Documento del Centro Nazionale USA sulle politiche scolastiche riguardante i curricoli per il 21esimo secolo

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Costruttivismo e cognitivismo

Competenze o conoscenze accademiche? Cosa è più rilevante curare nelle scuole per preparare le nuove generazioni al 21esimo secolo? Di solito si sostiene che queste due categorie di valori, queste due tendenze , si completano, ma nella pratica nn è affatto così. Il più delle volte sono esclusive. I conservatori sono accusati di privilegiare gli aspetti conoscitivi, mentre ai progressisti si rimprovera di favorire il socio-costruttivismo, un concetto assai vago che include competenze di vario tipo. Il dibattito, anzi lo scontro, non è concluso. Per ora sembra che il sopravvento lo abbiano le correnti conservatrici mentre i fautori delle competenze promuovono proposte che sono decorative, addentellati ai programmi accademici tradizionali i cui risultati sono valutati e misurati con i test e le prove strutturate.

Un tema alla moda

Il tema delle “competenze per il 21º secolo” è molto alla moda. Numerosi sono i convegni e le iniziative organizzati per identificare 1 nucleo di competenze compatibile con gli sviluppi tecnologici del 21º secolo. Anche le organizzazioni internazionali non si sono tirate indietro ed hanno aperto le porte ad incontri e convegni per riunire esperti che potessero discettare su questo argomento.

Conflitti di indirizzo

In un bollettino recente, il Centro nazionale Usa sulle politiche scolastiche [1] che è ospitato all’università del Colorado a Boulder, presso il Dipartimento di scienze dell’educazione, ha affrontato la questione. Il bollettino in inglese è allegato a questo articolo. Il documento è stato scritto dal dottor William Mathis (wmathis@sover.netdirettore del centro. Nel bollettino si spiegano i valori e le proposte in conflitto tra loro per trasformare i curricoli scolastici in modo tale da renderli adeguati alle esigenze del 21º secolo.

Il bollettino del NEPC

Riprendiamo in questo articolo alcuni elementi del comunicato stampa del NEPC che presenta il documento del direttore del centro.

Secondo Mathis le risposte a questa domanda (ossia “Quali sono le competenze necessarie per vivere nel 21º secolo ?”) possono essere suddivise tra due principali tendenze connesse ai punti di vista da cui si parte.

La prospettiva socio-costruttivista

Una tendenza è quella che sottolinea l’importanza crescente delle cosiddette competenze molli [2] come per esempio il lavoro di gruppo, il pensiero critico, la soluzione dei problemi, la capacità di comunicare e la consapevolezza della diversità [3]. Quest’insieme di competenze deriva tipicamente dalle teorie socio-costruttiviste. 

La prospettiva cognitivista

Esiste però un’ altra prospettiva che invece pone l’accento sulle competenze conoscitive nelle discipline scientifiche, nella tecnologia, in matematica e in lettura. Questa tendenza,le cui componenti sono iper-valutate nei test, era presente in nuce nel celebre documento “A Nation at Risk" uscito trent’anni fa negli Usa [4], si ritrova nella legge USA "No Child Left Behind" adottata quasi all’unanimità dal Senato e dal Congresso USA nel 2001 ed è presente in molte proposte emanate dall’amministrazione federale americana presieduta da Obama.

In verità, entrambe le tendenze sono ritenute universalmente altrettanto importanti e permanentemente si ripete che le due non sono esclusive ma si completano. Per esempio, Mathis afferma che si dovrebbe trovare una soluzione che combini “le 3 R” con “le 4 C” (pensiero critico e soluzione dei problemi, comunicazione, collaborazione, creatività e innovazione). Ma Mathis avverte anche che “considerata la storia della valutazione con i test come pure altri ostacoli odierni, sembra poco probabile che le 4 C finiranno per essere trattata alla stessa stregua delle cosiddette competenze forti che sono le 3 R”, ossia succederà che le 4 C finiranno per essere ridotte a semplici addentellati delle 3 R, il che è appunto quanto succede oggigiorno.

Come neutralizzare la prevalenza della tendenza conoscitiva

Mathis attira in particolare l’attenzione sui lavori di Marisa Saunders a Los Angeles e sul concetto di "linking learning". Saunders descrive un approccio curricolare e metodologico contraddistinto da “molteplici sentieri” oppure da“apprendimenti articolati tra loro ” che funzionano sia sotto l’aspetto conoscitivo che dal punto di vista dello sviluppo dell’apprendimento di competenze trasversali. L’apprendimento combinato è concepito per rendere l’esperienza scolastica rilevante, collaborativa, e creativa, prendendo in considerazione una vasta gamma di opzioni offerte a tutti gli studenti. “All’opposto della tradizione che preferisce suddividere gli studenti per filiere in funzione delle loro competenze creando nella scuola media classi omogenee per competenze in talune delle quali si provvede un’ istruzione di alta qualità mentre i coetanei più deboli vengono raggruppati in in altre classi nelle quali ricevono un’ istruzione svalutata, l’apprendimento combinato ("linked-learning") permette un’ esperienza scolastica che offre un’ istruzione di alta qualità a tutti gli studenti e che non si suddivide precocemente in categorie le une destinate all’istruzione accademica e le altre all’istruzione e formazione professionale. Inoltre, è indispensabile prevedere una vasta gamma di limiti di valutazione e scartare puramente e semplicemente i metodi di valutazione tradizionali impostati in funzione delle prove standardizzate concepite unicamente per alcune discipline".

Raccomandazioni conclusive

Mathis conclude con una serie di raccomandazioni imperniate sulla necessità di ampliare la "rendicontazione" o "l’ accountability" delle scuole per fare sì che si eviti il restringimento dei curricoli unicamente a quanto si valuta e per promuovere l’espansione dello opportunità di apprendimento. Le raccomandazioni inoltre spiegano anche l’importanza di dedicare tempo, energia e risorse per potenziare le competenze degli insegnanti che sono disposti a passare dalle scuole tradizionali alle scuole nelle quali si pratica 1’ insegnamento combinato ossia il linked-learning.

[1] NEPC : National Education Policy Center

[2] "Soft skills"

[3] ndr. : Ovverosia tutta una serie di competenze che sono state per esempio al centro del progetto abortito dell’OCSE “DESECO”, oppure che sono state ampiamente sottolineate nella dichiarazione di Lisbona dell’Unione Europea. Si potrebbero anche chiamare le competenze transdisciplinari oppure le CCC , ossia " Cross curriculum competences"

[4] 1983

Les documents de l'article

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