Presentazione degli assi principali del progetto di nuovo curricolo della scuola elementare statale inglese (progetto Rose )

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Materie scolastiche al macero?

Una riforma del curricolo della scuola primaria scalda sempre gli animi perché mette in ballo questioni di fondo come quella delle finalità della scuola primaria (a cosa serve?), gli obiettivi da perseguire, l’organizzazione del sapere scolastico, la sua ridistribuzione in materie d’insegnamento, l’organizzazione delle tappe da seguire nell’apprendimento e , dulcis in fundo, il ruolo e le competenze degli insegnanti. Si può insegnare tutto a tutti? Come fare per non lasciare indietro nessuno o per ottenere il massimo da ogni allievo? C’è uno zoccolo comune di competenze oppure tutto conta, tutto quanto si insegna e si tratta nella scuola primaria fa parte dello zoccolo, è lo zoccolo su cui costruire in seguito? In questo caso, non ha nessun senso parlare di "zoccolo comune". In Inghilterra è in corso un grande dibattito su queste questioni, prendendo lo spunto dall’ennesima riforma dei programmi di scuola elementare in pochi anni (la prima nel 1988 e la seconda nel 1998). Ma perché mai tutti questi ritocchi ai programmi? Si tratta di ritocchi cosmetici oppure di cambiamenti di fondo? Cosa è in ballo? La scuola primaria traballa, è scossa alle radici. Forse occorre guardare al futuro e non al passato.

L’Expresso del 26 marzo 2009

Il finimondo

 

La scuola inglese è in subbuglio: i nuovi programmi della scuola primaria saranno pubblicati tra un mese e le prime fughe di notizie alimentano già reazioni di tutti i tipi. Per la prima volta si propongono programmi impostati in funzione delle competenze, si dà ampia libertà curricolare alle scuole e si aboliscono le materie scolastiche. Il finimondo. Ancora una volta la scuola inglese è all’avanguardia e osa l’impensabile. Adesso vedremo come reagirà l’establishment scolastico: gli insegnanti, le loro organizzazioni e in particolare i sindacati, gli ispettori scolastici, i direttori di scuola (in Inghilterra non ci sono i dirigenti ma gli "Headteachers").

Con il nuovo progetto si entra nel 21esimo secolo. I programmi sono articolati attorno a sei competenze fondamentali (key learning areas). Scompare la suddivisione del programma in tredici materie (inglese, matematica, scienze naturali, disegno, ginnastica, geografia, storia, ecc. ecc.). Addio anche alle classificazioni europee. Chissà quando in Italia si inizierà a pensare in modo autonomo e a non copiare i prodotti proposti da gruppi di esperti-burocrati che si riuniscono in seno all’Unione Europea?

 Il programma della scuola primaria dovrebbe essere organizzato attorno ai temi seguenti:

- inglese

- comunicazione e lingue straniere

- matematica

- scienze

- ecologia

- salute e benessere

Un’altra galassia

Più delle etichette conta però il contenuto, che è descritto in termini di competenze da conseguire entro la fine della scuola primaria. Il nuovo programma afferma che gli allievi dovranno, entro la fine della scuola primaria, sapere usare una tastiera di computer, consultare Wikipedia, utilizzare le applicazioni di comunicazione in rete come Twitter, redigere un testo con un’applicazione di trattamento di testo, utilizzare un correttore automatico dell’ortografia e della grammatica, consultare in linea i dizionari, gestire un blog personale, ecc. Siamo in un altro mondo, in un’altra galassia. Fine della grammatica tradizionale. Non è che la grammatica non serva ma non si insegnerà più come si è fatto finora. Cambieranno quindi anche i test di valutazione.

E’ necessario a questo punto spiegare al lettore italiano che nelle scuole inglesi l’informatica è già di casa da tempo. La novità non è l’informatica ma l’abbandono delle discipline, dell’insegnamento di componenti tradizionali dei programmi come per esempio la geografia, la storia del nazionalismo. Inoltre, sorprende, almeno stando alle prime reazioni, l’importanza attribuita alle modalità di convivenza sociale, all’ apprendimento delle regole igieniche, alla salute, alla cura dell’ambiente, alla conoscenza di sé, alla padronanza della violenza. Proposte non nuovissime, che finora si infilavano di straforo nell’educazione scolastica, quando si faceva.

 

Queste proposte sono una scommessa: si riuscirà a cambiare le abitudini scolastiche, a modificare i parametri di comportamento degli insegnanti e quelli di giudizio delle famiglie e dell’opinione pubbliche. Le aspettative rispetto a quanto si dovrebbe apprendere a scuola sono cambiate oppure sono ancora quelle del Novecento?

 

Le principali novità

 

Le principali novità riguardano da un lato l’importanza riservata all’acquisizione entro la fine della scuola primaria delle competenze necessarie per servirsi delle nuove tecnologie dell’informazione, dall’uso della tastiera fino alla ricerca d’ informazioni su Internet, e dall’altro dall’ autonomia lasciata alle scuole di scelta dei temi da trattare. In questo modo, questioni che fin qui erano piuttosto marginali diventano invece centrali, mentre continua lo sfoltimento dei programmi con l’accantonamento e l’abbandono di tutta una serie di materie che rappresentavano un pilastro dell’istruzione elementare, come per esempio la geografia oppure l’analisi grammaticale o il calcolo dell’area delle superfici dei poligoni. Scompare la ripartizione del sapere scolastico elementare in tredici discipline e appare invece una nuova organizzazione del sapere sotto forma di aree o competenze (il termine non viene usato, almeno stando all’articolo del Guardian del 25 marzo scorso, che è finora la sola fonte d’informazione finora disponibile).

