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Classi senza voti non solo nelle elementari ma anche nelle medie. Se ne parla in diversi servizi scolastici, talora da anni. Il dibattito è quasi assente in Italia dover forse si danno per scontati i voti assegnati dagli insegnanti.

In taluni casi si pensa che l’abrogazione dei voti potrebbe perfino essere un’alternativa ai test internazionali comparati che invece sono concepiti per altri scopi tranne che nei sistemi scolastici dove non si aveva nessuna pallida idea della qualità dell’istruzione impartita nelle scuole, statali o private che siano.

L’esperienza dell’abrogazione su vasta scala dei voti è stata tentata in Francia nel provveditorato di Poitiers. Ne parla il sito l’Expresso (cliccare qui per accedere all’articolo in francese). Risultati poco convincenti, in ogni modo, non spettacolari. L’assenza di voti non cambia i comportamenti degli studenti né il clima delle classi. Taluni studenti vivono la situazione con soddisfazione, altri invece preferiscono i voti. 

Alcuni anni fa, a Ginevra, il corpo elettorale è stato chiamato alle urne per votare se abolire o meno i voti nella scuola elementare e l’esito delle urne fu una sonora sconfitta del gruppo che rivendicava l’abolizione dei voti sulla base di ricerche scientifiche e di teorie didattiche alternative ed alla cui testa c’era un noto pedagogista della locale università. 

Nel sistema scolastico in vigore, con voti o senza voti nella scuola elementare o nella scuola media, nulla cambia a quanto sembra. Questa è la conclusione dell’esperienza di Poitiers. La valutazione in classe , i voti assegnati dagli insegnanti non sono uno stimolo per apprendere di più o meglio .

Si sa che lo stesso effetto è generato dal rischio della bocciatura o della ripetenza dell’anno scolastico. Quando tutti gli insegnanti e tutte le autorità scolastiche avranno capito che la valutazione nell’apparato scolastico attuale non genera miglioramenti sostanziali degli apprendimenti e non aiuta gli studenti in difficoltà, forse si aprirà uno spiraglio per modificare l’istruzione e l’insegnamento, ma questo per ora è un sogno.