L’ analphabétisme augmente au lieu de diminuer dans les pays africains/ L’ analfabetismo cresce invece di diminuire.

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La scolarisation primaire pour tous d’ici 15 ans: une lubie

Il fallimento di 50 anni di aiuto allo sviluppo, di programmi speciali per l’alfabetizzazione nei paesi in via di sviluppo, di strategie improntate sulla decentralizzazione dell’aiuto internazionale, di centinaia di incontri, congressi, seminari, è ormai sotto gli occhi di tutti. Nonostante l’accecante evidenza di questa strategia, si persevera imperterriti sulla stessa via, con proclami d’intenzione tanto pomposi che sterili, come il programma EPS (Education pour Tous) o il programma Fast Track del G8 per i paesi più poveri. Eppure c’è chi tira l’allarme anche tra le istanze internazionali. Nonostante il cinismo e la corruzione che serpeggiano nelle relazioni internazionali c’è anche chi denuncia soprusi ed inganni. Presentiamo qui alcuni dati estratti da una ricerca svolta da un istituto internazionale intergovernativo che si occupa dello stato dell’educazione in Africa.

Bollettino tematico No. 2 del Polo di Dakar, aprile 2007  [1]

Nel bollettino "Les acquisitions scolaires et la production d’alphabétisation de l’école primaire en Afrique : approches comparatives" si trovano i dati che comprovano la difficoltà d’importare in Africa il modello scolastico standard sorto e sviluppato nell’emisfero Nord, modello propagandato con mezzi considerevoli da una marea di organizzazioni governative e non governative, in primo luogo l’UNESCO, e si fornisce la prova del fallimento dei programmi di alfabetizzazione condotti in Africa nel corso di questi ultimi decenni. In un certo senso si potrebbe dire che il mondo africano nella sua diversità culturale e linguistica, nella sua complessità etnica, sociale ed economica resiste ai vari tentativi di innesto di un modello scolastico messo a punto in un altro contesto. Si potrebbe obiettare che il fallimento di questa operazione è imputabile alla mancanza di mezzi, ad errori di gestione, a sbagli procedurali, ad analisi diagnostiche sommarie. Una correzione del tiro potrebbe migliorare sensibilmente i risultati: più mezzi, più risorse, programmi meglio calibrati, un’espansione sostenuta, personale meglio formato (uno dei temi in voga è lo sviluppo delle capacità dei dirigenti e dei responsabili). Non si può provare la validità di questo indirizzo. Finora, i risultati sono stati scarsi. Per capirlo è indispensabile ricorrere alla comparazione internazionale.

Il primo dato riguarda la probabilità di alfabetizzazione in funzione del numero di anni passati a scuola (ossia della durata della scolarizzazione elementare o di base che in Africa in media dura sei anni). L’impatto della scolarizzazione sull’alfabetizzazione è in Africa molto inferiore, in media, a quello misurato in altre regioni in via di sviluppo che partecipano agli stessi programmi mondiali di sviluppo della scolarizzazione.Come lo dimostra il grafico 1, per uno stesso numero di anni di scuola, la probabilità di alfabetizzazione in Africa [2] è inferiore a quella che si osserva altrove. Fra le persone che hanno compiuto una scolarità elementare completa di sei anni in Africa ( non sono molti, perché spesso in parecchi paesi africani le scuole statali o comunitarie o private offrono solo quattro anni di scuola e non sei ), solo il 69% è alfabetizzato all’età adulta (ossia sa leggere e scrivere), mentre nei paesi non africani a basso reddito [3], questa proporzione è del 91% ed in quelli a reddito medio è del 94% [4] Detto altrimenti, sei anni di scuola in Africa, in media, equivalgono a tre anni nei paesi non africani (lettura orizzontale). In Africa ci vuole il doppio di anni di scuola per conseguire i risultati ottenuti in sistemi scolastici di paesi non africani situati allo stesso livello di sviluppo di quelli africani.

Grafico 1: Probabilità di alfabetizzazione in funzione del numero di anni di scuola (2000)

Fonte: Polo di Dakar, 2007

La probabilità di alfabetizzazione è stata calcolata per rapporto al livello d’istruzione di un campione di adulti dall’età compresa tra i 22 ed i 44 anni, quindi con persone che sono state scolarizzate non in tempi recenti ma dieci anni fa circa per il gruppo dei più giovani e trenta anni fa circa per il gruppo dei più anziani. Ci si può chiedere quindi se i giovanissimi, ossia gli allievi che hanno terminato il ciclo completo di studi di sei anni, abbiano un livello di scolarizzazione migliore. Le indagini valutative condotte dal PASEC non incitano a trarre una conclusione ottimista di questo tipo.

