Presentazione dell’indice 2010 del benessere dei bambini e dei giovani americani calcolato annualmente dalla Duke University: ripercussioni drammatiche per i prossimi anni sulla vita della popolazione più vulnerabile e conseguenze imprevedibili, probabilmente nefaste sul rendimento scolastico.

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Impatto della recessione economica sull’infanzia e sui giovani

Il futuro non è roseo solo in America per i giovani di oggi. La famiglia è ancora un’ancora di salvezza? Quali prospettive per l’infanzia nei prossimi anni? Peggiori o migliori di quelle di trent’anni fa? La scuola non può fare gran che. Segue lo sbando, lo accompagna e spesso lo accentua. Non è né un luogo di resistenza, né di ricupero, né di controcultura. Prospettive grame per tutti. La promozione sociale tramite i diplomi scolastici è per moltissimi una chimera

La fondazione americana per lo sviluppo dell’infanzia (Foundation for Child Development) ha pubblicato recentemente un insieme di indicatori sul benessere dei bambini e dei giovani negli Stati Uniti.

Questa pubblicazione merita di essere segnalata per due ragioni principali:


- la qualità metodologica della ricerca;


- la ricchezza dei dati presentati che rendono tra l’altro possibile un confronto diacronico sul lungo periodo dal quale possibile estrapolare indicazioni sul miglioramento o il peggioramento della situazione dell’infanzia in una delle società più opulente e più sviluppate del mondo occidentale, quella americana.

Il problema degli indicatori di contesto

Questo insieme di indicatori sintetici (in effetti si tratta di una raccolta di indici ) è un prodotto molto prezioso per inquadrare tutti gli indicatori dell’istruzione. Purtroppo, la scelta degli indicatori di contesto da inserire in un insieme di indicatori nonché il calcolo di questi indicatori sono degli esercizi particolarmente ardui dal punto di vista metodologico, molto delicati da effettuare, e presuppongono la presenza di una banca dati molto ricca di informazioni. Per questa ragione, molto spesso, nell’insieme di indicatori dell’istruzione, questa sezione è del tutto carente o perfino assente. Questo è successo anche nel celebre insieme di indicatori INES prodotti dall’ OCSE. Dopo i primi tentativi per comporre una sezione di indicatori di contesto che potesse essere articolata in modo convincente con gli indicatori dell’istruzione tout court, l’OCSE ha rinunciato a produrre una specifica sezione di indicatori di contesto che potesse servire per comprendere i dati forniti dagli indicatori sull’istruzione. È davvero un peccato che non si sia proseguito su questa strada perché un insieme di indici sul benessere dell’infanzia e dei giovani nella società odierna è tale, se ben costituito, da fornire un quadro di riferimento particolarmente stimolante per capire gli indicatori dell’istruzione e per capire meglio anche gli indicatori di risultato. Probabilmente, una seconda ragione per la quale gli indicatori di contesto sono trascurati dalle équipe che producono gli insiemi di indicatori dell’istruzione è costituita dalla difficoltà di articolare indicatori di contesto con gli altri indicatori dell’istruzione, come per esempio gli indicatori sui risultati scolastici oppure gli indicatori sui costi dell’istruzione. Un indicatore non va di solito interpretato in modo isolato e ha un valore reale solo se lo si può collegare ad altri indicatori. Questa è la condizione per valorizzare da un lato gli indicatori stessi e dall’altro per estrarre dall’insieme di indicatori informazioni e analisi pertinenti che evitano grossolani errori di interpretazione.

Considerata la qualità dell’ insieme di indicatori pubblicati dalla fondazione per lo sviluppo dell’infanzia (FCD) , riteniamo opportuno segnalare questo lavoro anche perché i temi trattati si presterebbero in modo eloquente per impostare un’analisi quanto mai indispensabile sullo stato dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia e per capire meglio i divari di risultati scolastici tra Nord e Sud Italia.

Presentazione



Ogni anno la Fondazione americana per lo sviluppo dell’infanzia nonché il progetto di indici sul benessere dei giovani e dell’infanzia della Duke University (Facoltà di sociologia) producono un insieme di indicatori sullo stato dei giovani e dei bambini negli Stati Uniti. L’indice composito sul benessere dall’infanzia (CWI) [1] è composto di 28 indicatori che sono raggruppati in sette settori che riguardano la qualità della vita e il benessere. I sette settori sono i seguenti:


- benessere economico delle famiglie;


- comportamenti a rischio;


- relazioni sociali e emotive;


- benessere spirituale;


- impegno comunitario;


- risultati scolastici;


- stato di salute

Nel documento che presenta l’ insieme degli indici di quest’anno si analizzano pure le tendenze sul periodo di 33 anni, dal 1975 al 2008, con proiezioni fino al 2009.

