Presentazione dell’indagine comparata di Gabriel H. Sahlgren: "Dis-location: School choice, residential segregation and educational inegualità" (London: Centre for Market Reform of Education, 2013). Il documento è protetto da copyright e non può essere né riprodotto né allegato.

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La libertà di scelta della scuola

La libertà di scelta della scuola è una strategia di riforma che taluni ritengono efficace per migliorare le scuole, per rendere il servizio scolastico più equo, per rispettare le scelte delle famiglie. Ci sono moltissime indagini negli USA su questo tema e recentemente in questo sito è stato pubblicato un appunto sulla riforma in corso nella Louisiana che ha adottato contro il parere del governo federale una legge sulla libertà di scelta della scuola che restituisce alle famiglie l’importo della retta pagata per inscrivere i figli nella scuola privata che preferiscono. Questa riforma è la più importante finora tentata negli USA. In questo articolo si presenta uno dei rari documenti europei sulla questione nel quale si comparano i servizi scolastici di alcuni paesi ( Germania , Svezia, Danimarca) con quello inglese dove nel 1988 con l’Education Reform Act fu adottato un modello di libertà di scelta della scuola. Alcuni anni fa, anche in Francia, quando presidente della repubblica era Nicolas Sarkozy, si è fatta un’operazione del genere ma con scarso successo. In Francia esisteva già una larvata forma di scelta della scuola, soprattutto dei licei, ma le indagini scientifiche sulle conseguenze e sulle procedure adottate dalle scuole e dalle famiglie per scegliere da un lato gli studenti e dall’altro le scuole non sono numerose. La legislazione francese sulla libertà di scelta della scuola ha solo apparentemente alleggerito le procedure ma in pratica le modalità anteriori sono sopravvissute e sono accettate da chi le conosce e ne trae profitto.

L’articolo :

Gabriel H. Sahlgren, Dis-location : School choice, residential segregation and educational inequality (London : Centre for Market Reform of Education, 2013).

Il Centre for Market Reform of Education si trova qui :

2 Lord North Street, Westminster, London SW1P 3LBwww.cmre.org.uk

info@cmre.org.uk

 

Non si tratta evidentemente di un centro progressista ma piuttosto di un centro conservatore e liberista , che propugna i benefici della concorrenza e del quasi mercato nel servizio scolastico statale per ottenere migliori risultati scolastici.

 

Gabriel Sahlgren svolge una meta analisi per trarre insegnamenti da alcuni servizi scolastici europei tra i quali quello svedese, quello tedesco e quello danese allo scopo di vedere se possono essere applicati in Inghilterra dove si è introdotta una parziale libertà di scelta della scuola con la riforma scolastica del 1988 propugnata dal partito laburista che a quel momento era al potere. 

Nella sua analisi, Sahlberg scopre che gli effetti della libertà di scelta sulla segregazione scolastica sono modesti mentre non ci sono prove che dimostrerebbero l’apparizione di una diminuzione dell’equità scolastica. Questa non peggiorerebbe. In altri termini, la libertà di scelta della scuola non modifica le disparità di fronte all’istruzione tuttora esistenti. Una conclusione del genere è senz’altro tranquillizzante per le classi sociali benestanti le quali temono che la libertà di scelta potrebbe indurre le famiglie delle classi sociali inferiori ad inscrivere i propri figli nelle scuole nelle quali finora i figli delle classi sociali dominanti sono in maggioranza perché tali scuole vengono ritenute migliori di quelle frequentate soprattutto dai figli delle classi sociali popolari.

Tuttavia, numerose indagini, utilizzate dall’autore sono lacunose nell’impostazione : per esempio talune ricorrono a variabili approssimative oppure altre non controllano le origine della varianza. Inoltre, le analisi comparate non tengono conto dell’enorme differenza esistente tra gli apparati amministrativi dei vari servizi di istruzione nonché delle storie e della situazione demografica dei servizi scolastici nei paesi presi in considerazione, per cui i risultati di queste indagini vanno presi con le pinzette. Nondimeno, l’analisi contiene svariate raccomandazioni che meritano attenzione. Per esempio Sahlberg propone di impostare una lotteria con il nome degli studenti per evitare l’affluenza eccessiva nelle scuole prestigiose che fruiscono di grande fama. La lotteria servirebbe anche per diminuire in questo modo un’ altra forma possibile di segregazione quella che attira nelle scuole famose gli studenti provenienti dalle classi sociali benestanti.

