Relazioni presentate all’AERA Meeting 2013

Version imprimable de cet article Version imprimable

Salvezza e benessere con la scuola ?

Alcuni tenori della pedagogia mondiale si affrontano e si confrontano:per esempio Eric Hanushek da un lato e Martin Carnoy dall’altro oppure Douglas Willms. Un’occasione rara per sentirli, per capire cosa stanno facendo, come la pensano sulla scuola. Punti di vista opposti garbatamente presentati. La sessione qui presentata è stata organizzata dall’Accademia Internazionale dell’istruzione.

L’Accademia Internazionale è une ente più o meno folcloristico, riunisce figure storiche delle scienze dell’educazione, personaggi famosi di una certà età che si cooptano tra loro. Tra i membri non c’è nessun Europeo del Sud per esempio. L’Accademia rappresenta il mondo manicheista dell’educazione : i bravi dall’altro. L’Accademia è una chiesa, una cappella, una religione. Nondimeno, in questa Accademia si ritrovano personaggi che hanno avuto un ruolo nella storia recente della scolarizzazione e dell’espansione scolastica e che continuano ad avere una vita scientifica brillante. Molti di loro operano dietro le quinte come consulenti e esperti delle organizzazioni internazionali.

La strategia dell’Accademia predilige i contatti personali con i detentori del potere, i capi di stato, i ministri, i re, i responsabili politici con responsabilità. Si tratta di un mondo nel quale competenza scientifica e mondanità si sposano. Quando i membri dell’Accademia bussano alla porta del potere nessuno li respinge, sono anzi ricevuti con tutti i riguardi.

In questa sessione dell’AERA Meeting 2013 intitolata " The Role of Educational Quality, Equality, and Equity in Low-Income Countries : Findings from theInternational Academy of Education" [1] si affronta un tema cruciale delle politiche scolastiche contemporanee : l’espansione mondiale della scolarizzazione serve a fare decollare i paesi poveri, a ridurre la povertà, a rendere il mondo più equo ? La posta in gioco è la correlazione tra investimenti per promuovere lo sviluppo dell’insegnamento superiore nei paesi in via di sviluppo e diminuzione delle disuguaglianze o sviluppo di società più eque, meno ingiuste. In questa sessione si sono esaminati i problemi della povertà nei paesi in via di sviluppo dal punto di vista storico, economico e sociologico sfruttando i lavori dei membri dell’Accademia internazionale dell’istruzione.

 

In due documenti si è esaminata la povertà nella prospettiva della globalizzazione e della mondializzazione e si è discusso come la scolarizzazione può contribuire alla costruzione di una elite locale, con tutte le conseguenze del caso. Da questo punto di vista la relazione riguardante quanto successo nell’ex-Congo belga svolta da Marc Depaepe è stata molto eloquente. In altre due relazioni si è invece considerata la relazione complessa esistente fra l’espansione dell’istruzione superiore e le disuguaglianze socio-economiche nonché l’incidenza delle disuguaglianze sulla crescita economica. Questi temi sono particolarmente sensibili dal punto di vista delle politiche svolte dalle organizzazioni internazionali che promuovono la scolarizzazione a livello mondiale. Queste questioni però sono anche particolarmente scottanti per l’insieme dei finanziatori che promuovono lo sviluppo della scolarizzazione nel mondo nonché la generalizzazione del modello scolastico imperante nell’emisfero Nord. Tre documenti hanno completato la sessione con la presentazione di fattori che hanno influenzato a livello nazionale lo sviluppo di strategie politiche miranti a migliorare la qualità dell’istruzione con uno sguardo più o meno attento alla misura dell’uguaglianza ed equità . Questi tre ultimi documenti sono stati meno interessanti dei precedenti imperniati su questioni teoriche di grande rilevanza. Le due relazioni più stimolanti sono state quelle di Martin Carnoy e di Eric Hanushek. In ogni modo, l’elemento comune che ha contraddistinto l’insieme delle relazioni è stato il ricorso sistematico alla comparazione nonché l’approccio prevalentemente quantitativo. Gli autori hanno sfruttato la miniera di dati raccolti nel corso di questi ultimi decenni dall’OCSE, dalla Banca mondiale, dall’Unesco per analizzare gli effetti degli investimenti colossali con risultati per nulla brillanti. Va subito detto che le conclusioni dei vari autori non coincidono. Tutti concordano sul fatto che c’è stato uno smacco nei programmi di scolarizzazione universale ma le opinioni divergono per quel che riguarda l’incidenza dello sviluppo dell’insegnamento superiore e dell’istruzione nei paesi poveri e la riduzione delle disuguaglianze socio-economiche in questi paesi.

