Le ricerche di Sugata Mitra dimostrano che le nuove tecnologie usate con cognizione di causa innestano procedure di auto-organizzazione dell’apprendimento. Questo non vuole affatto dire che allievi e studenti si trasformano in autodidatti. Nasce una nuova scuola, senza precettori, senza insegnanti funzionari di stato.

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La scuola del futuro

Dieci anni d’esperienze confermano che si può fare a meno degli insegnanti così some sono oggi per apprendere quel che la scuola dovrebbe insegnare a tutti. Le nuove tecnologie ribaltano l’ordine costituito del sapere. Nasce un altro ordine del sapere, ma quale?

Il servizio educazione della BBC ha pubblicato l 10 luglio scorso un articolo nel quale si riferiscono i risultati delle esperienze di Sugata Mitra, ricercatore indiano che insegna all’università di Newcastle (Inghilterra), invitato lo scorso anno al convegno internazionale organizzato a Torino dalla Fondazione San Paolo dedicato al tema "Un giorno di scuola nel 2020". Già allora la relazione di Mitra intitolata " Hole-in -the.Wall" ("Un buco nel muro" aveva suscitato scalpore.

Mitra fornisce prove che il modello di scolarizzazione è obsoleto, che gli studenti non hanno bisogno di insegnanti per apprendere quando hanno accesso ai computer, che l’apprendimento si auto-organizza tra i ragazzi e le ragazze, sia nei paesi in via di sviluppo che in quelli avanzati.I comportamenti di fronte all’apprendimento quando si ha a che fare con i computer è identico.

 Un nuovo tipo di scuola appare all’orizzonte

In questo caso ci troveremmo di fronte a una svolta radicale, alla fine di un modello epistemico, quello della scolarizzazione statale, e alla nascita di qualcosa di nuovo, a condizione che le osservazioni di Mitra siano confermate da altre indagini. E’ troppo presto per fare pronostici ma le esperienze di Mitra sono del tutto sconvolgenti per il sistema scolastico e le politiche scolastiche.

 Dimensioni inedite mai esplorate finora

Ne rende conto

 

L’auto-organizzazione dell’ apprendimento

10 anni fa, nel 1999, Sugata Mitra ha installato in uno slum della periferie di Dehli , sulla pubblica via, computer accessibili liberamente a tutti, ai bambini, agli adolescenti e agli adulti. Per un decennio Mitra ha osservato quanto succedeva attorno a questi computer in libero servizio e ha constato che bambini e adolescenti si aiutano reciprocamente per imparare come usare il computer e come si ottengono le informazioni. Non solo: bambini e adolescenti insegnano agli adulti, ai genitori e agli anziani, come cavarsela con il computer. Quest’esperimento, unico nel suo genere, ha prodotto un nuovo concetto di educazione, quello di "auto-organizzazione dell’apprendimento".

A seguito di queste prime osservazioni, si è scoperto che ovunque nel mondo i bambini possono realizzare compiti complessi rapidamente con un minimo di supervisione. "Penso che per caso siamo caduti sul sistema di auto-organizzazione dell’apprendimento, ovverosia su un comportamento che fin qui ci era sfuggito" ha affermato Mitra alla conferenza TED Global ((Technology, Entertainment and Design).

Nuove modalità d’apprendimento

"I bambini del quartiere di Dehli in cui c’era il computer in libero accesso raramente andavano a scuola, non sapevano l’inglese, non avevano mai visto un computer e non sapevano affatto cosa fosse Internet". Con grande sorpresa Mitra ha scoperto che rapidamente i bambini indovinavano come funzionava il computer e come accedere a Internet. "Ho allora ripetuto l’esperimento in varie parti dell’India ed ho scoperto che i bambini imparano a fare ciò che vogliono imparare a fare". Più volte, la stessa storia si è ripetuta: bambini che insegnano ad altri bambini come utilizzare il computer e come sviluppare nuove competenze.

Nel Rajastan, un gruppo ha imparato come registrare e suonare musica sul computer, appena quattro ore dopo che il computer era stato installato nel villaggio.