Nel grafico 2 si confrontano i livelli di alfabetizzazione tra due generazioni distanti vent’anni l’una dall’altra in 31 paesi africani sub-sahariani . Il grafico permette quindi di capire se le politiche di alfabetizzazione hanno avuto un effetto positivo o meno su un periodo di vent’anni.

Grafico 2: Confronto della proporzione di adulti di due generazioni con 20 anni di differenza aventi un’istruzione pari a 6 anni di scuola elementare , in 31 paesi africani

Sbarre verdi: Percentuale di adulti di 42 anni probabilmente alfabetizzati che hanno frequentato 6 anni di scuola elementare Sbarre marroni: Percentuale di adulti di 22 anni probabilmente alfabetizzati che hanno frequentato 6 anni di scuola elementare Fonte: Polo di Dakar, 2007 [5]

Nel gruppo di sinistra ci sono nove paesi nei quali il rischio di analfabetismo è calato: la generazione più giovane è più alfabetizzata di quella avente vent’anni di più. [6]

Nel blocco di mezzo ci sono 11 paesi nei quali il rischio di analfabetismo è rimasto stazionario in vent’anni. L’analfabetismo nelle due generazioni non è né cresciuto né diminuito. [7]

Nel blocco di sinistra ci sono 11 paesi nei quali il rischio di analfabetismo è cresciuto. La proporzione di analfabeti nella generazione giovane dei 22enni è più alta della proporzione di analfabeti della generazione di 20 anni più anziana. L’analfabetismo invece di diminuire è aumentato [8]

L’ultima colonna a destra è la media per i 31 paesi: il rischio di analfabetismo è cresciuto. La proporzione di analfabeti nella generazione giovane è maggiore che non nella generazione nata vent’anni prima. Solo in 9 paesi su 31 la politica d’istruzione ha prodotto un miglioramento delle probabilità di essere alfabetizzati; in 22 paesi le politiche scolastiche non hanno prodotto nessun cambiamento od hanno sortito l’effetto opposto. In 11 paesi la probabilità di essere analfabeti è aumentata rispetto agli anni 70, periodo nel quale terminava la scolarità la generazione dei 42enni nel 2000. [9]

Ci si può logicamente chiedere se il degrado non sia imputabile ad un aumento della proporzione degli allievi, cioé alle politiche miranti a generalizzare la scolarizzazione primaria. Il grafico 3 fornisce una risposta negativa a questa ipotesi.

Grafico3: Evoluzione comparata della quantità e della qualità nei paesi africani tra il 1970 ed il 1990
Aumento della proporzione di scolarizzati nell’insegnamento elementare
Paesi nei quali la probabilità d’analfabetismo è cresciuta 163%
Paesi nei quali la probabilità d’analfabetismo è diminuita 203%

I paesi nei quali il rischio di analfabetismo è diminuito, ossia quelli nei quali c’è stato un effetto positivo della scolarizzazione, sono anche quelli che hanno scolarizzato di più; i paesi nei quali invece la probabilità di essere analfabeti dopo sei anni d’istruzione primaria è aumentata sono anche quelli nei quali l’aumento della scolarizzazione è stato meno pronunciato. Il miglioramento della demografia scolastica non ha causata un deterioramento dei livelli d’istruzione. Questa è la magra consolazione che si può trarre da questi dati.

[1] Il polo di Dakar è un ente frutto di un partenariato tra l’UNESCO e la cooperazione tecnica allo sviluppo dello stato francese. Questo centro svolge analisi settoriali specifiche nel settore dell’istruzione in Africa, in particolare nell’Africa francofona.

[2] Sono stati presi in considerazione 31 sistemi scolastici.

[3] Moldavia, Uzbekistan, Rep. Popolare Democratica Laos, Tajikistan, Vietnam

[4] Albania, Bolivia, Bosnia, Rep. Domenicana, Filippine, Surinam

[5] Il grafico non è facilmente leggibile a causa della riproduzione. Per conoscere i dettagli si consulti l’originale nel bollettino del Polo segnalato dianzi

[6] Nell’ordine crescente: Nigeria, Etiopia, Kenya, Senegal, Swaziland, Sao Tomé, Guinea Equatoriale, Burundi e Ruanda

[7] Nell’ordine crescente: Gana, Congo RDC, Gambia, Sierra Leone, Niger, Malawi, Comore, Camerun, Guinea Bissau, Togo, Costa d’ Avorio

[8] Nell’ordine crescente: Mozambico, Lesoto, Tanzania, Benin, Burchina Faso, Angola, Repubblica Centro-africana, Guinea, Mali, Ciad, Zambia

[9] L’inchiesta è stata condotta nel 2000

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Probabilita_di_alfabetizzazione.jpg
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