Lo sviluppo dell’istruzione concorre ad accrescere le diseguaglianze

Martin Carnoy ha una formazione di economista ed ha insegnato per decenni all’Università di Stanford (carnoy@stanford.edu). Inoltre, Carnoy è stato membro del gruppo di periti che ha esaminato nel 1997 per conto dell’OCSE il progetto di riforma della scuola italiana presentato dal ministro della pubblica istruzione di allora Luigi Berlinguer. La relazione di Carnoy era intitolata "Does the Expansionof Higher Education Contribute to Greater Inequality ?" La risposta di Carnoy a questa domanda è affermativa e va a controcorrente delle teorie promosse nel corso di questi ultimi decenni dalle organizzazioni internazionali che invece sostengono il contrario, ossia l’utilità della promozione dell’insegnamento superiore nei paesi poveri.

 

Obiettivo della comunicazione di Carnoy

L’obiettivo di questa relazione fu il seguente : rivedere i vari elementi che entrano in considerazione nell’interazione tra espansione dell’insegnamento superiore e distribuzione della ricchezza. La relazione suggerisce che a determinate condizioni l’espansione massiccia dell’insegnamento superiore può contribuire a una maggiore disuguaglianza dei redditi.

Il quadro teorico di Carnoy non è rivoluzionario. Infatti, Carnoy si rifà alla tradizione della teoria del capitale umano che interpreta in due modi : una prima corrente asserisce che esiste una correlazione positiva tra distribuzione dei livelli d’istruzione e distribuzione dei redditi, mentre la seconda sostiene che le politiche che mirano ad elevare il livello di istruzione nella manodopera sono una via per ridurre la disuguaglianza economica e sociale. Tuttavia, gli economisti hanno da tempo ammesso che questa seconda corrente non deriva logicamente dalla prima. Anzi, la correlazione tra l’espansione della scolarizzazione e la disuguaglianza è molto complessa. A causa di questa complessità, l’espansione rapidissima nel corso di questi ultimi quarant’anni dei livelli di istruzione in quasi tutti paesi non ha generalmente prodotto una distribuzione più uguale dei benefici economici. 

In questa relazione Carnoy rivista i vari elementi che interagiscono tra loro quando si tratta di promuovere da un lato l’espansione dell’istruzione superiore e dall’altro di ridurre le disuguaglianze socio-economiche. Anche in questa relazione, Carnoy sfrutta al meglio le evidenze che derivano dagli studi comparati ed in particolare dai dati riguardanti la Cina, la Russia, il Brasile e l’India. Questi dati provengono dall’OCSE, che fornisce soprattutto le informazioni sui paesi sviluppati e con economie relativamente benestanti, dalla Banca mondiale per quel che riguarda i paesi in via di sviluppo e dall’Unesco.

