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Traduzione e adattamento di un comunicato stampa del Ministero USA dell’educazione [1], del 6 aprile 2010

 

350 milioni di US$ per creare una nuova generazione di test



Il segretario di Stato per l’istruzione Arne Duncan [2] del governo federale americano ha stanziato, nell’ambito del programma intitolato "Race to the Top" (la corsa al primato oppure la gara per il primato) 350 milioni di dollari che sarranno assegnati al consorzio di Stati che ha vinto la competizione sulla base di criteri molteplici per ricevere i contributi federali messi a disposizione per migliorare le scuole per sviluppare e di applicare una nuova generazione di test e nuove modalità di valutazione [3].

Questa decisione rappresenta una pietra miliare del programma "Race to the Top". L’esigenza di disporre di nuove modalità di valutazione è ritenuta da tutta la comunità scientifica che si occupa di valutazione nonché dai responsabili della scuola una necessità urgente per pilotare in modo più adeguato e oculato il sistema scolastico. Dopo cinquant’anni di valutazione su larga scala si sono accumulate a sufficienza una massa di conoscenze sia sui limiti insiti nelle modalità di valutazione esterna applicate su larga scala con test a scelta multipla sia sulle conseguenze prodotte dal ricorso sistematico a questo tipo di valutazione sul comportamento degli insegnanti e degli allievi, nonché sulle ripercussioni riguardanti l’impostazione dei programmi di insegnamento. Nonostante il perfezionamento impressionante delle metodologie di valutazione nel corso di questo mezzo secolo, non si è riusciti sinora a disporre di un arsenale di test che forniscono informazioni attendibili sui risultati scolastici senza penalizzare né gli insegnanti né gli allievi. In altri termini, non si dispone ancora di test o prove strutturate da usare su vasta scala e con finalità comparate che permettano sia di misurare quanto si acquisisce a scuola, ovverosia la produttività del sistema scolastico, sia di fornire informazioni al servizio dell’apprendimento, per l’apprendimento, agli insegnanti, ai dirigenti scolastici, agli studenti e alle famiglie.

Oggigiorno, in tutte le sedi che si occupano di valutazione dell’istruzione e della scuola, si ammette che esiste la necessità di disporre di valutazioni che siano valide di per sé [4] e utili agli apprendimenti, che forniscano cioè informazioni accurate su quanto fanno gli studenti e su quello che sanno fare, che offrano punti di riferimento precisi su quel che si sa e non si sa dal punto di vista scolastico, ovverosia su come ci si situa rispetto a una serie di standard. Questi test dovrebbe consentire a ogni studente di capire a che punto si trova nel suo percorso scolastico, di conoscere le proprie competenze, i propri punti di forza e i propri punti deboli quando arriva alla fine dell’insegnamento secondario di secondo grado, ovverosia quando, nel sistema scolastico americano, lo studente deve decidere se indirizzarsi verso l’università oppure entrare nel mondo del lavoro.

"Molti Stati fanno da battipista per esempio con l’adozione di nuovi standard il cui scopo è quello di garantire che gli studenti acquisiscano un bagaglio necessario per seguire con successo corsi universitari oppure per iniziare un’attività professionale" ha affermato il ministro dell’educazione federale Arne Duncan. "Per realizzare compiutamente quest’obiettivo, gli Stati devono però dotarsi di nuovi tipi di valutazione e di prove strutturate che misurino un ventaglio più ampio di conoscenze e capacità". I test applicati oggigiorno, per quanto ben costruiti [5] non rendono giustizia a tutto il lavoro che si svolge nelle scuole, a quanto si apprende andando nelle scuole, così come sono tuttora. Questa affermazione corrisponde a una ammissione ufficiale delle carenze del sistema di valutazione da parte dell’apparato statale americano che in questi ultimi decenni ha fatto sponda sulle prove strutturate per pilotare la politica scolastica. 

