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Il DfES, ossia il Ministero inglese dell’istruzione, secondo una notizia di BBC News dell’8 marzo 2007 sembra abbia l’intenzione di ricuperare una parte delle somme che le scuole non spendono o risparmiano durante l’anno scolastico.

Il Ministero ritiene che il totale dell’importo non speso dalle scuole ammonti all’incirca a 1,5 miliardi di £ ( pari a più di 2,2 miliardi di Euro) ed il Ministero vorrebbe ricuperarne almeno il 5% ogni anno ( ossia cirtca 110 milioni di Euro). Queste somme, non indifferenbti, sono depositate nei conti bancari delle scuole. Il totale è il risultato dei risparmi effettuati in questi ultimi anni. Ci sono in Inghilterra circa 23000 scuole.

I fondi versati alle scuole in nome dell’autonomia finanziaria e non spesi potrebbero esserre utilizzati altrimenti per l’istruzione invece di essere lasciati nei conti bancari delle singole scuole. Questa la posizione del Ministero. L’intenzione del Ministero di prelevare il 5% dei risparmi delle scuole, di ricuperare cioè una parte delle somme non spese per ricliclarli diversamente è ovviamente contestata dall’Associazione delle scuole e dei presidi.

Questa notizia illustra quanto sia difficle gestire un sistema scolastico imperniato sull’autonomia delle scuole. L’autonomia presuppone modalità complesse di regolazione dei rapporti tra i vari livelli decisionali ed anche quando si pensa di avere tutto previsto o quasi, si scopre che c’è sempre qualche scappatoia generatrice di nuovi problemi. Il modello inglese impostato sull’alleanza tra livello amministrativo centrale e scuole ha le sue pecche. I livelli intermedi, come per esempio le «Local Education Authorities», sono stati indeboliti e questa situazione genera un nuovo tipo di problemi, imprevisti, inattesi.

Va pure notato che l’autonomia finanziaria delle scuole inglesi non è eccessiva e non è comparabile a quella delle Charter Schools americane, ossia le scuole statali date in appalto, che ricevono una somma pari alla totalità del costo di funzionamento della scuola, somma che le scuole gestiscono liberamente.

L’autonomia scolastica italiana non contempla un’autonomia finanziaria e quindi una situazione paradossale come questa venuta ora a galla in Inghilterra, in Italia, forse, non c’ è. Ma c’è qualcuno che in Italia si è interessato dei conti in banca delle scuole?