Liberty, Equality, Family? Relazione di Michael Gove, ministro del governo ombra inglese all’IPPR (Institute for Public Policy Research), il 4 agosto 2008 (Keynote speech with Shadow Secretary of State for Children, Schools and Families, Michael Gove MP, 04 August 2008)

Version imprimable de cet article Version imprimable

La destra inglese elabora una politica sociale e scolastica nuova

Il partito conservatore può essere il partito dei poveri?

Sotto la presidenza di David Cameron, il problema della povertà e della disuguaglianza è diventata una questione centrale nel pensiero politico del partito conservatore inglese che pone sul tappeto alcuni temi cruciali come quello delle cause della povertà. Per impostare una politica contro la povertà occorre ricercarne le cause. I conservatori inglesi si chiedono se queste si situano nella disgregazione delle famiglie o nell’abuso di droghe, per esempio, se si può ridurre la povertà senza accresce il ruolo dello stato, senza aumentare il peso dei servizi sociali, senza accrescere l’imposizione fiscale. Si può combattere la povertà e ridurla senza chiedere al padronato di fare di più aumentando i salari più bassi? Si può ridurre la povertà senza diminuire le disuguaglianze? Ricchezza e redditi elevati hanno qualcosa a che fare con questi problemi? Quale è il ruolo appropriato e pertinente del settore privato nella lotta contro la povertà e contro i problemi sociali connessi? Il settore privato è in grado di trattare questi problemi senza aiuti governativi?

************************************************************

Can the Conservatives be the Party of the Poor?

Under David Cameron’s leadership, the issues of poverty and inequality have achieved greater prominence in Conservative thinking, but many pertinent questions remain. This event will seek to address issues such as whether or not the causes of poverty lie in problems such as family breakdown and drug misuse? Can we reduce poverty without expanding the role of the state through extra welfare services and higher benefits and tax credits? Can we tackle ’in work’ poverty without asking employers to do more in the form of higher wages at the bottom end? Can we reduce poverty without reducing inequality? Does wealth and income at the top matter? What is the right role for the voluntary sector in combating poverty and related social problems? And is the sector capable of delivering without support from government?

Invitato quest’ estate dall’ Istituto di ricerca sulle politiche pubbliche (IPPR) di Londra, celebre per essere da anni il vivaio dei leaders della sinistra inglese, Michael Gove, membro del parlamento britannico nonché segretario di stato per l’infanzia, la scuola e la famiglia nel governo ombra conservatore (Secretary of State for Children, Schools and Families) ha tratteggiato gli indirizzi della politica sociale e scolastica del partito conservatore britannico. La chiave di volta per costruire una società migliore, più giusta, consisterebbe nel potenziamento del capitale sociale, nello sviluppo della solidarietà intra e interfamiliare. La pietra miliare di una strategia efficace per lottare contro la povertà è lo sviluppo di un welfare state attivo imperniato sul consolidamento delle famiglie, la lotta contro i provvedimenti che le indeboliscono e ne affievoliscono le responsabilità. I conservatori inglesi sono impegnati in una revisione critica dello stato assistenziale, il che non è una novità, ma anche dei principi che hanno guidato le politiche neoliberali del meno stato.

Sotto la guida di David Cameron, ritenuto il sosia conservatore di Tony Blair, i conservatori britannici stanno cambiando rotta e denunciano in modo nuovo le carenze della politica laburista nel campo scolastico e sociale. Da un lato sembra che adottino gli obiettivi della sinistra per una società più giusta e più istruita, il che consente loro di valutare in modo non dottrinario gli effetti di un decennio di politiche sociali e scolastiche condotte dai governi laburisti sotto la direzione di Tony Blair e dall’altro di esplorare modelli di riforma inabituali per la destra.

Per Michael Gove il sistema scolastico inglese non è riuscito né a ridurre le disuguaglianze sociali di fronte all’istruzione né a diminuire la dispersione scolastica, né a migliorare i tassi di partecipazione nelle formazioni d’eccellenza dei figli dei ceti meno abbienti. Il bilancio della politica scolastica di Tony Blair è negativo. Per combattere questo fallimento occorre però abbandonare gli schemi dottrinali e analizzare in maniera minuziosa i punti deboli, i difetti strutturali che hanno impedito agli studenti più poveri di riuscire meglio a scuola e alle riforme scolastiche di Tony Blair di conseguire gli obiettivi prefissati, per trovarne le cause e elaborare controproposte fondate che abbiano una prospettiva di successo.

Secondo Gove il difetto sta nel manico, ossia nella filosofia di base che ha inspirato la politica laburista. Non si possono migliorare i livelli d’istruzione e ridurre la povertà dei ceti sociali deboli con interventi riparatori che minano la solidità delle famiglie. Non si riuscirà a conseguire obiettivi del genere senza potenziare la vita familiare, senza promuovere una paternità responsabile, senza interventi sostanziosi per aiutare i bambini che provengono dagli ambienti più deprivati. Occorre evitare d’indebolire il senso di responsabilità delle famiglie, di minarne il già fragile impegno educativo trasferendo i compiti educativi ai servizi scolastici e sociali.

Nel discorso svolto all’IPPR il 4 agosto Michael Gove ha dichiarato che le scuole devono essere motori di mobilità sociale, essere posti nei quali si annullano gli svantaggi ereditati e dove i talenti individuali possono fiorire per rendere le opportunità più uguali. [1]

La lotta contro la povertà e le disuguaglianze sociali di fronte all’istruzione sono la priorità dei neo-conservatori inglesi. Questa è la novità che sorge all’orizzonte politico in Europa.

Gove ricorda che nell’ultimo anno per il quale si hanno i dati, il divario tra la media dei punteggi conseguiti nelle prove per ottenere il diploma di fine della scuola dell’obbligo , il GCSE, [2] nel 10% delle zone più benestanti del paese e nel 10% delle zone più povere è raddoppiato. La politica di sostegno agli allievi che fruiscono di pasti gratuiti alla mensa scolastica [3] è stata inefficace. Solamente 176 allievi che fruivano della mensa gratuita hanno conseguito il livello A ( il livello più alto ) al GCSE in tutta l’Inghilterra, ossia l’1% del totale degli allievi. il 47% degli allievi considerati poveri (ossia 33909 studenti) non ha conseguito il livello C che è equivalente alla sufficienza.

L’analisi e le denunce dei conservatori sull’inefficacia della lotta contro l’ingiustizia scolastica è senz’altro utile e stimolante. Meno convincente è la strategia proposta che consiste a ridurre l’ingerenza del dipartimento dell’istruzione (ossia a fare più o meno il contrario di quanto avevano fatto i conservatori sotto la guida di Margaret Thatcher) , di trasferire alle autorità locali e alla società civile (ossia al settore privato) maggiori responsabilità nel campo scolastico.

In allegato si può consultare il discorso in inglese di Michael Gove all’IPPR.

[1] "Schools should be engines of social mobility, the places where inherited disadvantages are overcome and individual talents can be nurtured to make opportunity more equal."

[2] General Certificate of Secondary Education

[3] Questo è il criterio adottato per distinguere i poveri dai ricchi

Les documents de l'article

gove.pdf