Criteri per impostare nuovi test

I consiglieri del ministro dell’educazione hanno stabilito che la somma stanziata dovrebbe servire a creare valutazioni che:


- misurino standard rigorosi, globalmente competitivi, nonché simili in tutti gli Stati membri del consorzio;


- producano informazioni accurate su quanto gli studenti sanno o riescono a fare, sia per quanto riguarda il conseguimento degli standard che i progressi da un anno all’altro;


- riflettano e sostengano buone pratiche di insegnamento in modo tale da ispirare un insegnamento di qualità;


- includano tutti gli studenti, compresi coloro che non sanno l’inglese o lo conoscono a mala pena [6] nonché gli studenti disabili (queste due categorie di studenti, in molti stati americani, erano esclusi dalle prove strutturate e dalle valutazioni, falsando quindi i punteggi globali al momento della comparazione tra Stati);


- presentino i risultati dei test a tutti coloro che sono interessati a conoscerli -studenti, genitori, insegnanti, dirigenti, responsabili politici- in modo chiaro, utile, comprensibile e utilizzabile.

Inoltre, il dipartimento federale americano non solo si è limitato a sussidiare lo sviluppo di una nuova generazione di test su vasta scala che sostituiscano i testi in vigore, ma ha pure stanziato 30 milioni di dollari dei 350 milioni per migliorare la qualità dei test che si usano nell’insegnamento secondario di secondo grado. È noto che i test usati nell’insegnamento secondario di secondo grado non sono di buona qualità, per cui si propende a evitare di valutare su vasta scala in maniera approfondita gli studenti degli ultimi anni dell’insegnamento secondario di secondo grado. Questi nuovi test dovrebbero permettere ai licei e agli istituti tecnici e professionali [7] di migliorare gli sforzi intrapresi per promuovere l’accesso a un ventaglio più ampio e quindi più diversificato di corsi di qualità che offrano agli studenti la possibilità di apprendimenti diversificati e di qualità, ovverosia molteplici opzioni, sia nell’ambito accademico che in quello tecnico professionale.

 

Realizzazione del programma

Per realizzare questo programma, il ministero federale americano ha organizzato 10 riunioni a Boston, Atalanta, Denvers, Baltimora e Washington D.C.. Poiché la questione è da un punto di vista metodologico e tecnico molto complessa e poiché su queste questioni esiste un insieme rilevante di conoscenze nonché una comunità scientifica di valutatori di altissimo livello, il ministero ha sollecitato il parere di più di 40 esperti e ricercatori. L’operazione è dunque già in corso perché è ritenuta urgente. Per l’amministrazione Obama si tratta di prendere le distanze dal programma "No Child Left Behind" [8] che aveva fatto perno sulla valutazione per migliorare le scuole e per stanziare la manna federale agli Stati [9].

Il dibattito scientifico e politico sulla valutazione esterna su vasta scala, sull’uso dei risultati scolastici, sulle conseguenze di un ricorso sistematico alle prove strutturate per valutare le scuole, per premiarle, per incitarle ad adottare buone pratiche è stato in questi ultimi anni molto vivace negli Stati Uniti. L’iniziativa promossa ora dall’amministrazione federale americana è quindi una risposta positiva a questo dibattito, non nasce dal nulla, recupera un patrimonio di scambi e di analisi sulla valutazione estremamente denso di stimoli e di grande qualità scientifica.

[1] Non si chiama così ma per semplificare la comparazione con l’Italia si usa il termine Ministero. Il titolo esatto è "Department of Education"

[2] Che ha funzione di ministro, benché il termine non è utilizzato perché negli USA vige un sistema federalista e gli Stati della federazione sono autonomi in materia di istruzione e formazione

[3] Per l’intero programma il presidente Obama ha dotato il programma di 4,35 miliardi di dollari. Questa somma non è distribuita a pioggia tra i cinquanta stati ma va in priorità agli Stati che rispettano tutta una serie di criteri educativi ponderati in modo tale da conseguire un totale massimo di 500 punti

[4] Ossia che siano sicure da un punto di visto metodologico e organizzativo, il che non è purtroppo ovunque il caso come si è potuto constatare sia in Italia che in Francia e negli USA

[5] Non tutti ma ce ne sono di quelli ben concepiti

[6] Gli studenti immigrati oppure quelli delle minoranze etniche

[7] Terminologia italiana

[8] Svolgere a questo riguardo una ricerca in questo sito con l’acronimo NCLB

[9] Per esempio a tutte le scuole era stato imposto un ruolino di marcia da seguire anno dopo anno per conseguire entro il 2014 almeno la media dei punteggi nazionali in inglese e matematica. Le scuole non in grado di tenere il passo imposto dalle autorità federali dovevano essere inquadrate e controllate. Un programma del genere presuppone una cieca fiducia nella bontà delle valutazioni esterne su vasta scala