La revisione è stata pilotata da Sir Jim Rose, che fu nel passato capo dell’Ofsted, il servizio di nazionale d’ispezione delle scuole, al quale incombe anche il compito di stabilire gli standard dell’istruzione. Sir Jim è stato incaricato dai ministri responsabili degli affari scolastici di pilotare la revisione dei programmi . Il progetto dovrebbe essere pubblicato tra poco


 Obiettivi da conseguire

Le competenze da conseguire alla fine della scuola primaria nelle sei aree d’apprendimento sarebbero le seguenti [1] :



- Alla fine della scuola primaria gli allievi dovranno essere in grado di utilizzare con grande familiarità i principali strumenti informatici messi a punto per informarsi e comunicare, come per esempio i blog e i podcast. Dovranno pure sapere svolgere ricerche d ’informazioni su Wikipedia o su Twitter. In altri termini, il mondo digitale non dovrà più essere una decorazione e neppure un addentellato dell’istruzione primaria ma esserne il perno. Nella bozza si specifica che alla fine della scuola primaria gli allievi dovranno essere in grado non solo di scrivere correttamente a mano ma anche di utilizzare le tastiere per scrivere , non solo di sillabare (esercizio molto praticato nell’apprendimento dell’inglese, mentre è meno corrente in italiano) , ma anche di utilizzare i correttori automatici inseriti nelle applicazione di trattamento di testo.


- La collocazione di avvenimenti storici in una sequenza cronologica corretta è un altro obiettivo da conseguire alla fine della scuola primaria.. “Entro fine della scuola primaria, gli allievi devono padroneggiare i concetti connessi con lo sviluppo del tempo storico, dello scorrere del tempo e collocare gli avvenimenti al posto giusto la sequenza temporale, capire i legami esistenti tra i maggiori cambiamenti storici”. Ogni allievo dovrebbe imparare a conoscere almeno due periodi importanti della storia britannica, ma la scelta di questi periodi non sarà più imposta e sarà lasciata alle scuole. Le scuole potranno decidere di insegnare il Rinascimento oppure la storia della seconda guerra mondiale ma nessun periodo non sarà più imposto in un programma. Questa opzione è stata adottata per evitare quanto succede finora in molti sistemi scolastici, ossia la ripetizione nel corso dell’insieme dell’ insegnamento secondari di primo grado di temi già trattati in precedenza.


- Ricorso ridotto delle calcolatrici rispetto a quanto previsto nei programmi vigenti e rispetto alla pratica effettiva.


- Priorità accordata ai temi connessi all’igiene di vita, alla cura della salute e al benessere psico-fisico. Nel documento Rose si parla di "questioni sociali profonde" alle quali va prestata una grande attenzione nel corso della scuola primaria. Quest’ insieme di problemi contempla la salute, l’attività fisica, la dietetica, l’acquisizione di abitudini alimentari appropriate. Nell’ambito di queste questioni si inserisce pure l’educazione alla vita in società, lo sviluppo delle competenze che intervengono nelle relazioni sociali, la capacità a resistere alla pressione dei compagni, l’acquisizione delle modalità socialmente accettate per valorizzare la propria identità, quindi la conoscenza, di sé, la sicurezza interiore, la capacità a fare valere il proprio punto di vista, a comunicare le proprie opinioni ma anche a ascoltare il punto di vista degli altri.

Sussistono nei programmi l’inglese (leggere e scrivere) e la matematica (la cultura matematica di base), nonché l’accesso alla produzione artistica, figurativa e musicale.




A quanto sembra il sindacato degli insegnanti, in Inghilterra tuttora influente, non sembra ben predisposto di fronte a queste proposte. John Bangs, capo della "National Union of Teachers" (NUT)  ha espresso perplessità di fronte a proposte che mescolano impostazioni vecchie, tradizionali e novità alla moda, come se il governo non osasse prendere posizione e esprimere apertamente la sua scelta.

 

La polemica però è stata innestata soprattutto dal Cambridge Primary Review diretta dal professor Robin Alexander che presenta un progetto alternativo a quello governativo di Sir Jim Rose. Nessuno contesta ormai la necessità di avere un programma nazionale che nel 1988 , quando fu introdotto in Inghilterra, era stato percepito come una vera e propria rivoluzione. C’è ormai un’intesa sull’utilità di un programma nazionale, ma le divergenze di opinioni sulle proposte sono considerevoli. Alexander parla di riforma cosmetica, invita a non ripetere gli errori del passato e chiede soprattutto di non impoverire i programmi, di non ridurli al solo "leggere, scrivere e far di conto". C’è dell’altro per riuscire non solo una buona educazione ma un’educazione giusta per tutti. Le proposte alternative di Alexander e della Cambridge Primary Review sono allegate o consultabili in linea. Un eccellente riassunto è stato fatto dal dipartimento scuola della BBC.
 

 

 

[1] Occorrerà vedere cosa cambierà nel corso della discussione dopo la pubblicazione della bozza del nuovo programma

Les documents de l'article

pdf_090220_TES_Alexander_What-is-primary-education-for.pdf
pdf_PR_06-09.pdf