Version imprimable de cet article Version imprimable

Il sito della Banca Mondiale dedicato alle TIC nelle scuole informa che le TIC si stanno diffondendo a macchia d’olio nei sistemi scolastici : gli investimenti strategici si moltiplicano con l’obiettivo di assegnare ad ogni studente un computer portatile. La dimensione del fenomeno è tale da permettere osservazioni su larga scala di come stia cambiando l’insegnamento e la scolarizzazione. Il caso più noto è quello dell’Uruguay, ma si possono aggiungere il Portogallo, il Perù, la Corea del Sud, lo stato USA del Maine. Queste esperienze coinvolgono migliaia di scuole e di studenti. Ci sono governi che non esitano ad effettuare investimenti strategici colossali. L’ultimo caso noto è quello della Turchia con il progetto FATIH che prevede la distribuzione nelle scuole di 11 milioni di tavolette e di di 450000 lavagne interattive . Ognuna di queste esperienze trae profitto dalle precedenti e corregge i difetti delle iniziative anteriori. Quindi la prima lezione da trarre è quella di pianificare esperienze su vasta scala, di avere il coraggio di sbagliare, di essere in grado di correggerle. Non bastano mini-progetti con 30 o 100 scuole.

 

L’acronimo FATIH in turco significa"Fırsatları Artırma ve Teknolojiyi İyileştirme Hareketi"ossia "Movimento per migliorare le opportunità e la tecnologia".L’acronimo richiama espressamente il nome del sultano Fatih Sultan Mehmet che ha conquistato Istanbul nel 1453. Il simbolismo è fortissimo. Del resto il primo ministro turco [1Recep Tayyip Erdoğan ha fatto l’associazione al momento del lancio del progetto quando ha affermato che con la conquista di Istanbul, il sultano ha chiuso il medioevo ed ha inaugurato una nuova epoca. Con il progetto FATIH si chiude un’epoca oscura dell’istruzione scolastica ed inizia una nuova epoca, quella della scolarizzazione tecnologica.

[1] Nota per l’Italia: in Turchia è il primo ministro che prende la testa della riforma e non il ministro dell’istruzione.