 

Gabriel Sahlgren svolge una meta analisi per trarre insegnamenti da alcuni servizi scolastici europei tra i quali quello svedese, quello tedesco e quello danese per vedere se le soluzioni adottate potessero essere applicate in Inghilterra dove si è introdotta una parziale libertà di scelta della scuola con la riforma scolastica del 1988 quando al potere c’era il partito laburista. Sahlberg considera due dimensioni : la segregazione che secondo la tradizione considera le differenze di scolarizzazione tra gruppi minoritari e l’equità che invece è interpretata in modo assai strano, come l’insieme delle differenze nei risultati scolastici. Nella sua analisi, Sahlberg scopre che gli effetti della libertà di scelta sulla segregazione scolastica sono modesti mentre non ci sono prove che dimostrerebbero una diminuzione dell’equità grazie alla libertà di scelta. In altri termini, la libertà di scelta della scuola non modifica le disparità di fronte all’istruzione che esistono tuttora. Una conclusione del genere è senz’altro tranquillizzante per le classi sociali benestanti le quali temono che la libertà di scelta potrebbe indurre le famiglie delle classi sociali inferiori ad inscrivere i propri figli nelle scuole nelle quali finora i figli delle classi sociali dominanti sono stati in maggioranza perché tali scuole vengono ritenute migliori di quelle frequentate dai figli delle classi sociali povere. 

L’indagine [1]

Gabriel Sahlgren effettua una meta-analisi per trarre insegnamenti da alcuni servizi scolastici europei tra i quali quello svedese, quello tedesco e quello danese e per vedere se possono essere applicati in Inghilterra dove si è introdotta una parziale libertà di scelta della scuola con la riforma scolastica del 1988 realizzata dal partito laburista. 

Sintesi dell’articolo ( in libera traduzione in italiano)

Uno degli argomenti più importanti utilizzati contro la libera scelta della scuola è l’affermazione secondo la quale la libertà di scelta della scuola aumenta la segregazione scolastica e riduce l’equità. Questa affermazione è corretta ?

La segregazione scolastica

In teoria, la libertà di scelta della scuola dovrebbe aumentare o diminuire la segregazione scolastica ma i risultati delle ricerche empiriche su questo punto, in questo momento, sono ben lungi dall’essere coerenti tra loro e di giungere alle stesse conclusioni. Talune indagini dimostrano che la segregazione aumenta con l’adozione della libertà di scelta della scuola, mentre altre indagini concludono che la libertà di scelta della scuola non ha invece nessuna incidenza sulla segregazione scolastica.

Il problema maggiore di queste indagini tuttavia è che non tengono in considerazione il fatto che le famiglie traslocano per essere vicine alle scuole migliori, che hanno i mezzi finanziari per traslocare e per essere certi che i figli siano ammessi nelle scuole prestigiose. In generale, l’indirizzo del domicilio resta sempre un criterio inviolabile per l’iscrizione in una scuola. Talune indagini però indicano che quando si dissocia la libertà di scelta della scuola dalla residenza degli alunni, la segregazione imputabile alla residenza diminuisce. Inoltre, altre ricerche indicano che le preferenze delle famiglie per le scuole private diminuiscono quando crescono le opportunità di un finanziamento pubblico della scelta della scuola. In mancanza di un servizio scolastico privato finanziato pubblicamente è quindi probabile che il domicilio nonché le preferenze per una scolarizzazione nel servizio privato diminuiscono. Tutto ciò deve essere prese in considerazione quando si analizza l’impatto della scelta sulla segregazione scolastica.

Esperienze o indagini controfattuali che tengono in considerazione il domicilio e le preferenze per una scolarizzazione in istituti privati sono difficili da effettuare, specialmente perché l’impatto di una segregazione scolastica precoce nel servizio privato spesso diventa apparente soltanto a lungo termine. 

Indagini inglesi indicano che la segregazione scolastica è apparentemente diminuita dopo l’adozione della riforma scolastica del 1988 e dopo le riforme scolastiche successive impostate per inserire nel sistema scolastico una maggiore libertà di scelta della scuola ma altre indagini inglese dimostrerebbero il contrario, ossia che la segregazione scolastica è aumentata con la libertà di scelta della scuola.

Inoltre, le sole indagini internazionali comparate esistenti su questo argomento, ovverosia quelle che tengono in considerazione le conseguenze del domicilio, indicano che una più ampia proporzione di studenti nelle scuole private (questo è un indicatore spesso usato per fornire un’ immagine del grado di competitività esistente all’interno del sistema scolastico) non accresce la segregazione scolastica.

Si deve nonostante tutto annotare che una più grande proporzione di studenti iscritti nelle scuole private sembra correlata alla presenza di una segregazione nelle università o nel settore terziario, il che indica l’importanza di politiche scolastiche che permettono alle famiglie e ai genitori di scegliere le scuole sulla base di criteri uguali.

In generale, tuttavia, non è per nulla chiaro se la libertà di scelta della scuola abbia un impatto netto sulla segregazione scolastica, dopo che si sia azzerata la segregazione residenziale e dopo che si siano prese in considerazione le preferenze delle famiglie per una eventuale scolarizzazione nel servizio scolastico privato.

 

L’equità

 Dal punto di vista dell’equità, i risultati sono più chiari : ci sono poche prove che dimostrerebbero l’incidenza della libertà di scelta della scuola sull’equità scolastica. Le indagini internazionali comparate indicano che un numero elevato di studenti iscritti nelle scuole private aumenta l’equità diminuendo il ruolo del background familiare nei punteggi conseguiti nei testi internazionali comparati.

