Presentazione del bilancio tratto in Francia dal Consiglio Superiore dell’Educazione della riforma scolastica votata nel 2005 detta dello zoccolo comune delle conoscenze e delle competenze.

Version imprimable de cet article Version imprimable

Un alibi o una grande causa?

Bilancio fallimentare almeno finora della riforma scolastica adottata per realizzare la giustizia sociale di fronte all’istruzione, per eliminare le discriminazioni sociali nella scolarizzazione, per attuare non solo sulla carta il diritto all’istruzione e per conseguire un livello minimo comune di conoscenze e competenze alla fine della scolarità. Questi nobili principi che in Francia derivano in linea diretta dalle funzioni riconosciute alla Repubblica, non attecchiscono nel sistema scolastico. L’opposizione, più larvata che esplicita, è forte anche tra gli insegnanti e tra gli intellettuali. La resistenza deriva da una concezione del tutto diversa della scuola, della sua funzione, della sua organizzazione e del suo funzionamento.

Come volevasi dimostrare

Il Consiglio superiore dell’educazione in Francia ha appena prodotto una perizia nella quale si denunciano gravi inadempienze della politica scolastica che si era prefissa. come un punto d’onore, di imporre a tutte le scuole di far sì che tutti gli studenti, alla fine della scuola dell’obbligo scolastico, fossero in possesso di uno zoccolo comune a tutti di conoscenze e di competenze, ossia di un bagaglio essenziale di strumenti intellettuali e culturali mediante l’adozione di una pedagogia di stampo nuovo che coniugasse l’insegnamento disciplinare e l’acquisizione di competenze ritenute fondamentali per cavarsela nelle società contemporanee e soprattutto nelle società democratiche. Le autorità francesi si illudevano che fosse possibile con questa riforma preservare la tradizione intellettuale dell’insegnamento in Francia e adottare nel contempo la pedagogia delle competenze promossa anche dall’Unione Europea. La legge sullo zoccolo comune fu votata nel 2005 per cui è giunta l’ora di effettuare un bilancio e questo bilancio è negativo.

Per il Consiglio superiore dell’Educazione [1] , ente nominato dal ministero della Pubblica Istruzione, lo zoccolo comune delle conoscenze e delle competenze non ha attecchito nel sistema scolastico francese, non è nemmeno entrato dalla porta. E’ rimasto sulla soglia, al suolo e men che meno potrà entrare dalle finestre più alte del sistema scolastico. Questa è la metafora usata dal Consiglio. Si è quindi al livello zero della realizzazione dello zoccolo comune.

Un fallimento

La pedagogia dello zoccolo comune delle conoscenze e delle competenze è naufragata o sta naufragando proprio come la nave da crociera Costa davanti all’isola del Giglio.

Lo riconosce il documento pubblicato alla fine del 2011 dal Consiglio Superiore dell’Istruzione, un ente notoriamente serio che formula di solito giudizi assai ponderati. Il documento, in francese, è allegato.

Quant’acqua dovrà passare ancora sotto i ponti della Senna ci si può chiedere prima di vedere applicata in Francia in tutte le scuole dell’obbligo la pedagogia delle competenze ? Sono ormai passati sette anni dalla legge 2005 che prevedeva, con grande magnanimità, di non rilasciare nessun studente dalla scuola dell’obbligo senza un bagaglio minimo di competenze e conoscenze, per l’appunto senza che lo zoccolo comune di competenze fosse acquisito da tutti, nessun escluso, ma finora la legge è rimasta lettera morta. Anche in Francia la realtà prevale sulle leggi e sui decreti, soprattutto se sono avventati e frutto di atteggiamenti dottrinari. Magari ci vogliono anche questi, ma il passo da compiere per connettere la dottrina alla realtà scolastica è davvero considerevole. In altri termini non si comanda alla realtà, questa non può essere modellata a piacimento. La scuola resiste allo zoccolo comune. Questa è la nuda e cruda verità denunciata nel documento prodotto dall’HCE.

Non tutto è filato liscio ma però qualcosa di buono c’è

Il parere del’HCE non è del tutto negativo. Il Consiglio attira tra l’altro l’attenzione sui progressi compiuti come per esempio sulla creazione di strumenti di supporto per gli insegnanti oppure sulla realizzazione del libretto scolastico personale delle competenze [2] che però è risultato per finire un ibrido, un oggetto strano perché l’applicazione burocratica che ne è fatta lo rende inservibile e soprattutto impedisce di catalogarlo : da un lato c’è l’aspetto positivo che deriva dal fatto di essere uno strumento di sostegno dello zoccolo e dall’altro la facciata negativa connessa all’uso che se ne fa per sabotare lo zoccolo comune [3].

