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In tre sistemi scolastici si appronta quasi in simultanea una riforma dell’insegnamento liceale: Svezia, Francia e Italia. Vale la pena comparare i programmi per chiedersi se la cultura liceale odierna o di domani sarà ancora quella ottocentesca, con tanto di latino e greco, e per interrogarsi su un insegnamento di massa equo, il che non vuol dire uguale per tutti, ma quanto meno giusto, in funzione dapprima delle caratteristiche personali di ogni allievo e dei compiti che si devono assolvere in una comunità (ma possiamo anche genericamente dire nella società, se quest’ultimo termine è più facilmente digeribile). Per altro, la riforma del liceo (della selezione, dei curricoli) ha ripercussioni immediate sull’insegnamento e l’organizzazione delle università e dell’insegnamento superiore. La riforma del liceo non può non fare i conti con quanto viene dopo, ossia con la rappresentazione che ci si fa dell’università, della sua funzione e dei suoi privilegi.

 

Il progetto francese:  documento Descoings;

Il progetto svedese: cliccare qui