Ogni anno l’analisi dell’indice composito include anche una sezione speciale che tratta un tema di particolare interesse. Quest’anno il tema preso in esame è l’impatto della recessione 2008-2009 sull’infanzia e sui giovani fino al 2012. Queste proiezioni sono tratte da una serie storica di dati che sfruttano le informazioni giacenti nella banca dati CWI nonché le analisi svolte sugli effetti delle recensioni passate.

In questo articolo si riprende in traduzione libera , corredata da commenti , una parte della nota di sintesi. La relazione integrale è allegata, come pure è allegato un documento prodotto dall’Università di York (Inghilterra) che calcola l’indice di benessere dell’infanzia e dei giovani nei paesi dell’Unione Europea.


L’impatto della recessione economica

L’impatto delle recessioni sui bambini e sui giovani è spesso trascurato nelle analisi economiche nonostante ci sia un’ampia documentazione che dimostra la vulnerabilità dei bambini e delle giovani generazioni nei periodi di grande crisi e durezza economica.

La recessione del 2008-2009 è stata particolarmente pesante per i bambini e per i giovani perché, come lo comprova una documentazione abbondante, tutti gli Stati e non solo quelli americani e tutte le autorità locali hanno continuato in questi anni a ridurre i loro bilanci e a decurtare in modo significativo i programmi educativi, sanitari, o di sostegno ai bambini e ai giovani, particolarmente quelli concepiti per la popolazione esposta ai rischi maggiori di marginalizzazione [2].

L’aumento indiscriminato degli investimenti per la scuola e l’istruzione non è di per sé un fattore che garantisca una migliore istruzione e la diminuzione delle spese per l’istruzione non è di per sé gravida di conseguenze negative sulla qualità dell’istruzione. Si può disinvestire senza provocare recessioni pericolose, senza effetti nefasti sui risultati scolastici. Nondimeno, i programmi scolastici e di formazione di qualità costano e non si possono impunemente decurtare gli investimenti per l’istruzione senza pagare lo scotto non tanto di una degradazione della qualità per sé quanto piuttosto della validità e dell’efficacia dei programmi. Si pensi, per esempio, alle conseguenze che derivano dalle riduzioni degli stanziamenti per i programmi di formazione continua degli insegnanti o dei dirigenti. Si può concordare con molti osservatori che spesso questi programmi non sono di grande qualità, che è inutile investire in programmi che non lasciano il segno, ma nondimeno i tagli alla spesa per i programmi della formazione continua precludono qualsiasi prospettiva futura di miglioramento della qualità della professione.

 

Giovani che vivono al di sotto della soglia di povertà

Oggi come oggi, la popolazione al di sotto dei 18 anni negli Stati Uniti costituisce il più importante gruppo che vive in povertà. La ricerca scientifica ha dimostrato che i bambini che dormono in condizioni di povertà, anche per un corto periodo di tempo, possono soffrire di ricadute significative anche quando le loro famiglie ritrovano una condizione economica soddisfacente. Queste ricadute sono particolarmente acute nel corso dei primi 10 anni di vita. Questa ricerca, combinata con i risultati dell’indagine CWI offre la prova evidente che i responsabili politici devono prendere seriamente in considerazione queste situazioni e investire molto di più a favore della prossima generazione di bambini, particolarmente durante i periodi di crisi economica. I dati raccolti sulle conseguenze della recente recessione economica accentuano la necessità di ripensare le politiche finanziarie a favore dell’infanzia e dei giovani per far sì che questa fascia di popolazione particolarmente vulnerabile non abbia a subire tagli indiscriminati quando i governi sono obbligati a impostare politiche restrittive sul piano finanziario. Detto questo, non sarebbe più necessario specificare che i problemi dei bambini e dei giovani poveri non si risolvono con stanziamenti supplementari destinati alle scuole. Non è a scuola che si risolvono queste questioni.



Risultati principali: tendenze recenti rivelate dall’indice CWI



Le principali tendenze generali che possono essere tratte dagli indici calcolati dal programma CWI sono i seguenti:


- la qualità della vita dei bambini americani a decorrere dal 2002 è stata caratterizzata progressi fluttuanti ed ha cominciato a declinare nel 2009. In generale lo stato di benessere così com’è misurato dall’indice composito CWI ha raggiunto un’apice nel 2002, dopo l’attacco del 9 settembre alle torri di New York. A partire però dal 2002 c’è stato un declino progressivo, dal 2003 al 2005. In seguito, il CWI è cresciuto leggermente tra il 2006 e il 2008 raggiungendo un’apice nel 2008 superiore a quello del 2002, ma il crollo è ripreso nel 2009, in coincidenza con la recessione economica.


