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Dal servizio scolastico della BBC. Articolo di Sean Coughlan messo in linea il 4 novembre 2015. L’originale in inglese può essere scaricato con un clic qui

Riproduzione parziale con commenti. Testo tradotto in italiano in modo libero.

Scuole del XXI secolo

Le scuole nel corso del XXI secolo non saranno più come quelle del XX secolo. Il cambiamento è ineluttabile e prenderà un secolo circa. Talune politiche scolastiche sapranno anticiparlo, altre saranno in ritardo. 

La tendenza vincente che caratterizzerà la forma della scuola di base del XXI secolo sembra potrebbe essere la seguente: scuole autonome e indipendenti ( tipo le "Accademies" britanniche o le "Charter Schools" negli USA) e combinazione di insegnamento in classe e insegnamento virtuale (a distanza) che è una modalità molto flessibile e libera di apprendimento offerta dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Numerose valutazioni sono in corso negli USA per appurare la validità di questa impostazione dal punto di vista degli apprendimenti. Finora sembra che tutte le forme di insegnamento a distanza o di insegnamento virtuale siano meno efficaci almeno per quanto riguarda la cultura matematica e la lettura delle forme convenzionali di istruzione in una classe con altri discenti più o meno della stessa età. resta conclusione va contro-corrente perché in generale si ritiene che l’insegnamento cibernetica sia migliore di quello tradizionale.

 

L’indagine "National Study of Online Charter Schools" pubblicata negli USA il 27 ottobre scorso ( cliccare qui per la versione in inglese originale).è stata svolta da tre centri di ricerca scientifici indipendenti l’uno dall’altro e comprende tre volumi distinti. Il primo volume è stato prodotto dal centro "Mathematica Policy Research", il secondo dal Centro"Reinventing Public Education"  [1] dell’Università di Washington, il terzo dal Centro "Research on Education Outcomes" [2] dell’Università di Standford.

 

Risultati essenziali

 

Mathematica ha esaminato 200 Charter Schools virtuali distribuite su tutto il territorio degli USA frequentate grosso modo da 200 000 studenti. Non una bazzecola dunque.Nell’insieme si trovano scuole elementari, scuole medie e licei.

  • La modalità principale di apprendimento è l’apprendimento casa da soli, indipendente. Il 33% delle scuole Charter Online non fornisce neppure nessun ausilio esterno per rompere l’isolamento dei discenti.
  • Ovviamente, in genere le scuole Charter Online forniscono meno occasioni di interazioni con un insegnante nel corso di una settimana che non le scuole tradizionali. La percentuale di contatti in una settimana è inferiore al tempo di interazione in un giorno nelle scuole tradizionali.
  • Il mantenimento delle motivazioni dei discenti in questo contesto di deboli interazioni con un insegnante è la sfida maggiore per le scuole Charter. Online
  • Le Charter Schools Online puntano molto sulla co-operazione delle famiglie forse per compensare la debole interazione con gli insegnanti.

I contatti con gli insegnanti sono molto deboli ovunque e in ogni tipo di scuola Charter virtuale.Quest’aspetto preoccupa molto e suscita dubbi sulla capacità delle scuole Charter virtuali a promuovere un apprendimento efficace.

Informazioni sull’ indagine di Mathematica possono essere richieste a Jennifer de Vallance (jdevallance@mathematica-mpr.com]].

 

Nel secondo volume realizzato dal CPER (Università di Washington) si esaminano le condizioni nelle quali le Charter schools operano. L’indagine ha permesso di identificare tutta una serie di svantaggi che determinano la forma delle scuole virtuali quando queste si sposano con le scuole Charter. Le condizioni di funzionamento delle scuole Charter negli USA oggigiorno determinano pure le modalità di funzionamento e l’efficacia delle scuole virtuali quando l’insegnamento virtuale è incluso nell’offerta delle scuole Charter. Tra i fattori che modellano le scuole virtuali nelle scuole Charter online l’indagine enumera i seguenti:

  • le condizioni di ammissione che impediscono alle scuole di selezionare gli studenti che con ogni probabilità riuscirebbero bene nelle scuole virtuali;
  • I criteri di autorizzazione delle scuole Charter che non sono adatti per regolare le scuole virtuali;
  • le modalità di finanziamento delle scuole Charter che precludono il finanziamento sulla base dei risultati. 