Verdetto spietato dal terreno della scuola


Il documento esprime un giudizio spietato : lo zoccolo comune è ben lungi dall’aver attecchito nel sistema scolastico francese. Il Consiglio superiore dell’educazione afferma che "l’istituzione scolastica e i suoi rappresentanti a tutti i livelli, in particolare gli ispettori, dovrebbero tenere un discorso coerente che inciti gli insegnanti ad operare nella direzione dello zoccolo comune ". Orbene, si è ben lungi da una situazione del genere. L’esempio viene dall’alto per il Consiglio. Il documento denuncia per esempio come opera di sabotaggio "l’adozione precoce dell’alternanza chiamata pre-apprendistato " [4]. Quest’ultima decisione è stata molto avversata dei sindacati degli insegnanti che adesso sottolineano con soddisfazione il parere del Consiglio superiore dell’educazione, parere però che ha poco a che fare con la realizzazione dello zoccolo comune di conoscenze e competenze perché, come lo si può osservare in altri sistemi scolastici come quello elvetico o quello germanico, lo zoccolo comune di competenze e conoscenze può essere attuato anche nell’apprendistato. Un anno in più o in meno di scuola a tempo pieno per certe categorie di studenti non cambia gran che.

Nel parere del consiglio superiore dell’educazione traspira una concezione unitaria della scuola media come se uguaglianza ed uniformità andassero di pari passo. Nel parere ci sono però anche osservazioni molto pertinenti come per esempio la seguente : "la riforma rappresentata dallo zoccolo comune sarebbe inefficace se si riducesse semplicemente a spuntare in modo frettoloso prima del consiglio di classe alcune caselle del libretto personale delle competenze ". È purtroppo quanto succede nella maggior parte delle scuole medie. Lo zoccolo comune di competenze si è ridotto ad essere una specie di zavorra burocratica, un obbligo sopportato malvolentieri che si esplica all’ultimo minuto. In questo modo si distrugge completamente l’idea che ne era alla base che mirava a far sì che tutti gli studenti prima della fine della scuola dell’obbligo acquisissero un bagaglio minimo di competenze di base.

Quale futuro per lo zoccolo ?

Il Consiglio superiore dell’educazione pensa che la soluzione per impiantare nel sistema scolastico il principio di uno zoccolo comune a tutti e quindi per concepire una progressione di pratiche, insegnamenti e comportamenti che consenta di arrivare a questo risultato, risieda nella formazione degli insegnanti e soprattutto nella formazione iniziale. "Lo zoccolo comune deve fare parte delle priorità della formazione iniziale del personale insegnante e di tutto il personale scolastico come pure dei dirigenti scolastici". Purtroppo sappiamo che la formazione degli insegnanti non è all’altezza di questa sfida anche perché sia in Francia che in Italia ha subito in questi ultimi tempi tagli considerevoli senza modifiche sostanziali.

Sette anni dopo la legge del 2005 che imponeva lo zoccolo comune questo è diventato in Francia un monumento ai morti. Come dice il sito francese " Le Café Pédagogique" del 25 gennaio 2012 un simile risultato è "il frutto di improbabili amori tra partigiani sinceri della democratizzazione della scuola e adepti del pilotaggio dell’insegnamento con la valutazione. Anzi non è il frutto dei loro amori ma il risultato di un equivoco", di una commedia o di uno spettacolo di music hall, aggiungiamo noi, che non fa più ridere nessuno.

Per ora, lo zoccolo comune di conoscenze e di competenza resta una bella idea, una sfida ed anche la prova di una riforma scolastica fallita. Purtroppo, in Francia, come probabilmente anche altrove, ci si limita a lanciare anatemi tra partigiani ed avversari di riforme di questp tipo, come se l’opposizione politica una volta al potere fosse in grado di riuscire la riforma dell’insegnamento, dei curricoli, della scuola senza nessuna analisi approfondita delle condizioni e dei fattori da rispettare ed applicare per una trasformazione profonda, da capo a piedi, del sistema scolastico e dell’insegnamento.

 

 

[1] Haut Conseil de l’Education, acronimo HCE

[2] Noto con l’acronimo LPC

[3] Sullo zoccolo comune delle conoscenze e delle competenze ci sono moltissimi articoli in italiano nel sito dell’ADI. Basta svolgere una ricerca nel sito con il sintagma "zoccolo comune"

[4] Ossia il provvedimento che autorizza l’inizio dell’apprendistato a 14 anni, cioè un anno prima di terminare la scuola media che in Francia dura quattro anni

Les documents de l'article

Zoccolo_comune_competenze_HCE.pdf