Le indagini internazionali dimostrerebbero che l’effetto libertà di scelta della scuola attenua il ruolo familiare sui punteggi conseguiti nei test. Ci sono però anche indagini che indicano il contrario : la libertà di scelta della scuola non avrebbe nessun impatto sui risultati scolastici né sui punteggi conseguiti dagli studenti nei test. Tuttavia, altre indagini suggeriscono che in servizi scolastici tra loro diversi studenti con un background socioculturale differente beneficiano della libertà di scelta della scuola nella stessa proporzione .

Raccomandazioni di Sahlgren

Sahlgren è un fautore della libertà di scelta della scuola. Una proporzione più elevata di studenti nel servizio scolastico privato sembra sia correlata ad una minore disuguaglianza scolastica. Questa conclusione induce a sostenere l’argomento secondo il quale la libertà di scelta della scuola dovrebbe essere istituzionalizzata per fare in modo che le famiglie di tutti i ceti sociali abbiano le stesse opportunità di scelta della scuola.

Le politiche governative potrebbero aumentare l’integrazione scolastica e l’equità con lotterie per le scuole dove si constata un afflusso eccessivo di iscrizioni nonché con un miglioramento dei servizi di trasporti scolastici.

Le politiche scolastiche potrebbero anche aumentare l’equità se la libertà di scelta della scuola fosse estesa a un numero maggiore di studenti, ovverosia con un apparato scolastico che permetta ad una maggioranza di studenti di frequentare scuole migliori. Ciò potrebbe essere conseguito con l’adozione di provvedimenti appositi nelle scuole e con il versamento ai migliori direttori scolastici di bonus per stimolare l’espansione delle loro scuole e per far sì che il numero delle scuole eccellenti con un numero di iscrizioni superiori a quello la scuola può sopportare sia in aumento.

Con l’adozione di un finanziamento più individualizzato e differenziato a seconda delle scuole, le risorse stanziate per le scuole dovrebbero corrispondere maggiormente alla composizione della popolazione scolastica anche perché in questo modo si stanzierebbero incentivi più potenti per le scuole mettendole tra loro in competizione per avere un numero maggiore di studenti inscritti.

Inoltre, per promuovere ulteriormente l’equità, sarebbe preferibile introdurre una formula di finanziamento nazionale per tutte le scuole tale da fare scomparire qualsiasi svantaggio geografico presente invece nei sistemi scolastici in vigore come per esempio quello di vivere in una zona svantaggiata con scuole poco curate.

Infine, occorre citare e promuovere una miglior informazione sui risultati scolastici e sulle attività scolastiche perché in questo modo si aumenterebbe l’equità all’interno del sistema scolastico.

Per attuare alcuni di questi provvedimenti sarebbe pertanto estremamente utile sperimentarli dapprima in diverse regioni.

Conclusione

Il dibattito sulla libertà di scelta della scuola per ora non è che una ulteriore screpolatura nel sistema scolastico attuale , almeno per come è affrontato e trattato. Però è anche un indizio di debolezza del monopolio scolastico statale instaurato in numerosi Stati tra i quali l’Italia nel corso dell’Ottocento. Non si è in grado per il momento di dire come andrà a finire, ossia di preannunciare o meno il crollo del monopolio statale e la generalizzazione di un servizio scolastico privato diffuso, istituzionale, ovverosia retribuito dallo stato e esteso a tutto il territorio nazionale. Tutti i sistemi scolastici sono all’erta a causa delle novità e dei cambiamenti generati dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. E`possibile che questa evoluzione dia uno scossone tale all’apparato statale scolastico vigente da farlo crollare e di costituire le premesse per una privatizzazione generale della scolarizzazione. E’ anche probabile che senza una modifica radicale dell’apparato scolastico, l’adozione di gradi diversi di libertà di scelta della scuola non determinerà nessuna diluizione della segregazione scolastica e nessun miglioramento dell’equità del servizio scolastico statale, per cui la rivendicazione di una libertà di scelta della scuola generalizzata su tutto il territorio nazionale senza una trasformazione radicale dell’apparato scolastico statale sembra piuttosto prematura ed è fondata su premesse poco convincenti. Del resto le indagini scientifiche svolte su questo tema non sono per ora convincenti e sono tutte contestabili.

In Italia si sono smantellati anni fa i bacini di utenza e quindi si è creata una certa libertà di scelta della scuola almeno nel servizio scolastico statale. Non esiste però libertà di scelta tra scuole statali e scuole paritarie. Mancano infine indagini scientifiche sulle conseguenze di queste opzioni per cui nessuna affermazione sulla bontà o meno della libertà di scelta della scuola ha un fondamento empirico. Si dibatte in termini ideologici senza tenere presente nessun scenario a media e lunga scadenza sull’evoluzione del sistema scolastico. 

[1] Protetta da copyright per cui non si può né riprenderla né allegarla