 

Il documento raccomanda che le scuole virtuali non siano solo un appannaggio delle scuole Charter e che sarebbe auspicabile prevedere un finanziamento apposito per le scuole virtuali .

Informazioni sull’indagine del CPER possono essere richieste a Debra Witt ( debbritt@uw.edu) .

 

Nel terzo volume , opera dell’Università di Stanford e segnatamente del CREDO, centro di indagine ben noto, si forniscono dati esaurienti sulle relazioni tra il profilo degli studenti ammessi nelle Charter Schools e il progresso scolastico degli studenti negli apprendimenti. E’ in questo documento che si trova l’affermazione che ha suscitato il maggiore scalpore, ossia che l’insegnamento tradizionale rende di più che non l’insegnamento virtuale. Con un insegnante in carne e ossa si apprende meglio e di più.

Nonostante lo sfarzo on cui si presenta l’insegnamento virtuale, questo non sconfigge l’insegnamento tradizionale. In matematica la sconfitta dell’insegnamento virtuale è bruciante: gli studenti che seguono un insegnamento virtuale perdono quasi un intero anno scolastico rispetto agli studenti dell’insegnamento tradizionale. Lo comproverebbero le tre indagini indipendentemente l’una dall’altra . Le scuole in linea non sono in genere molto numerose e affascinano. Si persiste a credere che siano migliori delle classi tradizionali, che rappresentano un’alternativa credibile e efficace, che rappresentano un pericolo mortale per l’insegnamento tradizionale. Allo stato vigente cioè non sembra vero. Pero`la crescita delle scuole charter in linea è impressionante:nel 2012-2013 erano frequentate da 65000 studenti e nel 2015 da 200 000. SI tratta di scuole che appartengono al servizio scolastico pubblico. Non ci sono rette da pagare. L’i’iscrizione è gratuita perché alle scuole Charter lo Stato versa l’equivalente del costo pro capite di uno studente nelle scuole tradizionali. Siccome non ci sono limiti fisici, le scuole virtuali possono crescere molto in fretta. 

Ma questo risultato non è nemmeno l’aspetto più significativo. La sfida maggiore per l’insegnamento virtuale e per le scuole cibernetica  [3] è la motivazione dei discenti: mantenere motivati gli studenti per un corso completo, fino alla fine del corso è davvero un obiettivo difficile per le scuole Charter virtuali.

Le scuole virtuali scommettono molto sulla capacità degli studenti a determinare il ritmo d’apprendimento e a pilotare la configurazione di quanto si impara, ossia speculano molto sull’auto-apprendimento. Orbene, questa competenza non è comune a tutti, non invoglia tutti allo stesso modo. Quando il contatto reale con un insegnante nel corso di una settimana nelle scuole cibernetica è pari al tempo che un insegnante dedica a uno studente in un giorno nelle classi tradizionali non c’è da meravigliarsi se le scuole virtuali incontrano difficoltà enormi a mantenere viva la motivazione dei discenti. Nelle scuole cibernetische il numero di studenti per insegnante è enorme ( si giunge anche a un insegnante per 10000 studenti) ed è quindi impossibile seguire in queste condizioni passo a passo ogni studente come avviene spesso nelle scuole tradizionali anche laddove le classi sono numerose. 

 

Informazioni sull’indagine di CREDO possono essere richieste a Meg Cotter Mazzola ( mcotter@stanford.edu).

 

 

 

 

[1] Acronimo CRPE

[2] Acronimo CREDO

[3] Si chiamano anche "cyber schools"