- rispetto al 2000, nel 2008, alla vigilia della recessione economica, l’indice composito del benessere dei giovani dell’infanzia negli Stati Uniti era superiore del 5%. Si può quindi dire che nel corso del primo decennio del 21º secolo le condizioni dei giovani negli Stati Uniti sono migliorate nonostante il calo constatato in alcuni indicatori come per esempio nell’indicatore riguardante il benessere economico delle famiglie (-6,8%), il benessere emotivo e spirituale (-2,2%), il settore della sanità (-6,6%). I miglioramenti constatati però negli altri indicatori, ovverosia nel settore dei comportamenti riguardanti la sicurezza e i rischi (+27,9%) , nell’indicatore riguardante le relazioni sociali (+13,3%), in quello sull’impegno comunitario (+11,1%) hanno permesso di compensare il degrado e di migliorare l’indice globale del benessere dei bambini e dei giovani.

Analisi dell’impatto riguardante la profondità e l’ampiezza della recessione sul benessere dei bambini dei giovani entro il 2012



Le proiezioni iniziali svolte nel 2009 sull’impatto della recessione ed in particolare sull’ampiezza e la profondità delle conseguenze sulle condizioni di vita della popolazione delle fasce d’età iniziali suggerirebbero che:


- il benessere economico delle famiglie ha iniziato a declinare nel 2007 e l’indice composito generale CWI ha iniziato a decrescere nel 2009. C’è quindi un divario, un ritardo tra i due fenomeni che va esplorato. I dati disponibili lasciano presagire che almeno per un paio di anni ancora ci sarà una diminuzione del livello di benessere familiare negli Stati Uniti;


- il peggio è ancora da venire. La ricerca dimostra infatti che le condizioni dei bambini si sono deteriorate lungo tutto il 2009 e che il peggioramento proseguirà nel corso del 2010. Virtualmente, tutti i progressi economici registrati a decorrere dal 1975 sono svaniti. Le famiglie, le scuole, le associazioni di quartiere, la vita associativa locale, devono continuamente fare i conti con tagli finanziari e con una perdita di posti di lavoro che ritardano considerevolmente la ripresa economica.Si potrebbe dire che il prezzo maggiore è pagato dal capitale sociale che subisce una degradazione delle condizioni di riproduzione, Orbene, è d’uopo ammettere che si conoscono ancora assai poco le correlazioni esistenti tra capitale sociale, benessere sociale e rendimento scolastico ma si sa con una buona approssimazione che queste correlazioni esistono.



L’impatto della recessione sul benessere economico delle famiglie



Come già successo nelle recessioni d’inizio degli anni 80, negli anni 90, e nel 2001-2002, è probabile che i problemi odierni di natura macroeconomica abbiano un impatto su un certo numero di indicatori che entrano nell’indice del benessere economico delle famiglie e quindi sulla vita dei bambini e degli adolescenti:


- La percentuale dei bambini che vivono al di sotto della soglia della povertà potrebbe raggiungere negli Stati Uniti un apice del 21% nel 2010, il che equivale a un giovane ogni cinque. La proporzione più elevata di questi ultimi vent’anni. Gli autori della ricerca ritengono che pressappoco 15,6 milioni di bambini saranno in condizioni di "grande povertà" nel 2010.


- La percentuale di bambini che vivono in una situazione di "estrema povertà" , definita come una situazione inferiore del 50% alla linea di povertà, potrebbe essere del 10,1% nel 2010. Questo significa che circa 7, 41 milioni di bambini potrebbero trovarsi in "estrema povertà" nel 2010.


- La percentuale dei bambini che vivono in famiglie nelle quali i genitori non hanno un’occupazione sicura o stabile - ossia nelle quali non c’è nemmeno un genitore con un’occupazione a tempo pieno per un anno intero - passerà dal 22% nel 2006 al 26% nel 2010. Tale situazione riguarderà 20 milioni di bambini e di giovani americani.


- Per tutte le famiglie, il reddito medio annuo (in dollari costanti del 2008) declinerà da 61.460 $ nel 2007 a circa 57.760 $ nel 2010. Per le madri nubili il reddito medio annuo dovrebbe passare da 25.908 $ a 24.248 $ nel 2010. Il crollo maggiore però riguarderà il reddito dei capifamiglia maschi soli che passerà da 39.546 $ nel 2007 a 35.091 $ nel 2010.