L’espansione massiccia dell’istruzione superiore può contribuire ad accrescere le diseguaglianze

Contrariamente all’ideologia prevalente, la relazione di Carnoy dimostra che a determinate condizioni l’espansione massiccia dell’istruzione superiore può contribuire ad accrescere la diseguaglianza.Quindi non è detto che tutti debbano diventare dottori o laurearsi. Non è quindi affatto vero che di per sé, come sostengono le organizzazioni internazionali, lo sviluppo dell’istruzione superiore è un fattore cardine della riduzione della povertà. Le variabili che concorrono ad accrescere le disuguaglianze sono connesse a tre condizioni che di solito non sono considerate nei modelli di distribuzione della ricchezza in funzione dei livelli di istruzione :

  • i benefici o le ricadute che derivano dall’istruzione superiore nonché dall’istruzione secondaria e primaria.
  • la diminuzione degli investimenti pubblici a scapito della formazione iniziale e a tutto vantaggio dell’istruzione terziaria, ed infine ;
  • gli investimenti crescenti stanziati per la promozione delle elite e lo sviluppo dell’istruzione superiore di massa seguendo il modello in auge nei paesi sviluppati.

Carnoy contesta le tradizioni connesse alla teoria del capitale umano secondo le quali esiste una correlazione positiva automatica tra la distribuzione dei livelli di istruzione e la distribuzione della ricchezza nonché critica la pertinenza delle politiche che promuovono lo sviluppo dei livelli di istruzione nella manodopera come via privilegiata per ridurre le disuguaglianze economiche e sociali.

 

Per Hanushek lo sviluppo del capitale umano è la regola principale della crescita

Eric Hanushek si concentra sui paesi dell’America Latina in una relazione intitolata" Schooling, Educational Achievement, and the Latin America Growth Puzzle" [2] . Lo sviluppo delle economie dell’America Latina è presentato come un puzzle. Tra l’altro in passato anche Carnoy si era occupato in passato dello sviluppo economico in America Latina e della correlazione tra sviluppo economico e politiche scolastiche. Nel passato recente la regione è stata al traino di una gran parte delle regioni del mondo nonostante uno sviluppo economico iniziale particolarmente favorevole ed alti livelli di istruzione. Il ritardo attuale dell’America Latina per Hanushek tuttavia può essere ricuperato se si prendono seriamente in considerazione le prestazioni scolastiche e se si misura con accuratezza il capitale umano. Hanushek inserisce misure più complete del capitale umano nei suoi calcoli che provengono da test che prendono in considerazione risultati a livello regionale con risultati conseguiti a livello internazionale. Il modello varrebbe anche per l’Italia. Come ci si poteva aspettare, anche Hanushek ricorre ampiamente alle indagini comparate e alle valutazioni internazionali per sviluppare le proprie interpretazioni. Hanushek sostiene considerazioni opposte a quelle di Carnoy. Per lui non ci sono dubbi che gli effetti positivi dell’espansione scolastica si osservano nel miglioramento dei risultati scolastici. La debolezza di questi risultati in America Latina spiegano l’insufficiente crescita economica dei paesi dell’America Latina. Questi risultati sono confermati da un gran numero di variabili che sfruttano in maniera plausibile la varianza dei risultati derivante da contesti storici e istituzionali determinanti per lo sviluppo dell’istruzione scolastica. Se si inserisce nelle regressioni il livello di istruzione si scopre immediatamente che il capitale umano conta per almeno la metà se non per due terzi delle differenze di ricchezza tra i paesi dell’America Latina e il resto del mondo.

 

Per concludere si può affermare che in questa sezione si sono confrontati punti di vista assai diversi sull’importanza della promozione del capitale umano nei paesi in via di sviluppo ed anche nei paesi ricchi. La correlazione tra promozione dei livelli di istruzione e miglioramento del prodotto interno lordo non è automatica per Carnoy mentre invece lo è invece per Hanushek. Ciò vale soprattutto per l’istruzione superiore, universitaria.

 

 

[1] Titolo della sessione : Il ruolo della qualità dell’istruzione, dell’uguaglianza e dell’equità nei paesi poveri : risultati prodottti dall’Accademia Internazionale dell’educazione

[2]  Scolarizzazione, risultati scolastici e il puzzle dello sviluppo dell’America Latina

Les documents de l'article

USA_AERASF2013-3.jpg