"Alla fin fine abbiamo dovuto riconoscere che gruppi di bambini possono imparare ad utilizzare il computer per conto loro indipendentemente da chi sono e da dove si trovano" ha affermato Mitra. A seguito di queste constatazioni, i suoi esperimenti sono diventati sempre più ambiziosi sempre più globali. In Cambogia per esempio ha inserito nel computer un semplice gioco di matematica con il quale bambini potevano confrontarsi. "Nessun bambino avrebbe giocato con quest’applicazione in un’ aula scolastica. Se invece, lasci questo gioco all’aperto, in piazza, e gli adulti vanno e vengono, senza prestare attenzione, senza intervenire, succede che i bambini tra di loro si mostrano quanto sanno fare, come giocare, come progredire".

Valutazione

"Vorrei valutare i limiti di questo sistema" ha affermato Mitra alla "TED Conference". Mi sono allora imposto un compito impossibile: possono gli adolescenti Tamil di 12 anni a sud dell’India apprendere da soli la biotecnologia in inglese?"

Per rispondere a questa domanda,Mitra arruola 26 pre-adolescenti Tamil e da loro alcuni computer nel quale erano state inserite informazioni in inglese. "Ho detto loro: c’è qualcosa di molto difficile in questo computer. Non sarei sorpreso se non capirete nulla". È ritornato sul posto due mesi dopo. All’inizio, i preadolescenti hanno confessato che non avevano appreso nulla, nonostante usassero i computer ogni giorno. "Poi una ragazza di 12 anni ha alzato la mano e ha affermato che a parte il fatto che una riproduzione impropria del DNA contribuisce alla malattia genetica-non abbiamo capito null’altro". Ulteriori esperimenti hanno mostrato che se si colloca dietro ai bambini una persona che li incoraggia e li aiuta gli standard aumentano sempre più.

Ritornato in Inghilterra, Mitra ha continuato i suoi esperimenti con gruppi di quattro bambini ai quali è stato dato un computer e una serie di questione che corrispondono alle prove che di solito si fanno alla fine della scuola media (GCSE in Inghilterra).Ogni gruppo era autorizzato a scambiare informazioni tra loro e perfino a scambiarsi i membri. "Il miglior gruppo ha risolto tutto in 20 minuti, il gruppo più debole in 45 minuti". Per dimostrare che i bambini stavano imparando non soltanto cercando informazioni sul Web, Mitra è ritornato dopo due mesi sul posto e ha riproposto le stesse domande. Questa volta i bambini dovevano di rispondere per proprio conto, senza ricorrere al computer. "Il punteggio medio che ho ottenuto con i computer fu del 76%. Quando ho effettuato il test senza computer la media è stata pure del 76%, un risultato che si può dire quasi fotografico del primo

Una nuova teoria di scuola all’orizzonte


Mitra ha ora formalizzato le osservazioni raccolte nei suoi esperimenti ed ha elaborato un nuovo concetto di scuola denominato SOLE (Self Organised Learning Environments) [1].

Il sistema consiste nel predisporre un banco sufficientemente grande per permettere a quattro bambini di sedersi attorno allo schermo. "Non funziona se date a ognuno un computer" afferma Mitra. Inoltre, tirando la lezione dai suoi esperimenti, Mitra creato un nucleo di "amici critici" [2] che possono essere consultati dai bambini in linea, con chat perfino in video. Questi specialisti volontari devono essere in grado di fornire incoraggiamenti e aiuti a chi li chiama. Mitra ha sperimentato questo modello in Inghilterra è ha conseguito risultati analoghi a quelli ottenuti in India, in Cambogia e altrove Mitra ritiene che questo sistema debba essere ulteriormente sperimentate valutato.

 

Ovviamente, una prospettiva del genere spaventa tutte le forze in campo che ora si contendono il potere scolastico. Come trattare gli insegnanti in servizio se di loro non c’è più bisogno, oppure se devono cambiare il mestiere per fare "le nonne" che consolano i piccoli in difficoltà con i computer? Ci sono alcune ricerche urgentissime da svolgere, Dureranno almeno un decennio e poi occorreranno svariati decenni per cambiare sistema. La nuova scuola non apparirà prima del della fine del XXI esimo secolo.

 

 

 

 

 

[1] Ambienti d’apprendimento auto-organizzati

[2] L’espressione esatta inglese è "granny cloud", una nube di nonne, alla lettera

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