avevano ottenuto nel corso della loro prima partecipazione all’indagine PISA, media assai bassa imputabile soprattutto al gran numero di studenti deboli. Questo miglioramento di solito significa anche una maggiore equità dell’istruzione. Infatti, nella maggioranza dei paesi e delle economie i cui risultati nel test di matematica sono migliorati nel corso degli anni, la relazione tra studenti con un debole background socioeconomico e le prestazioni in matematica si sono indebolite e non si sono affatto rafforzate.


L’indagine PISA si rivela dunque essere uno strumento utile non solo per misurare le conoscenze degli studenti ma anche i progressi economici di molti paesi [5] con la promozione dell’eccellenza e dell’equità nell’istruzione. Ciò che fa la differenza tra sistemi scolastici si rivela essere la loro aspirazione al miglioramento e non il desiderio di entrare nel gruppo di testa della classe".

[1] ndr.: Il ministero federale dell’istruzione a Berlino non ha nessuna competenza per quel che riguarda la scuola dell’obbligo

[2] ndr.: Non si sa se ciò sia dovuto ad una maggiore pressione delle autorità scolastiche sulle scuole e sugli insegnanti oppure ad un effettivo miglioramento generale dell’insegnamento della matematica. Gli analisti di PISA ritengono che il progresso sia dovuto ad un miglioramento dell’insegnamento ma ciò resta da dimostrare

[3] ndr.: Non si citano qui questi sistemi scolastici come invece lo si fa nel blog perché questo tipo di confronto è alquanto azzardato come lo è del resto il punteggio medio conseguito dal sistema scolastico polacco che è stato stravolto dopo la caduta del muro di Berlino

[4] ndr.:Alla fine dell’obbligo scolastico

[5] ndr.: L’ autore del blog fa qui un collegamento assai osato tra punteggi nelle prove strutturate PISA e progresso economico