Impatto della recessione su una selezione di indicatori dell’indice composito CWI



La diminuzione significativa del benessere economico delle famiglie combinata con le riduzioni continue dei bilanci pubblici e le costrizioni esercitate sulle associazioni comunitarie avranno un effetto negativo su tutta una serie di misure dell’indice composito dal benessere. Siccome le proiezioni in questi settori riflettono un impatto indiretto dedotto da una serie storica di previsioni estratte dalla banca dati CWI e dall’analisi delle recessioni passate è più difficile quantificarne gli effetti. In ogni modo alcune tendenze sembrano manifestarsi in una maniera unica. Tra queste segnaliamo:


- lo stato di salute dei giovani e dei bambini che potrebbe degradarsi ulteriormente a causa di un’alimentazione del tutto sbagliata risultante da una combinazione perniciosa tra mancanza di risorse finanziarie e gusti alimentarti. Le famiglie prive di mezzi sono indotte ad acquistare cibi di pessima qualità ma di basso costo;


- impegno comunitario: La popolazione a rischio tra i 16-19 anni, la cosiddetta popolazione NEET, ovverosia l’insieme di giovani che non studiano, non frequentano una scuola, non lavorano, nè cercano un lavoro, è in aumento e sfiora il tetto del 40% per i giovani afroamericani e del 30% per i giovani della popolazione di origine latino-americana. Questa popolazione corre il rischio molto elevato di soccombere alle culture della droga e del crimine, nonché di tutta una serie di attività illegali;


- comportamenti a rischio e sicurezza: i bambini con comportamenti a rischio o privi di sicurezza sono molto più esposti di prima a situazioni di violenza, al bullismo, a crimini sia in quanto vittime sia in quanto autori. Ciò è in parte dovuto alla persistenza dei tagli imposti agli stanziamenti riservati alle politiche a favore dei giovani e alla prevenzione della criminalità giovanile;


- benessere emotivo e spirituale: le tendenze attuali riguardanti il benessere spirituale indicano che il numero dei giovani che non frequenta nessuna chiesa e nessun servizio religioso settimanale aumenta. Per il momento è difficile interpretare questa tendenza la quale però rivela la presenza di comportamenti sociali del tutto inediti che potrebbero essere connessi alla diffusione di atteggiamenti sociali del tutto diversi di quelli in voga nelle società tradizionali. Il senso dell’ubbidienza, del rispetto, della solidarietà cambia e i codici di comportamento in auge nelle società del passato diventano caduchi.

Popolazione giovanile e recessione



L’indice composito CWI pubblicato quest’anno offre anche una visione retrospettiva sull’evoluzione dello stato di benessere dei bambini e dei giovani a decorrere dalla 1985. L’indice composito CWI analizza i dati di 38 indicatori raggruppati in sette settori . Nell’edizione testè pubblicata del CWI si può per la prima volta osservare l’effetto comprensivo dell’impatto della recessione recente sulle fasce di età giovanili della popolazione americana, in particolare sullo stato generale di salute, sulle questioni di sicurezza, sulla qualità della vita, ossia su un insieme di fattori e di condizioni che sono a monte della scolarizzazione oppure che si riflettono in modo indiretto sui comportamenti scolastici,



In tutti i sette macro settori presi in considerazione, il benessere della popolazione giovanile tra il 2000 e il 2009 è peggiorato, con una diminuzione più o meno accentuata a seconda dei settori. L’unico settore nel quale non c’è stato nessun cambiamento è quello dei risultati scolastici. La scuola ha continuato imperterrita come se la recessione non ci fosse, come se le riduzioni finanziarie dei bilanci pubblici non avessero nessuna incidenza sui risultati. Il contributo della scuola e dell’istruzione al benessere delle fasce giovanili non sembra, alla luce di questi dati, particolarmente significativo tranne per quel che riguarda la proporzione di giovani a rischio, i giovani NEET. Il sistema scolastico statale non è in grado di trattenere i giovani nella scuola, di motivarli, di interessarli ad acquisire una formazione specifica. Come succede anche in Italia, la proporzione di questa categoria di giovani è stazionaria o in aumento (stessa cosa in Francia), nonostante i programmi predisposti per evitare la dispersione scolastica. Le politiche messe in atto durante la crisi economica per questo gruppo specifico di popolazione a rischio non sono certamente le più adeguate per lottare contro questa piaga.


La situazione in Europa




Non esiste uno studio del genere in Europa ma si dispone però di un articolo realizzato sulla falsariga dell’indagine americana dall’università di York. I dati risalgono al 2006, cioè a un periodo anteriore alla recessione economica recente. L’articolo può essere consultato se si clicchi qui  oppure lo si trova allegato a questo articolo. Si tratta di un lavoro ben fatto e molto utile per capire la situazione della popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà in Europa.

Il caso disperato dell’Italia

Da questa indagine risulta che l’Italia si trova nel terzetto di coda dei paesi con la proporzione più elevata di bambini e di giovani che vivono al di sotto della soglia della povertà. Forse una delle cause dei problemi scolastici italiani risiede in questa situazione.

[1] Acronimo per "Overall Composite Child
Well-Being Index"

[2] I tagli nei bilanci sociali sono stati operati nonostante le raccomandazioni in senso contrario dell’OCSE

Les documents de l'article

pdf_FINAL_2010_CWI_Annual_Release.pdf
pdf_childEU.pdf
jpg_EU_children_poverty.jpg