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 Una notizia che può interessare alquanto gli operatori scolastici in Italia per un confronto tra spesa per l’istruzione in Italia e in Francia, due sistemi scolastici assai simili in due paesi che hanno pressapoco lo stesso numero di popolazione. Dunque il confronto lo si può fare.

La DEPP , ossia la Direzione della valutazione, della prospettiva e dei risultati [1] del Ministero dell’Istruzione pubblica [2] , tipo di direzione che non esiste al MIUR, ha pubblicato i costi del sistema scolastico francese del 2013 nel bollettino No. 37 del 2014. ( si accede al sito della DEPP cliccando qui ma facendo attenzione al fatto che il sito è in francese ). Il totale della spesa si riferisce sia al servizio pubblico statale che alla scuola privata o paritaria che dir si voglia.

Il sito francese l’Expresso commenta i dati sulla spesa nel modo seguente (traduzione libera e parziale in italiano):

Soltanto l’ insegnamento primario se la cava. La ripartizione delle spese riflette la gerarchia ufficiosa del sistema scolastico. Uno studente costa in media € 11.540, un liceale € 10.800, lo studente della scuola media € 240 e un alunno dell’ insegnamento primario € 220. Se si considera l’evoluzione delle spese per istruzione dopo il 2006, soltanto insegnamento primario progredisce: si è passati dal 6,8% del PIL per insegnamento primario al 6,85% del Pil nel 2013. Si è ben lungi dal 7,4% del 2000 o dal 7,2% del 2009 non c’è nessun dubbio materia: si spende meno per la scuola, gradualmente, lentamente, ma in modo sicuro. Da questo punto di vista si può affermare che la Francia non segue affatto le indicazioni dell’OCSE. La spesa interiore per l’istruzione si ripartisce nel modo seguente: 

il 29,é% per la scuola per l’infanzia e l’insegnamento primario;

il 39% per l’insegnamento secondario;

il 19,8 % per le università e l’insegnamento superiore;

il 12% per la formazione continua

 

Il 75% della spesa statale per il servizio scolastico è assorbito dagli stipendi. Quindi un buon quarto della spesa per l’istruzione in Francia è utilizzato per altre risorse scolastiche. La differenza con l’Italia su questo punto è colossale perché in Italia più del 90% della spesa statale per l’istruzione va in stipendi.

In totale la Francia spende 144,8 miliardi di euro per l’istruzione

Il principale cambiamento risiede altrove. Poco per volta i rapporti si ribaltano tra Stato e enti locali. Lo Stato centrale assumeva il 61% della spesa per istruzione nel 2006. Nel 2013, questa parte è calata ed è del 56%. Gli enti locali contribuiscono con il 25% alla spesa per l’istruzione mentre nel 2006, ossia non molti anni fa, questa parte era solo del 22%. Non c’è dubbio, gli enti locali poco per volta in Francia stanno prendendo la parte del leone nella spesa per l’ istruzione. A questo riguardo, si potrebbe dire che ci sta assistendo ad una progressiva decentralizzazione del sistema scolastico francese tanto più che il numero delle regioni il prossimo anno passerà da 20 a 13. Poco per volta, le regioni stanno diventando l’attore principale della spesa pubblica per l’istruzione in Francia E i rettorati che rappresentano finora nella periferia lo Stato francese come in Italia lo sono le direzioni regionali per l’istruzione stanno perdendo il controllo delle attività scolastiche.

[1] .: Acronimo in francese : Direction de l’évaluation, de la prospective et de la performance

[2] ndr.: In francese Ministère de l’Education Nationale