Presentazione di un’analisi svolta in Francia dal Centro Nazionale di Studi e ricerche sulle qualifiche (Céreq) su un campione di 17000 studenti nel quale si valuta l’incidenza delle variabili individuali e di quelle d’istituto sulla scelta degli studi superiori.

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Effetto scuola

L’accesso agli studi universitari e la scelta delle facoltà o degli indirizzi di studio è determinata dalle differenze sociali individuali nonché dalle caratteristiche della scuola che si frequenta per conseguire la maturità o il diploma. L’analisi qui presentata è focalizzata sugli effetti del tipo di scuola. Siccome non tutte le scuole sono uguali, gli effetti della scuola variano come variano pure i comportamenti dei professori. Le disuguaglianze si accentuano oppure possono anche essere corrette e compensate. Una politica scolastica lungimirante potrebbe potenziare questo secondo aspetto a condizione di disporre d’informazioni pertinenti e attendibili!

"Effetto scuola"

Non tutte le scuole sono uguali, purtroppo. Ce ne sono di eccellenti e di scadenti ma la scelta dell’istituo non è mai casuale e la distribuzione sul territorio degli istituti validi e degli istituti scadenti neppure.

 

In quest’articolo si tratta della scelta dell’istituto d’insegnamento di secondo grado, una delle scelte più delicate per il futuro di ogni studente, come è dimostrato da moltissime ricerche. Una constatazione analoga è stata fatta anche in Italia nelle analisi dei dati di Pisa. Per esempio, Daniele Checchi ha dimostrato più volte che la scelta del tipo di istituto di insegnamento secondario di secondo grado non è anodina e determina l’orientamento futuro degli studenti. Questa considerazione dovrebbe rendere molto attenti tutti i responsabili scolastici sugli effetti dell’abrogazione dei bacini d’utenza che è stata fatta alla buona in Italia mentre altrove, ultimamente in Francia (clicca qui) suscita dibattiti politici e ideologici alquanto virulenti perché la libertà di scelta di un istituto scolastico dopo la scuola media non è indenne di conseguenze che pregiudicano il futuro scolastico degli studenti.

Un esempio di come la ricerca scientifica possa contribuire alla decisione politica

Questa primavera, il centro francese CEREQ [1] ha pubblicato un’analisi molto dettagliata di questa questione sfruttando le banche dati francesi e in particolare lo studio longitudinale che segue il campione di una fascia di età (il panel di allievi del 1995) [2] nonché gli indicatori di base per il pilotaggio degli istituti dell’insegnamento secondaria di secondo grado del [3]. Nel testo allegato a questo articolo sono riassunti i principali risultati di questa analisi molto interessante dal punto di vista metodologico e ovviamente particolarmente rilevante da quello politico. Abbiamo qui un ulteriore esempio di come la ricerca scientifica sull’istruzione possa illuminare e orientare le politiche scolastiche.

Congiunzione di due variabili: fattori individuali e fattori istituzionali

L’analisi dimostra che l’orientamento scolastico dopo la fine dell’insegnamento secondaria di secondo grado è determinato dalla combinazioni di due variabili: le caratteristiche individuali e il contesto scolastico. Entrambe queste variabili esercitano un’influenza sulle aspirazioni degli studenti e quindi sulla durata degli studi post-secondari. L’analisi è stata realizzata da Nadia Nakhili (Laboratoire des Sciences de l’Éducation, Université de Grenoble) . Quest’articolo riprende liberamente la presentazione fattane nelle "Brevi" del Céreq.



Per prendere in considerazione la possibilità di svolgere studi lunghi o indirizzi accademici selettivi, in primo luogo è necessario ottenere i diplomi adeguati e riuscire a scuola ma ciò non è sempre sufficiente. A seconda del genere, dell’origine sociale, studenti che conseguono gli stessi risultati scolastici non esprimono le stesse preferenze. Infatti, oltre che ai fattori individuali occorre prestare attenzione agli effetti del contesto nel quale gli studenti sono scolarizzati: le aspirazioni dei liceali sono sensibili al tipo di liceo nel quale studiano e preparano l’esame di maturità. E’ su questa seconda facciata che si concentra l’analisi svolta del Céreq.



Questa combinazione non è nuova come già detto ma lo studio svolto in Francia approfondisce tuttavia una nuova dimensione: l’analisi degli effetti dei fattori ambientali nel quale gli allievi sono scolarizzati. La composizione sociale del liceo non è neutra e ha un impatto importante sulle aspirazioni dei liceali. La durata degli studi successivi ipotizzata dagli studenti oppure la scelta di un indirizzo elitista come quello di iscriversi in una classe che prepara alle alte scuole (questa è una peculiarità del sistema scolastico francese che non esiste in Italia) dipende, in parte, dal liceo frequentato.



