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Nel corso degli anni 80 in Francia i governi avevano preso la decisione di licealizzare tutta la formazione secondaria superiore. Lo slogan allora in voga lanciato dal ministro socialista Pierre Chevènement fu "alla maturità l’80% di una classe d’età".

Adesso la Francia fa i conti con questa politica. Già nei primi indicatori internazionali comparati prodotti dell’OCSE agli inizi degli anni 90 la Francia era uno dei paesi con la proporzione più alta di giovani disoccupati e con una fortissima dispersione scolastica. Questa situazione non è cambiata fino ad ora. L’Italia che ha adottato lo stesso modello della Francia e si trova in condizioni analoghe.

Adesso in Francia si cambia rotta . Non più una porta privilegiata d’entrata nel mondo del lavoro come la la maturità ma anche il diploma professionale che in Francia si chiama CAP, acronimo che sta per "Certificato d’attitudine professionale". Il CAP ritorna di moda tra i responsabili delle politiche scolastiche.

Il numero di febbraio 2013 della "Rivista francese di pedagogia" è dedicato alla storia di questo diploma, all’articolazione assai strana tra sistema scolastico e mondo professionale (cliccare qui per ottenere l’indice degi articoli di questo numero). Questo certificato delle qualifiche operaie ha fruito di buona fama fino agli anni 70 e poi è diventato una "pattumiera" con l’avvento della cosidetta massificazione dell’istruzione. Adesso lo si vuole rivalutare ma gli insegnanti non ci stanno, non capiscono perché su debba fare marcia indietro (almeno nella loro testa).