Numerosi fattori individuali sono ben noti: il genere, l’origine sociale, l’età alla quale si consegue la maturità, il punteggio globale dell’esame di maturità, eccetera. Nuova invece è l’analisi delle variabili ambientali ed in particolare la sottolineatura dell’importanza della scelta del liceo. A caratteristiche scolastiche, sociali, di età e di genere uguali, uno studente scolarizzato in un liceo privilegiato prenderà in considerazione la possibilità di effettuare studi più lunghi che non uno studente scolarizzato in un liceo sfavorito. "Il contesto della scolarizzazione ha un effetto che sembra essere altrettanto importante di quello dell’origine sociale" afferma Nadia Nakhili, autrice dello studio.



L’impatto delle caratteristiche individuali e del contesto scolastico si accumulano. La tavola allegata è una proiezione teorica dell’evoluzione delle aspettative di uno studente titolare di una maturità economica e scientifica (tipo di maturità che non esiste in Italia) non particolarmente brillante, dell’età di 18 anni al momento di conseguire la maturità (età tipica nel sistema scolastico francese), di nazionalità francese, che frequenta un istituto, un liceo, che non è socialmente contraddistinto. Questo studente prevede studi di una durata di 3,3 anni dopo la maturità.

Se una sola delle caratteristiche individuali varia (ossia se si applica il principio "ceteribus paris") questa durata può aumentare o diminuire. Per esempio, uno studente avente le stesse caratteristiche dello studente tipo ma di origine sociale privilegiata, prevede una durata degli studi post-secondari di 3,6 anni al posto di 3,3 anni.

Impatto delle caratteristiche individuali e del contesto scolastico sulle aspirazioni dei liceali dal punto di vista della durata ipotizzata degli studi superiori

Influsso dei fattori sociali sulla scelta degli studi


Se i fattori scolastici sono determinanti per la scelta dell’indirizzo di studi superiori, essi sono nondimeno condizionati dall’appartenenza sociale. Le scelte dell’orientamento verso gli studi superiori o accademici, dell’istituto di insegnamento secondario di secondo grado in cui inscriversi nonché i risultati alla maturità o agli esami di diploma sono già contraddistinti socialmente. Il livello di riuscita scolastica varia a seconda degli ambienti sociali già nel corso dell’insegnamento primario e poi durante tutto l’insegnamento secondario di primo grado, ossia durante la scuola media unica. Gli allievi provenienti dagli ambienti popolari riescono meno bene di quelli con un’origine sociale privilegiata. Ma, l’ambiente sociale non interviene unicamente sull’esito scolastico. Giuoca ugualmente sulla scelta dell’opzione degli allievi, ossia sulle loro preferenze individuali. A possibilità scolastiche equivalenti, gli allievi di diversi ambienti sociali non si orientano nello stesso modo e non scelgono gli stessi indirizzi di studio, qualunque sia il livello di orientamento. A livello scolastico equivalente, gli studenti di origine privilegiata mirano sempre a livelli di studi più elevati di quelli scelti dai loro compagni di origini più modeste. All’opposto, gli studenti provenienti da ambienti sociali non privilegiati sono più numerosi a considerare opzioni formative meno lunghe, della durata per esempio di due anni dopo la maturità. Le scelte degli indirizzi di studio variano ugualmente in funzione di altre caratteristiche individuali come il genere o l’origine culturale dei liceali e in Italia, potremmo aggiungere, anche degli studenti degli istituti tecnici e professionali. Gli studenti si ritrovano quindi, a seguito di una serie di scelte e di orientamenti anteriori, in posizioni differenziate al momento di iniziare gli studi superiori.



L’influsso dell’istituto scolastico



Un liceo del centro città oppure di un quartiere popolare non hanno la stessa composizione sociale. Inoltre, la segregazione sociale in certi casi è aggravata quando combinata con una ripartizione disuguale dell’offerta scolastica sul territorio. [4]. L’analisi pubblicata dal Céreq distingue tre tipi di istituti:

  • gli istituti privilegiati,
  • gli istituti non contraddistinti socialmente,
  • gli istituti non privilegiati o sfavoriti (vedi tavola).

Questa tipologia classifica gli istituti a partire da due indicatori:


- La percentuale di studenti d’origine sociale privilegiata che frequentano l’istituto;


- La percentuale di studenti di origine sociale non privilegiata tra gli iscritti in un istituto.



Istituti di tipo privilegiato sono quelli che nel contempo si trovano nel 25% dei licei che hanno la percentuale più elevata di iscritti privilegiati e il 25% di istituti che hanno tra gli iscritti la percentuale di studenti non privilegiati più bassa.

I licei svantaggiati sono quelli che nel contempo si trovano nel 25% dei licei che hanno la percentuale più elevata di allievi provenienti dalle classi sociali meno favorite e nel 25% di licei con la percentuale di studenti svantaggiati più elevata.

Gli altri istituti sono considerati come istituti non contraddistinti socialmente.

In Francia, la presenze in un liceo di classi preparatorie attira nel liceo studenti provenienti dai ceti sociali più privilegiati il che ha come effetto un potenziamento del carattere di istituto privilegiato.

L’ambiente scolastico dunque interviene su orientamenti già socialmente pronunciati. In effetti, quando questo fattore è preso in considerazione nell’analisi delle scelte degli studi, esso si rivela significativo. A caratteristiche scolastiche, sociali, di età e di genere determinato, un allievo scolarizzato in un liceo privilegiato tende a prendere in considerazione la possibilità di svolgere studi superiori più lunghi che non un allievo scolarizzato in un liceo poco favorito. Il contesto della scolarizzazione ha dunque un effetto che sembra altrettanto importante di quello dell’origine sociale. Questa constatazione merita di essere sottolineata in quanto permette di dire che le caratteristiche di un istituto permettono di compensare o correggere quelle dell’origine sociale. In altri termini le caratteristiche dell’istituto possono annullare lo svantaggio connesso a origini sociali modeste.

L’influsso di un istituto non si manifesta però soltanto nel numero di anni di studi che uno studente prevede di seguire dopo avere conseguito la maturità o il diploma. A parità di caratteristiche sociali scolastiche, uno studente di un liceo privilegiato auspica meno frequentemente di un compagno che frequenta invece un liceo non privilegiato di indirizzarsi verso formazioni superiori tecniche o istituti universitari professionali i quali permettono di conseguire un diploma o una laurea in due o tre anni. I progetti di studi superiori dei giovani sono dunque molto sensibili alla composizione sociale dell’istituto scolastico che frequentano e nel quale sono iscritti.

Diversi fattori permettono di spiegare questo fatto. Dapprima un effetto di emulazione o "effetto dei pari": Le interazioni tra studenti che frequentano lo stesso istituto influiscono indubbiamente sul modo con il quale i liceali progettano il loro futuro. Inoltre, le pratiche dei professori variano in funzione del pubblico al quale si rivolgono. A seconda del licei nel quali i professori si trovano, la loro rappresentazione degli studenti varia. Più concretamente, i professori tendono ad essere più incoraggianti e più ottimisti sul futuro dei loro studenti quando insegnano in un istituto privilegiato che non quando insegnano in un istituto tecnico o professionale (Si utilizza qui la terminologia italiana). Orbene, i professori sono vettori importanti di trasmissione dell’informazione sulle possibilità di proseguire gli studi nonché sulle filiere esistenti. In altri termini essi sono al centro della strategia decisionale riguardante l’orientamento scolastico.

"L’effetto scuola" può dunque avere una duplice conseguenza:

da un lato compensare lo svantaggio sociale di fronte all’istruzione e dall’altro tarpare le ali agli studenti meno favoriti.

Queste considerazioni invitano a pensare che per ridurre le disuguaglianze d’orientamento scolastico, la composizione sociale delle scuole e un’offerta equilibrata delle opportunità di formazione superiore su tutto il territorio nazionale non possono essere trascurate. Anche se le prospettive di formazione superiore dipendono da scelte, da preferenze e da storie individuali, nondimeno esse sono pure condizionate da differenze riguardanti l’organizzazione del sistema scolastico di formazione sulle quali l’azione pubblica può intervenire. Questo è quanto afferma con chiarezza, in conclusione, Nadia Nakhili l’autrice dalla pubblicazione.



 

[1] "Centre d’études et de recherches sur les qualifications" con sede a Marsiglia

[2] II panel 1995 è composto di allievi che hanno iniziato la prima media nell’anno scolastico 1995-1996 in un istituto pubblico o privato in Francia, allievi tutti nati il 17 di un mese qualsiasi dall’anno. La popolazione del campione comprende 17.830 allievi. Tutti gli anni sono raccolte e aggiornate le informazioni sul percorso scolastico nonché sulla situazione individuale e familiare di ogni membro del campione

[3] Acronimo IPES

[4] Per esempio, le classi preparatorie alle grandi scuole in Francia. Si tratta di classi annesse a un liceo di élite alle quali si è ammessi dopo la maturità, a condizione di conseguire un punteggio medio elevato. Queste classi durano due anni ed alla fine autorizzano ad accedere ai concorsi per entrare in un’alta scuola superiore che prepara a determinati indirizzi professionali e che è diversa dell’Università. In Italia, un orientamento di questo tipo si trova pressappoco nel caso dell’ammissione alla scuola normale superiore di Pisa, ma le procedure in vigore in Italia sono molto meno formali di quelle esistenti in Francia

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